Il campione/ Luca Pagano, numero uno del Texas Hold'em in Italia: : “Disciplina, carattere e mentalità”
Per scoprire tutti i segreti del Texas Hold'em, Affari ha intervistato il campione italiano Luca Pagano, commentatore della trasmissione di Italia 1 "Pokermania" e presidente della Federazione Italiana Texas Hold'em.
Sei presidente della Federazione Italiana Texas Hold'em: come mai in Italia abbiamo quattro federazioni?
Luca Pagano
"Non essendoci ancora un riconoscimento ufficiale da parte del Coni, ognuno ha creato il suo organismo. Il che è stato molto utile per diffondere questo sport. Ora puntiamo al riconoscimento ufficiale, come è avvenuto per il Bridge. D'altronde i giocatori in Italia sono circa 3-4 milioni e il poker sportivo, grazie alla Tv con Pokermania su Italia 1 e i programmi su Sky, sta appassionando sempre più persone".
Oggi in Italia è legale il poker sportivo?
"Sì, in tutti i circoli affiliati alle varie federazioni, purché si vincano premi materiali e non in denaro. Anche se, da marzo, si potrà giocare legalmente su Internet vincendo denaro. È un po' strano: paradossalmente potremmo trovarci in dieci in una stanza, tutti collegati al Pc, e giocare a soldi, mentre questo non sarebbe possibile senza i computer..."
Non è pericoloso giocare a soldi?
"No, perché si tratta di una disciplina sportiva: ti iscrivi al torneo pagando una cifra e più di quella non puoi perdere. E poi se si regolamentasse tutto, le vincite potrebbero essere tassate".
Lei come giocatore è considerato uno dei migliori d'Italia. Qual è stata la sua più alta vincita in un torneo?
"Intorno ai 150mila euro. Io gioco come professionista da sette anni, da quando ne avevo 22. Per me è un lavoro e calcolo il rischio d'impresa: investo dei soldi nel poker con l'obiettivo, a fine anno, di averne guadagnati più che con altri tipi di azienda".
Come si fa a diventare professionisti?
"Si leggono libri, si studiano le diverse tecniche e soprattutto si gioca. Poi devi sapere gestire l'immagine, gli sponsor, le interviste e... ovviamente le partite al tavolo!"
Quali sono i fattori che determinano o meno una vittoria?
"La fortuna conta tantissimo nella singola partita, ma nel corso di un anno diventa un fattore infinitesimale. Disciplina, carattere e mentalità contano invece al 60%, l'aspetto psicologico e cioè il sapere leggere la mano dell'avversario il 30%, la statistica il 5-10%".
Che consiglio può dare a chi si avvicina al Texas Hold'em?
"Si deve giocare per divertirsi e soprattutto investire pochi soldi: non giocate cifre che non potete permettervi! Nei circoli ci sono tornei da 10 o 20 euro, quelli vanno benissimo per divertirsi, vincere magari qualche premio, e rimanere con l'idea che il poker sportivo è un gioco".
Alessandro Rimassa



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