"Prigionieri del Paradiso" (Iperborea). Il ritorno del finlandese cult Paasilinna. UN CAPITOLO IN ESCLUSIVA
Venerdì, 27 novembre 2009 - 16:10:00
Il Bosco delle Volpi
Traduzione di Ernesto Boella
Introduzione di Fabrizio Carbone
I edizione: aprile 1996 – (10 ristampa)
pp: 272 - Prezzo: Euro 14,50 - Isbn: 88-7091-057-1- N. 57
Un pigro gangster in fuga, un maggiore dell’esercito in anno sabbatico e una vecchietta evasa dal ricovero si ritrovano in un bosco. Può succedere di tutto quando i personaggi di Paasilinna decidono di abbandonare la società civile alla ricerca della libertà totale.
Il mugnaio urlante
Traduzione di Ernesto Boella
Introduzione di Fabrizio Carbone
I edizione: maggio 1997 – (9 ristampa)
pp: 280 - Prezzo: Euro 13,50 - Isbn: 978-88-7091-066-7 - N. 66
In un tranquillo villaggio lappone compare un giorno uno strano tipo che, installatosi nel vecchio mulino, rivela presto un fastidioso difetto: al minimo contrasto si rifugia nei boschi a ululare. Per gli abitanti è da manicomio, ma non sarà facile privarlo del suo spirito anarchico.
Il figlio del dio del Tuono
Traduzione di Ernesto Boella
Introduzione di Fabrizio Carbone
I edizione: maggio 1998 – (9 ristampa)
pp: 288 - Prezzo: Euro 13,50 - Isbn: 88-7091-074-1 - N. 74
Il figlio del dio del Tuono, Rutja, deve riconvertire i finlandesi alla religione degli avi. Come si sa il metodo più efficace è incarnarsi e invece della tv tornare ai miracoli. Con tutti i “matti” che ci sono in Finlandia, avrà sicuramente discepoli a iosa e un successo al di là delle aspettative.
Lo smemorato di Tapiola
Traduzione di Helinä Kangas e Antonio Maiorca
Introduzione di Fabrizio Carbone
I edizione: agosto 2001 – (5 ristampa)
pp: 240 - Prezzo: Euro 13,00 - Isbn: 978-88-7091-098-8 - N. 98
Il vecchio Rytkönen che ha perso la memoria, il taxista Seppo che lo accompagna, l’agricoltore- ex combattente Mäkitalo e dodici vegetariane parigine si ritrovano in un campo di sopravvivenza. Un’imperdibile avventura all’insegna dell’improvvisazione e dell’amicizia.
I veleni della dolce Linnea
Traduzione di Helinä Kangas e Antonio Maiorca
Postfazione di Goffredo Fofi
I edizione: settembre 2003 – (5 ristampa)
pp: 208 - Prezzo: Euro 11,50 - Isbn: 978-88-7091-117-6 - N. 117
Un’amabile vecchietta alle prese con una banda di teppisti che ogni mese piomba dalla capitale per estorcerle la misera pensione. Paasilinna, virtuoso della comicità, sceglie la via della farsa per esprimere le sue critiche a una società di cui vede lucidamente tutti i mali.
Piccoli suicidi tra amici
Traduzione di Maria Antonietta Iannella e Nicola Rainò
Postfazione di Diego Marani
I edizione: maggio 2006 – (4 ristampa)
pp: 264 - Prezzo: Euro 14,00 - Isbn: 88-7091-139-X - N. 139
Un caso fa incontrare due uomini sull’orlo del suicidio. Ma quanti altri saranno nelle loro disperate condizioni? Perché non fondare tutti insieme un’associazione per compiere il più grandioso suicidio di massa in allegria? Ne nasce un folle viaggio in giro per l’Europa con finale a sorpresa. Paasilinna al suo meglio.
Il migliore amico dell’orso
Traduzione e postfazione di Nicola Rainò
I edizione: maggio 2008
pp: 316 - Prezzo: Euro 16,00 - Isbn: 978-88-7095-162-6 - N. 162
Il bestiario di Paasilinna si arricchisce di una nuova e ingombrante presenza: un orso che diventa il fedele compagno di avventure di Huskonen, incoraggiandolo a fuggire dallecertezze dei dogmi religiosi, dalla moglie, dall’opprimente vita di provincia. Alla ricerca di un’esistenza autentica.
IN ESCLUSIVA SU AFFARITALIANI.IT, IL PRIMO CAPITOLO DI "PRIGIONIERI DEL PARADISO" DI ARTO PAASILINNA, EDITO IN ITALIA DA IPERBOREA
Traduzione dal finlandese di Marcello Ganassini
Titolo originale: Paratiisisaaren vangit (1974)
pp: 240 – Prezzo: € 15,00 - N. 177
Isbn: 978-88-7091-177-0
L’aereo fluttuava nell’oscurità. Sorvolavamo il Pacifico al largo della Melanesia, avevamo appena passato il trentesimo parallelo e il Tropico del Cancro.Stavamo attraversando la fascia calda del mondo, pensai che da quelle parti la temperatura non scende al di sotto dei diciotto gradi nemmeno nel periodo più freddo. Volavamo da più di tre ore, eravamo partiti dall’aeroporto internazionale di Tokyo. Sono un giornalista. Il classico tipo finlandese: educazione mediocre, ambizioni limitate, una giacca lisa e un carattere grigio. Ho superato la trentina. Sono un individuo di una banalità di-sarmante e la cosa spesso mi irrita. Ho scritto una gran quantità di articoli per i giornali più diversi, ma nessuno ha conservato il minimo interesse, una volta persa la stretta attualità. Un articolo di cronaca è legato al tempo come una pista da fondo: serve solo d’inverno; in primavera si dissolve e d’estate è bell’e scomparsa, non se ne ha più bisogno e nessuno se la ricorda. Sorvolavamo l’Oceano Pacifico su un aereo areazione britannico, un Trident. Era notte e infuriava la tempesta.
Lo steward, un tipico giovanotto inglese dal naso lungo, venne a sedersi nel posto di fianco a me e mi disse in tono conciliante: “Tempo malefico per viaggiare, si balla come dannati!” Dovetti ammettere che aveva ragione. I passeggeri erano sballottati senza pietà. Di tanto intanto un bagliore lontano attraversava il cielo. Lampi di calore o normali fulmini? Ero pentito di aver prenotato il mio viaggio in Australia proprio su quel volo. Mi venne in mente che due anni prima un aereo come quello si era schiantato vicino a Parigi e le indagini avevano rivelato che la causa dell’incidente era un difetto di progettazione. Stando alle spiegazioni fornite dalla compagnia, gli stabilizzatori del Trident avevano provocato una sorta di stallo dell’apparecchio. Una simile tara ereditaria sembrava aver colpito il nostro aereo. Lo steward sapeva che ero un giornalista. Mi chiese se lavoravo per le Nazioni Unite. Risposi di no, neanche lui, disse. Avevano solo affittato l’aereo, spiegò. Mentre tutti gli altri passeggeri che dondolavano la testa sui loro sedili nel vano tentativo di dormire, infermieri, ostetriche, medici,forestali, erano sul libro paga dell’ONU. Gli chiesi un succo di frutta. Si alzò per soddisfare la mia richiesta. All’ultimo momento cambiai idea e domandai se potevo avere un whisky. Spiegai che in simili condizioni era forse più confortante. Lo steward sorrise e andò a prendermelo. Dall’altra parte del corridoio sedevano due donne che avevano tutta l’aria di essere ostetriche. Vedendomi con il whisky in mano mi lanciarono un’occhiata di disapprovazione.



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