'La petite messe solennelle' chiude il Festival Rossiniano
Si avvia alla conclusione la trentesima edizione del Rossini Opera Festival e a 'sigillare' la manifestazione, che ha fatto registrare un boom di spettatori, sarà la 'Petite Messe Solennelle'. Una chiusura nel segno della tradizione consolidata della kermesse pesarese, con l'"ultimo peccato di vecchiaia" di un Rossini settantunenne, che da oltre trent'anni aveva abbandonato inspiegabilmente le scene teatrali per dedicarsi alla musica da camera e alla musica sacra, nella sua splendida residenza di Passy, alle porte di Parigi, amorevolmente accudito dalla seconda moglie Olympe Pelissier. L'esecuzione si terrà al Teatro Rossini (il 20 agosto alle 21).
![]() Kate Aldrich |
Nel cast il soprano Kate Aldrich, apprezzata Zelmira nell'opera omonima, il mezzosoprano Anna Bonitatibus, il tenore Francesco Meli ed il basso riminese Mirco Palazzi, applaudito Leucippo in 'Zelmira'. Insieme a loro il Coro da Camera di Praga e l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. All'organo Giovanna Franzoni, docente del conservatorio di Pesaro. Sul podio Paolo Carignani. Lo spettacolo, che gode del patrocinio d'onore dell'Associazione Europea dei Festival, sarà videoproiettato in diretta in piazza del Popolo a cura del comune di Pesaro. La 'Messa' ha conosciuto due versioni, quella da camera e quella orchestrale, i cui manoscritti autografi sono conservati presso la Fondazione Rossini di Pesaro. La versione per soli, coro, due pianoforti e harmonium, dedicata alla contessa Pillet Will, moglie del banchiere amico di Rossini, fu eseguita per la prima volta il 14 marzo 1864, in occasione della cerimonia di consacrazione della cappella privata della nuova dimora parigina degli amici di Rossini. Fu eseguita una seconda volta presso la dimora dei Pillet Will l'anno successivo, il 24 aprile 1865, con i medesimi interpreti.
Quella in programma quest'anno a Pesaro è la versione per orchestra, che prevede un organico sostanzioso costituito da ottavino, 2 flauti, 2 clarinetti, 3 fagotti, 4 corni, 4 trombe, 3 tromboni più oficleide (strumento ad aria con lunga canna di ottone ripiegata su se stessa), 4 arpe, timpani, violini primi e secondi, viole, violoncelli, contrabbassi e organo. La consapevolezza di aver firmato un'opera fondamentale nella sua parabola compositiva, per il suo particolare significato esistenziale, viene come al solito celata da Rossini dietro un sorriso e una battuta. Sul punto di licenziare l'opera, il compositore pesarese prende congedo anche dal buon Dio: "Buon Dio, eccola conclusa questa povera piccola Messa. Avro' composto della musica sacra o non piuttosto della musica maledetta? Io ero nato per l'Opera Buffa, tu lo sai bene! Un pò di scienza , un pò di cuore, ed e' tutto. Sia dunque benedetto e accordami il Paradiso".



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