Quei gufi figli di Facebook

Venerdì, 8 gennaio 2010 - 14:14:00

di Francesco Pira

Ci eravamo permessi di dirlo. Timidamente. Non così per parlare…ma portando come esempio le ricerche condotte in tutta Italia da cui emergeva il fatto intangibile che avendo il cellulare a letto ed il personal computer e la televisione in camera, era davvero difficile dormire. Certo colpa di Carosello che non c’è più. Quella straordinaria linea di demarcazione tra quando i più piccoli potevano restare svegli o andare a letto. E da quando Carosello ci ha lasciato si dorme poco e male. Il rischio? I nostri figli i digitali nativi sono più irritabili, calano nel rendimento scolastico e rischiano anche la depressione.

E questo volta lo dicono e lo certificano in uno studio gli americani e quindi dobbiamo crederci per forza. In particolare è lo psichiatra James E. Gangwish del Columbia University Medical Center di New York che ha pubblicato uno studio molto dettagliato sulla rivista scientifica Sleep  (www.jornalsleep.org ). Quindi oltre ad essere digitali nativi adesso diventano Super Gufi, svegli di notte e assonnati di giorno. C’era da aspettarselo. Quando i nostri ragazzi italiani ci rivelavano di tenere acceso il cellulare tutta la notte, dovevamo immaginarcelo. E qualche altro dubbio ci veniva magari quando oltre il 54% dichiarava di avere nelle classi terminali delle elementari la televisione ed il pc nella stanzetta.

Gli studiosi americani dicono che i  Super Gufi che navigano su internet e sono figli di Facebook e Youtube corrono “il 24% in più di rischi di soffrire di disturbi depressivi e hanno il 20% in più di probabilità di covare pensieri suicidi”. Ora nella italica tradizione passeremo da un eccesso all’altro. Perché è difficile pensare che immediatamente troviamo una soluzione utile per chiedere, magari pretendere, dai nostri figli che la notte devono assolutamente tenere spento il cellulare e magari anche il pc e la tv. E’ chiedere troppo? No! I pediatri dicono che ci vogliono 8 ore di sonno piene…meglio 9. Impossibile per i digitali nativi o Super Gufi che dir si voglia.  Dalle indagini, che, modestamente, abbiamo curato in Italia ad esempio ci accorgiamo che i bambini da 8 a 11 anni vedono trasmissioni televisive che si protraggono fino alla seconda serata televisiva. Spesso dichiarano di farlo da soli in camera. Lo stesso dicasi per l’uso del cellulare o del computer. Quando sono chiusi in camera e magari i genitori sono crollati sul divano o ancor meglio a letto stanchissimi, loro tengono gli occhietti aperti e fanno anche più cose contemporaneamente.

Il top è tenere la televisione accesa ( tv tappezzeria si vede ogni tanto ma non si sente) il computer magari acceso e si chatta con amici o compagni di scuola e naturalmente a portata di dito il cellulare per inviare e ricevere sms, fino a quando la stanchezza non vince ed il Digitale Nativo- Super Gufo non crolla definitivamente. “Certo - mi ripetono spesso i genitori quando li incontro in seminari o convegni – noi cosa possiamo fare? Non ci ascoltano. Se ne fregano di quello che diciamo. Prima o poi il sonno li vince e devono dormire”.

Nostalgia di quei tempi in cui bastava uno sguardo, nemmeno troppo minaccioso, dopo Carosello, per capire che la nostra giornata era finita. Le coperte immediatamente dopo venivano rimboccate e chiudevamo gli occhi senza l’ausilio della televisione o delle nuove tecnologie. Il compito per i genitori è arduo: spiegare ai figli che non devono bruciare le tappe. Non è facile per la nostra generazione il cui unico pensiero è stato quello di dare tutto quello che desideravano. Anzi di più. Di permettere loro tutto quello che a noi non era permesso. Persino stare davanti la televisione a notte inoltrata o con il computer accesso così come il telefonino. Ed allora becchiamoci i Super Gufi…ma poi non preoccupiamoci se sono depressi. Noi…abbiamo fatto il possibile…anzi l’impossibile…anche se magari sono un po’ depressi…i nostri Digitali Nativi…

francesco@francescopira.it

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