Puglia/ "La mafia si combatte con la cultura". Ai microfoni di Affari Winspeare, regista di "Galantuomini"
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La cultura? E’ il mezzo che serve per combattere la Sacra Corona Unita e la mafia. A sostenerlo, ai microfoni di Affaritaliani.it, il regista di “Galantuomini” Edoardo Winspeare e gli attori Fabrizio Gifuni e Giuseppe Fiorello, in arte Fiorellino.
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Ed è la formazione culturale l’unica che può far sì che questo cambiamento avvenga. Soprattutto al sud. Perché spiega Winspeare: “La mafia è nel nostro Dna. Da nord a sud. In quello degli italiani in generale. Ma dalla Puglia può partire una speranza. In questi anni è stata una regione attiva, e ha dato all’Italia cantanti e attori". Continua: "Prima invece partiva tutto dal nord. Ora anche la Puglia invece propone musica, eventi culturali ed arte. Si è creato così il senso di comunità. Nonostante la corruzione penso che ci sia stato un senso di appartenenza alla regione. Ed è un grande passo. L’Italia deve fare come noi”.

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(Foto e audio di Angelo Maria Perrino)
L’appello parte proprio dallo stesso regista Winspeare, regista che vive da sempre nel Salento, terra di mafia e corruzione a cui ha dedicato i suoi lavori di maggior successo ottenendo la notorietà nazionale e internazionale. “Perché, solo con la cultura si possono combattere le organizzazioni malavitose”, ripete.



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