Botta e risposta tra Politi e un'aspirante stagista genera il caos nel mondo dell'arte
Il caso FlashArt arriva all'estero. Protagonista Giancarlo Politi, direttore della prima rivista di arte in Italia, accusato di aver dato della escort a un'aspirante stagista in un colloquio via mail. Tutto parte da un annuncio sul sito del magazine in cui si offrono stage per un rimborso minimo, cosa che fa scatenare l'ira di tale Caterina... LEGGI IL BOTTA E RISPOSTA E LA NOTA UFFICIALE DEL DIRETTORE
E' bufera nel mondo dell'arte e su Facebook. Protagonista Giancarlo Politi, direttore di FlashArt, la prima rivista di arte in Italia, accusato di aver dato della escort a un'aspirante stagista in un colloquio via mail nel quale il direttore dice, parlando del mondo del lavoro, che oggi anche alle escort viene chiesto di sapere 4 lingue. Tutto parte da un annuncio sul sito del magazine: "A causa dei frequenti e normali turn-over che avvengono nella nostra redazione, in cui i nostri redattori sono chiamati quasi sempre altrove a più alti, importanti e remunerativi incarichi (ben per loro! Auguri vivissimi! Siamo qui per questo), siamo sempre alla ricerca di uno o più stagisti per Assistente di Redazione per Flash Art Italia e International. Teniamo a precisare che, ahinoi, per almeno 8-10 mesi, il rimborso spese per uno stagista che deve imparare tutto, è minimo, quasi inesistente. Chiedete altrove quanto percepisce uno stagista. Preghiamo dunque di rispondere al presente annuncio solo a chi possiede i requisiti richiesti e a chi può mantenersi per parecchi mesi a Milano".
Poi la palla passa a Facebook sul quale viene fatta circolare (e poi tolta) la conversazione via mail avvenuta (secondo i racconti della ragazza) tra l'aspirante stagista, tale Caterina, e Politi stesso in cui la prima avrebbe polemizzato sull'atteggiamento delle aziende nei confronti dei giovani giornalisti e Politi avrebbe risposto facendo un quadro della società di oggi in cui "anche le escort debbono parlare 4 lingue, conoscere l’arte ecc".
La vicenda si conclude con un comunicato di Giancarlo Politi: I fatti. Alcuni giorni or sono ho inviato una Newsletter ai nostri abbonati per la ricerca di stagisti per la redazione di Flash Art, offrendo un rimborso spese iniziale di circa 350-500 euro al mese (a seconda del livello di preparazione). E con la quasi certezza di assunzione dopo il periodo di formazione (come quasi sempre è avvenuto in passato). Qualche utente un po' frustrato, ma soprattutto in malafede, che ignora il moderno concetto di stage (cioè tirocinio formativo), ha voluto speculare e vedere in questa ricerca una potenziale forma di sfruttamento del lavoro, ignorando che lo stagista, inizialmente, rappresenta un costo e un forte impegno per una azienda.
Inoltre, una interlocutrice particolarmente aggressiva e subdola, ha manipolato e modificato una mia risposta, in cui sostenevo "che oggi anche le escort sono laureate e conoscono quattro lingue" a significare un allargamento della cultura generalista, senza però alcuna specializzazione, come oggi viene richiesto. Flash Art è da sempre una azienda modello, specializzata nella conoscenza e diffusione dell'arte contemporanea, che ha formato o dai cui ranghi sono usciti alcuni dei principali protagonisti dell'arte di oggi, che hanno occupato oppure occupano posti di responsabilità nelle principali istituzioni internazionali (Francesco Bonami, ex direttore della Biennale di Venezia, del Whitney e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Massimiliano Gioni, attuale direttore del New Museum, New York, Andrea Bellini, direttore del Castello di Rivoli, Giacinto Di Pietrantonio, direttore della GAMEC a Bergamo, ecc.). Senza dimenticare che la maggior parte dei critici d'arte italiani e internazionali (la lista sarebbe troppo lunga), nasce dalle colonne di Flash Art.
Flash Art dunque è una splendida realtà, una vera università dell'arte di oggi, riconosciuta da tutti e superiore a qualsiasi Master sull'arte contemporanea oggi in Italia. Ma poiché è anche fortemente selettiva, nella scelta dei propri collaboratori, dei testi, delle tematiche e degli artisti, spesso non è amata e apprezzata da tutti, come si conviene a chi sceglie con estremo rigore e tende ad escludere molto.
Ci spiace che qualcuno voglia iniquamente speculare sulle nostre ricerche di personale che noi vogliamo avviare a una professionalità quasi unica oggi in Italia: lo dimostra il frequente turnover dei nostri dipendenti e collaboratori, ricercati e vezzeggiati da istituzioni culturali, imprese, fondazioni, gallerie d'arte.
Purtroppo, la mancanza di opportunità per i giovani, li rende spesso (giustamente) indignati e frustrati. Flash Art, con i suoi circa 30 dipendenti (Milano, Umbria, New York, Londra), ha sempre operato correttamente e in modo trasparente: chiunque voglia visitare la redazione di Flash Art, per conoscere una realtà globalizzata, con dipendenti e stagisti provenienti da ogni parte del mondo, che si scambiano idee, impressioni, esperienze, progetti, come una sorta di fucina multiculturale, è ben accetto. Troverà sempre un nostro collaboratore disposto a far conoscere l'azienda e ad illustrare i processi di lavoro e di produzione.
Mi spiace comunque che il nostro impegno per formare nuove classi e generazioni di specialisti nell'arte, diventi oggetto di speculazione e diffamazione da parte di qualcuno a cui magari è più difficile accedere nel mondo del lavoro.
Mi spiace ancora e mi scuso per la mia uscita confidenziale ma forse non opportuna sulle escort quadrilingue, il cui senso è stato distorto e volutamente strumentalizzato. In futuro sarò più accorto e meno confidenziale.
Con i saluti di
Giancarlo Politi giancarlo.politi@tin.it
PS. So bene che questa comunicazione, che rappresenta la versione ufficiale e realissima dell'episodio, potrà rappresentare ulteriore motivi di interpretazioni e polemiche. Ma si sa, questa è la comunicazione del terzo millennio.


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