Il popolo? Non ha più identità
I dati di una recentissima indagine coordinata da Diamanti ci dicono come “solo” per il 37,4% degli italiani gli immigrati sono una minaccia dell’ordine pubblico, rispetto al 50,7% del 2007. Ma è vero che da allora qualcosa è cambiato. Meno servizi sui telegiornali dedicati agli “immigrati delinquenti”. Ma non è un dato confortante perché sempre secondo Diamanti si tratta di oltre un terzo della popolazione, più che in ogni altro paese dell’Europa Occidentale. Ed ecco che torniamo al ragionamento sull’identità. “Siamo – ha rilevato il professor Diamanti – mixofobi. Abbiamo paura di mischiarci ad altri perché non sappiamo bene cosa e chi siamo noi”. E questa mancanza di identità ci spinge a dire a Balotelli allo stadio “Mangiabanane schifoso” o “Se saltelli/muore Balotelli” come ha scritto giorni fa Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera citando anche Sesostris III, re dell’Alto e del Basso Egitto che proibiva l’ingresso, quattro millenni fa, ai negri che non oltrepassavano la frontiera per acquistare qualcosa.
Il sistema dei media, in sostanza, ci impedisce di sentirci cittadini del mondo. Di ricordare il nostro passato. Di pensare che anche il nostro è stato un popolo di migranti. Non sappiamo, come predica il sociologo Edgar Morin considerare la Terra come prima e ultima Patria. E mentre tutti ci riproduciamo in analisi sui flussi migratori e sulle nuove identità culturali che trovano una rappresentazione sui media, di destra, di sinistra e anche della Lega Nord, tanti piccoli Balotelli crescono. E come ci ricorda Stella parlano con l’accento o addirittura il friulano, il veneto, il toscano, l’emiliano, il romano, il calabrese, il siciliano.
Anche loro tra 10 anni saranno apostrofati in qualche modo. Speriamo di no. Ma noi dobbiamo rileggere la storia nostra, delle nostre famiglie. Ritrovare l’identità. Riusciremo ad essere capaci di andare allo stadio con il pensiero fisso che “non esistono negri italiani”. Ma c’è da stare attenti. E’ opportuno segnalare che mentre noi ci preoccupiamo di capire sui media se è giusto dare o no il diritto di voto agli extracomunitari regolari, il razzismo aumenta e trova anche la giusta rappresentazione nel circo mediatico. Di sicuro, più che ogni buona pratica d’inclusione. Questo emerge nostro malgrado. E questo sinceramente ci preoccupa.



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