Gian Arturo Ferrari ad Affaritaliani.it: "Sullo Strega 'corrotto' si dicono 'balle'". E su un nuovo festival letterario a Milano...
IL GIORNO DOPO LO STREGA PARLA ANCHE FRANCHINI (EDITOR MONDADORI) LO SPECIALE

Gian Arturo Ferrari
di Antonio Prudenzano

Franchini

Gian Arturo Ferrari (attuale presidente del Centro per il Libro e la Lettura, in passato a lungo direttore generale della Divisione Libri del gruppo Mondadori), come giudica la vittoria di Edoardo Nesi al premio Strega 2011? Si è interrotto il cosiddetto "monopolio Mondadori"...
"La diceria che lo Strega sia un premio in cui i grandi gruppi editoriali fanno manovre dietro le quinte è una 'balla', lo dico una volta per tutte. Non è affatto un premio 'corrotto'. Gli Amici ragionano con la propria testa, non sono dei 'soldati' dei grandi gruppi. A volte votano per il libro del gruppo a cui sono legati, certo, ma solo se il libro è piaciuto loro, non per obbedire a presunti 'ordini dall'alto'... Nella sua storia, lo Strega ci ha 'preso' spesso, premiando ottimi libri. Detto questo, quello di Nesi è senz'altro un buon testo. Poi è normale che chi perde alla fine si lamenti...".
Quest'anno sembra che le lamentele siano inferiori agli altri anni...
"Il gruppo Mondadori, che ha vinto dal 2007, non può certo lamentarsi se quest'anno ha perso. E gli altri, visto che non ha vinto Mondadori, a loro volta non possono recriminare".
Tra le novità dell'edizione 2011, c'è l'ottimo terzo posto di Arpaia, pubblicato da Guanda (gruppo Gems).
"Le ripeto: questo è un modo sbagliato di ragionare. Allo Strega sono i libri ad essere premiati, non i gruppi. Quindi non è che sia cresciuto il 'peso' del gruppo Gems: semplicemente, il testo di Arpaia è piaciuto a molti giurati, più di quanto i libri del suo stesso gruppo siano piaciuti agli Amici negli anni passati".
Mentre a Roma si parla di Strega, a Milano si torna a discutere della possibilità di organizzare un nuovo festival (viste anche le polemiche alla Milanesiana dell'altro ieri, ndr). Stamattina, a Repubblica, Carlo Feltrinelli ha dichiarato: "Con Stefano Mauri e con altre case editrici, stiamo discutendo su una nuova manifestazione su letteratura e libri, in questa città dove per altro ora si respira un'aria nuova. E lo stesso presidente del gruppo Gems Mauri ha confermato: "Sì, abbiamo iniziato a pensare a un nuovo appuntamento a Milano, in primavera o in autunno, nel rispetto di tutti quelli che già ci sono, ma con qualche differenza (...). Il direttore di un festival non sarebbe un direttore editoriale come Elisabetta Sgarbi, che fa un ottimo lavoro a Bompiani ed è naturale che in un evento segua gli stessi percorsi culturali della propria casa editrice. Chiunque di noi farebbe lo stesso, invece un nuovo appuntamento sui libri dovrebbe saper esplorare universi diversi". Non sarà mica lei, Ferrari, la figura giusta per organizzarlo...
"Non ne ho la più pallida idea, nessuno mi ha contattato. D'altronde, di un festival a Milano si parla da troppi anni. E vedo che siano ancora ai buoni propositi. Aspetto le proposte concrete di Feltrinelli e Mauri, vedremo... E attendo di capire come, quando e con che soldi si farebbe... Tranne la Milanesiana, tutti i festival letterari sono gestiti da figure esterne ai grandi gruppi. E non è vero che la Sgarbi dia spazio esclusivamente ad autori Bompiani, anche se naturalmente fa i suoi interessi".



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