I nuovi scrittori italiani 'sfidano' il precariato
| Leggi in esclusiva il primo capitolo del libro |
"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro degli altri" è il nuovo 'romanzetto immorale' di Francesco Formaioni (SBC Edizioni). Col solito stile brillante ed ironico l'autore ci introduce nel vortice del precariato, nel gorgo delle società di lavoro interinale, nelle spirali dei lavoretti mal pagati e senza sbocco. Il protagonista, che vive a Ravenna e si muove per le varie città e cittadine della Romagna, è un giovane disincantato disoccupato che passa le giornate e le nottate soprattutto a "drogarsi" guardando improbabili televendite. L'esigenza di sbarcare il lunario lo porta a tentare la strada di un'agenzia che propone lavoro interinale. Molte le offerte che riceve e diversi i lavori che inizia a svolgere. Lo troviamo così addetto alla selezione delle pesche in un'azienda frutticola. insaponatore in un negozio di toelettatura per cani, sciroppista in un'industria che produce frutta sciroppata, facchino ai mercati generali ecc. di contratto a termine in contratto a termine. 
La copertina
Il tutto raccontato con divertente ironia. Esilarante il capitolo in cui il Nostro, resosi conto che la precarietà della vita gli sta rendendo le cose troppo difficili, cerca l'aiuto di uno psicologo pubblico. Ma il servizio gratuito è offerto solo a chi ha sindromi psichiche conclamate o ai tossicodipendenti. "Le resta da fare solo una cosa", gli consigliano allora, "Si droghi e dopo torni da noi". Un'escursione nel mondo del lavoro di oggi, quella di Formaioni, che riesce a cogliere, accanto agli aspetti realistici, soprattutto il lato comico, tipico della sua scrittura. Una storia godibile nella quale molti potranno riconoscersi.
Francesco Formaioni è nato a Ravenna nel 1974 e vive tra il capoluogo romagnolo e Firenze dove si divide tra l'attività di sceneggiatore per il teatro e la narrativa. Con SBC Edizioni ha già pubblicato "Quattro chiacchiere con Steve McQueen", un giallo ambientato tra Bologna e la Romagna
"La scuola siamo noi" di Emiliano Sbaraglia (Fanucci Editore) non è un romanzo, né un reportage narrativo né un saggio; è un libro nuovo nel suo essere concepito e scritto, dove è possibile comprendere la grande potenzialità che i ragazzi rappresentano e dare loro la possibilità di vivere un futuro diverso. 
La copertina
C’è una classe, la quinta di un liceo scientifico di provincia, che è indietro nel programma di latino e italiano, e c’è un professore, supplente e precario da dieci anni, che deve portarla alla maturità, cercando di recuperare il tempo perduto. E poi ci sono i mille ostacoli che i ragazzi incontrano ogni giorno: gli amori che nascono in classe o fuori, i genitori che si separano, la politica come scelta di vita, l’etica e la religione, la gita a Firenze, il sesso e la droga, Obama, Dante Alighieri, Seneca... Ma c’è anche un rapporto aperto e solidale che si crea tra loro e il professore, una fiducia che cresce piano piano, un nuovo modo di fare scuola oltre i ruoli che ognuno rappresenta, sfidando il preside perché ‘le lezioni si fanno a porta aperta, e a porta chiusa si lasciano parlare gli studenti’. Questo libro è la loro storia.
Emiliano Sbaraglia, classe 1971, è dottore di ricerca in Letteratura italiana. Ha pubblicato un saggio-intervista sulla figura di Piero Gobetti (Cento domande a Piero Gobetti, Non Luoghi, 2003), uno studio su Enrico Berlinguer (Incontrando Berlinguer. Passioni e parole di un leader scomodo, Non Luoghi 2004), e il reportage I sogni e gli spari. Il ‘77 di chi non c’era (Azimut 2007). Collabora con le riviste Nuovi Argomenti, Sincronie e scrive per le pagine culturali del sito micromega.net.



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