Parente ad Affaritaliani.it: "Lascio Newton Compton. Colpa (anche...) dello Strega..."
di Antonio Prudenzano
![]() Massimiliano Parente |
| LO SPECIALE
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Parente, dica la verità: sapeva fin dall'inizio che sarebbe finita così... 
L'ultimo libro di Parente
"Forse ha ragione, me la sono un po' cercata... Ma solo adesso mi rendo conto davvero di aver sbagliato sin dall'inizio. Speravo che, scegliendomi, Newton Compton sapesse con chi aveva a che fare e che mi avesse voluto per fare una scelta controcorrente anche rispetto alla propria linea editoriale. Evidentemente mi ero sbagliato. Ho cercato di spiegarlo ad Avanzini. Io non sono come gran parte dei miei colleghi scrittori, esordienti e non, disposti a farsi riscrivere, se non proprio scrivere, i libri dagli editor. Prima di convincermi a cambiare una sola parola di un mio romanzo, devono passare un mese a cercare di convincermi!".
Ma qual è stato il motivo della rottura?
"Il mio nuovo romanzo, 'L'inumano', che chiude una trilogia con pochi precedenti in Italia. Si è generato un equivoco. La Newton Compton voleva portarlo allo Strega, poi hanno scoperto che nelle varie sottotrame che si potranno leggere nella 400 pagine del romanzo, tra le altre cose dico la mia contro il sistema dei premi letterari, e la logica del premio Strega in più punti del romanzo è riconoscibile. Mi hanno chiesto di eliminare quella parte e non solo, ma naturalmente ho detto di no... A prescindere dal premio (a proposito del quale mi hanno spiegato: 'Se portiamo un libro del genere allo Strega ce lo giochiamo per i prossimi vent'anni'...) la casa editrice pretendeva di tagliare le pagine più forti e meno digeribili, per 'non irritare i lettori di una certa età', quindi credo tutto il libro. Quest'estate, all'oscuro di tutto, mi hanno domandato come procedeva e se fosse un romanzo adatto allo Strega, e di farli capire come sarebbe stato. Ho risposto: se ci portereste Sade riscritto da Darwin con la lingua di Parente, sì. Paradossalmente la chiusura di questa trilogia di mille e trecento pagine dove ogni parola è indispensabile ed editorialmente non trattabile è un romanzo che si colloca su un terreno inesplorato dalla letteratura, contro la stessa letteratura e il pensiero, il più violento attacco mai scritto contro l'essere umano in particolare e la vita in generale. Non a caso il protagonista è un biologo che ha deciso di scrivere l'ultimo romanzo possibile sull'uomo, e ne è venuta fuori un'opera che ha messo a dura prova la mia stessa esistenza".
Non solo "colpa" dello Strega, quindi.
"Ho avuto una riunione, a suo modo divertente..., con Avanzini, in cui sono emersi tutti i punti che non ci trovano d'accordo. Due visioni della letteratura praticamente opposte. Ad esempio il titolo del romanzo: io pretendo si chiami 'L'inumano'. Lui ha proposto la variante 'Io sono l'inumano' perché a suo avviso, ricordando il bestseller di Faletti 'Io uccido', con il suo titolo il libro avrebbe potuto vendere di più. Mi viene da ridere solo a ripensarci...".
Adesso cerca un altro editore? 
Raffaello Avanzini
"Sì. Non transigerò sull'editing e sul titolo. Non sono un autore come gli altri".
Qualcuno si è già fatto avanti?
"Per ora no, devo ancora incontrare il mio agente".
E se il suo prossimo editore volesse portare 'L'inumano' allo Strega senza cambiar nulla, titolo compreso, accetterebbe?
"Sì, anche se credo che un autore come me, che fa letteratura, non interessi agli 'Amici della Domenica'...".



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