Sdrammatizzare la vita. Ecco le regole del maestro di Zelig

Giovedì, 26 maggio 2011 - 15:25:00

Di Maria Teresa Melodia

trinca
Renato Trinca
Note per ridere. Le insegna Renato Trinca, autore di Zelig, cabarettista, musicista, nonché psicoterapeuta. Attraverso i suoi corsi brevi di comicità si può apprendere in poche mosse come inserire angoli di risate tra testi e musica, grazie a schemi consolidati quali la parodia, la sfiga, la cattiveria, lo spiazzamento. In occasione dell’incontro previsto per sabato 28 Maggio 2011 presso il Centro emnemes (via Molino del Torchio, 17 - 21050 Cuasso al Piano - VA), il Dottore della risata ha anticipato ad Affari Italiani qualche chicca.

Trinca, da dove si parte per imparare a ridere?
“Dalla conoscenza dei meccanismi comici che sottostanno alla risata. Un libro per tutti: "il Riso" di Henri Bergson”

Si dice che giocare con le parole faccia bene alla mente e al corpo... addirittura ai business manager…
“Pare che in America degli studi indichino il senso dell'umorismo come primo fattore per rendere longeva una coppia. Anni fa facevo dei corsi in azienda chiamati: "tecniche umoristiche nella comunicazione aziendale". Anche qui pare che dove circola l'umorismo, circola la creatività. Zelig ne è una dimostrazione pratica e ogni anno parecchi tesisti la vengono a studiare come esempio riuscito. Che faccia bene a mente e corpo è stato mostrato da tantissimi studi, per saperne qualcosa invito alla lettura della vastissima letteratura che esiste in merito, cercare in "Psicologia dell'umorismo". Poiché è da quel ramo della Psicologia che si sono scoperte tante cosette interessanti”.


LE IMMAGINI

A proposito, Lei usa l'umorismo anche come forma di Psicoterapia, mi spiega meglio?
“In una specializzazione come Psicoterapeuta portai una tesi dal titolo "l'utilizzo dell'umorismo nella Psicoterapia individuale". Non è facile da usare e richiede esperienza come tutte le cose, ma a volte dà risultati ottimi, favorendo l'insight nel paziente senza avvolgerlo nella tragedia”.

Mi può sintetizzare le tre regole per sdrammatizzare...la vita?
1) Guardare il tutto, mai le parti
2) Convincersi di essere pazzi e di vedere le cose non come sono, ma sempre distorte dalle proprie problematiche 3) Cercare il lato comico della faccenda, c'è sempre!


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Nella sua carriera qual è il miglior cabarettista che ha sfornato, magari noto al grande pubblico televisivo?
“Forse non era il migliore, ma sicuramente è l'unico che ho curato sia per l'idea e per i testi, Beppe Braida (chi si ricorda: "Attentato!"?) era una satira sulla faziosità dai TG, in particolare del TG4. La cosa che mi divertiva di più era fare finti sbagli quando in seguito ho introdotto Mingozzi, il suo ingenuo inviato, non se ne accorgevano nemmeno i capi. Comunque non vorrei sembrasse che la fortuna di altri comici sia dipesa da me, ho solo collaborato con alcuni in maniera minore o maggiore”.

Per finire, cosa insegna nei suoi corsi?
“Qualche regola, perché l'umorismo è matematica, a prendersi in giro, a utilizzarlo nella vita privata piuttosto che per intraprendere il mestiere di comico”.

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