Premio Strega, gli Amici della domenica si spaccano
Non c'è Strega senza polemiche. Quest'anno, sul Corriere, prima si è molto parlato del presunto monopolio dei grandi gruppi editoriali sulla vittoria finale, e ora sono gli stessi Amici della Domenica (i 400 giurati) a chiedere una rivoluzione. Visto che l'edizione 2009 non potrà più subire sconvolgimenti (il 2 luglio si saprà chi tra Scarpa, Lugli, Vighy, Scurati e Vitali ha vinto), è meglio guardare al 2010.
Ogni giorno in Rete migliaia di lettori comuni si confrontano su libri e autori del momento grazie alle centinaia di forum, blog, quotidiani online, riviste virtuali e siti specializzati presenti. Permettetecelo, ma l'opione di una studentessa universitaria sull'ultimo libro di Antonio Scurati, tanto per fare un esempio, vale né più né meno di quella dei numerosi non addetti ai lavori presenti nella giuria dello Strega; non ci riferiamo quindi agli autorevoli critici di professione e scrittori, ma a quei politici, a quei registi e a quegli stilisti che non si sa per quale motivo hanno diritto di voto in quanto Amici.
Addirittura, un "grande vecchio" come Raffaele La Capria, in giuria da decenni ed ex Premio Strega nel lontano 1961 con Ferito a morte, sempre sul Corriere ironizza dicendo che forse per quest'anno "sarebbe meglio dimenticarsi di assegnare il premio". Ma, senza arrivare all'estremo, non si potrebbe 'svecchiare' la giuria, non tagliando teste, ma aggiungendone di nuove e giovani. Magari dei 'nativi digitali' (quelli raccontati da Urs Gasser e John Palfrey in Born Digital - Connecting with a Global Generation of Digital Natives). Con il loro sguardo fresco, potrebbero davvero contribuire a far assegnare il prestigioso riconoscimento all'autore che più degli altri sa intercettare le istanze dei nostri giorni.



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