Raffarello Avanzini, ad della Newton Compton: "Il segreto? Prezzi bassi e niente snobismi"
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di Antonio Prudenzano
Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton festeggia i suoi quarant’anni di editoria indipendente e di crescita costante. Altro che crisi, quindi. Qualità e ‘accessibilità’ (che non significa solo prezzi bassi), queste le linee guida sin dall’inizio. Duecento novità all’anno, numeri da ‘grande’ dunque, per una realtà editoriale che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi anche grazie all’inatteso successo di “Viaggio di nozze a Teheran” (già 30mila copie) e de “Il libro che la tua Chiesa non ti farebbe mai leggere” (oltre 100mila copie), senza dimenticare la serie “101”. Affaritaliani.it ha parlato del presente e del futuro di Newton Compton con l’amministratore delegato Raffaello Avanzini, figlio di Vittorio.
A quanto pare Newton Compton non sente la crisi. Nel primo semestre del 2009 il vostro fatturato ha registrato un incremento del 40%...
"Nell'editoria non c'è crisi, o almeno è così per noi. Abbiamo sempre puntato su prezzi bassi e su un catalogo importante di oltre 1000 titoli, che riproponiamo in versioni diverse. E' inutile fare il botto con un paio di bestseller e poi l'anno dopo non riuscire a ripetere i risultati. Serve continuità. Il nostro successo è quindi un'unione di catalogo, prezzi contenuti e novità che vanno incontro ai gusti del pubblico, e non viceversa. Odiamo lo snobismo tipico dell'editoria. Noi pubblichiamo quello che ci chiede il mercato, naturalmente senza dimenticare la qualità. E i lettori ci premiano".
![]() Raffaello Avanzini |
Oggi è più difficile restare indipendenti?
"Il contrario. E' molto meglio. E' peggio per i grandi gruppi, invece. Siamo un'azienda snella, una casa editrice media e del tutto indipendente, a gestione familiare. Quattordici dipendenti, costi ottimizzati al massimo. E poi seguiamo tutto il ciclo produttivo...".
Avete introdotto una nuova divisione di cross media marketing (affidata a Marco Diotallevi, cross media creative). In cosa consiste il vostro marketing 'non convenzionale'?
"L’obiettivo è sfruttare al meglio le potenzialità di alcuni titoli attraverso strategie orientate al passaparola che, in base alle esigenze, utilizzano in modo congiunto web, direct mailing, street marketing, ma anche radio, stampa o televisione. Vogliamo uscire dai canoni tradizionali del marketing. E' la rete il nuovo fronte d'azione".
Crede nell'e-book?
"Prima va capito quali saranno supporto e formato standard. Vedo ancora troppa confusione. Parlarne adesso è inutile...".
Il gruppo Gems, che ha appena acquisito il 35% di Fazi, punta ad allargarsi ancora. Voi siete un 'piatto appetitoso'. Vi sono arrivate offerte?
"Sì, da almeno 4-5 grandi gruppi. Ma abbiamo sempre detto di no. Siamo indipendenti da 40 anni. Se le cose continuano ad andar così bene, perché dovremmo cedere?".
Quali sono i prossimi titoli in arrivo su cui puntate particolarmente?
"Da gennaio porteremo in libreria tutto Freud in versione tascabile al prezzo di 3,90 euro a titolo per tutto il mese. E poi ci sarà il nuovo noir di Massimo Lugli, già finalista allo Strega quest'anno. E questi sono solo due esempi...".
A proposito, quanto incide il tascabile nel vostro fatturato?
"Circa il 38%. I restanti 2/3 si dividono quasi equamente tra novità e catalogo".



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