Strega/ Franchini (Mondadori): "Non c'è il 'monopolio' Mondadori. Prevedibile la vittoria del bel libro 'ibrido' di Nesi"
Al premio Strega 2011 il trionfo Nesi. Il risultato finale Il giorno dopo lo Strega/ Gian Arturo Ferrari ad Affaritaliani.it: "Sullo Strega 'corrotto' si dicono 'balle'". E su un nuovo festival letterario a Milano... L'intervista LO SPECIALE
di Antonio Prudenzano

Edoardo Nesi

Gian Arturo Ferrari

Antonio Franchini (tra gli editor più noti in Italia, è il responsabile della narrativa Mondadori, ndr), è deluso dal quarto posto del candidato di Segrate Mario Desiati? 
Antonio Franchini
"No, me lo aspettavo, e anche la vittoria di Nesi era ampiamente prevedibile. Arpaia, Desiati e Veladiano sono entrati appaiati in cinquina, ed era nella normalità delle cose che ieri chiudessero a poca distanza tra loro. A sua volta, era preventivabile anche il 'calo' della Castellina".
Come mai il gruppo Mondadori non ha deciso di puntare su uno solo dei suoi due candidati? Veladiano e Desiati (che insieme hanno preso un voto in meno del vincitore Nesi, ndr) in questo modo si sono "ostacolati" a vicenda, avvantaggiando Nesi e lo stesso Arpaia...
"In genere come gruppo allo Strega evitiamo scontri interni. Nei casi in cui c'è un candidato molto forte, si tende ovviamente a proteggerlo, ma mai a discapito del totale svuotamento dell'altro candidato. Tra l'altro, il titolo di 'candidato forte' ce lo si deve anche conquistare... è un po' come alle primarie. Quest'anno Desiati e Veladiano sono entrati in cinquina a pari merito. Anche se ci fosse stata una differenza di pochi voti, non sarebbe cambiato molto".
Si è interrotto il cosiddetto "monopolio" del gruppo Mondadori, che ha dominato le ultime edizioni del premio letterario italiano più ambito e discusso...
"Non mi piace si parli di 'monopolio'. Negli ultimi anni le vittorie del gruppo Mondadori sono arrivate per pochissimi voti di distacco dal rivale di turno, addirittura uno solo nel caso di Scarpa. Tale equilibrio conferma l'assenza di qualsiasi 'monopolio'. Se, al contrario, le nostre vittorie fossero avvenute con un margine costante di 10-20 voti sul secondo di turno, allora sì che le lamentele avrebbero avuto senso, ma così non è stato. Quindi, la nostra egemonia allo Strega non esiste".
Dunque lei non è favorevole a una riforma del regolamento dello Strega, auspicata da molti nelle ultime settimane...
"Lo Strega è lo Strega, vive anche di polemiche. Parecchio tempo fa, quando ero più giovane, ci sono stati anni in cui ho pensato che sarebbe stato necessario un cambiamento, poi crescendo ho capito che lo Strega ha senso solo così. Va rispettata la tradizione, altrimenti diventa un'altra cosa e, in quel caso, rischia di perdere il suo fascino.
Da editor e scrittore, come giudica il libro vincitore, "Storia della mia gente" di Edoardo Nesi?
"E' noto il mio apprezzamento per i libri ibridi, e quello di Nesi lo è senza dubbio. Si tratta di un testo eccellente, e va anche detto che è un segno di discontinuità interessante il fatto che un premio che tradizionalmente viene assegnato a un romanzo 'classico' quest'anno sia andato a un libro ibrido: vuol dire che lo Strega è aperto anche ad altre forme di narrativa".
I soliti maligni già dicono che Mondadori stia assaporando la vittoria dello Strega 2012, magari con Alessandro Piperno... cosa risponde a queste voci?
"Rispondo che mi fanno un po' ridere... ma, tornando serio, dico che la candidatura di un romanzo allo Strega non si decide certo con un anno di anticipo; dipende da vari fattori, si prende sulla base di parecchie valutazioni. Ad esempio, va considerata l'accoglienza riservata da critica e lettori al libro di turno. Premesso questo, per il 2012 abbiamo delle idee, ma non abbiamo ancora preso una decisione definitiva".



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