Paolo Sorrentino ad Affaritaliani.it: "Lo Strega? Sono pronto... Un film in 3D? Devo ancora vedere Avatar..."

Venerdì, 19 marzo 2010 - 11:30:00

Paolo Sorrentino
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di Antonio Prudenzano

Paolo Sorrentino è il più geniale regista italiano in circolazione. Napoletano, cresciuto al Vomero, il 31 maggio prossimo compirà quarant'anni. Con soli quattro film ("L'uomo in più", 2001, "Le conseguenze dell'amore", 2004, "L'amico di famiglia", 2006 e "Il divo", 2008) è entrato di diritto a far parte della ristretta cerchia dei grandissimi del cinema di sempre. E' infatti uno dei pochi autori in possesso di uno sguardo stilistico inconfondibile e rivoluzionario. E giustamente la critica internazionale sin dall'inizio ha osannato i suoi film. In attesa che Sean Penn firmi il contratto (pare sia questione di giorni, ormai) per la parte di protagonista della sua attesa prima regia americana, Sorrentino si è messo a scrivere un romanzo, appena pubblicato da Feltrinelli e, come raramente capita, il libro in questione è stato accolto subito come un capolavoro (addirittura degno di Gadda e Céline, parola di D'Orrico che per primo l'ha 'marchiato' sul Corsera).

paolo sorrentino hanno tutti ragione feltrinelli

LA COPERTINA
"Hanno tutti ragione" (titolo ripreso da una frase ricorrente della madre del regista) racconta l'amara epopea di Tony Pagoda, e riprende in parte le vicissitudine del protagonista del primo film di Sorrentino, il Tony Pisapia (interpretato come sempre splendidamente da quel Toni Servillo sin dall'inizio imprescindibile presenza del cinema sorrentiniano) de "L'uomo in più". Pagoda è un cantante di night con un "glorioso" passato alle spalle tra Napoli e Capri, che lascia che la sua esistenza maledetta e al limite si consumi tra soldi, donne e cocaina. Quando la fortuna lo abbandona, si autoesilia in Brasile. Fino a quando, vent'anni dopo, gli si presenta l'occasione per tornare in Italia da 'protagonista'...

Sorrentino, come ci si sente ad aver scritto un capolavoro letterario al primo colpo?
"Sono lusingato, ma invito tutti a non credere a certi giudizi. Io sono il primo a non crederci".

Cosa l'affascina di un personaggio come Tony Pagoda?
"Ha una vitalità superiore alla media. E per questo lo invidio, visto che invece io sono pigro e tendente a una leggera forma di depressione. Ho deciso di riprendere questo personaggio perché sentivo che il film 'L'uomo in più' non l'aveva esaurito. C'era ancora molto da dire". 

In "Hanno tutti ragione" ci sono molti uomini che piangono...
"Anche nelle sceneggiature dei miei film ce ne sono tantissimi. Poi quando sono sul set taglio quelle scene, perché mi sembrano esagerate. Altrimenti sa quante volte avrebbe dovuto piangere Toni Servillo?".


L'UOMO IN PIU' - TRAILER

E' consapevole che 'rischia' di vincere il Premio Strega?
"Mi ubriacherei con la famosa bottiglia, se succedesse! A parte gli scherzi, nel mondo del cinema mi è sempre piaciuta la competizione. Quando so di poter competere con i migliori, nei festival mi diverte giocarmela fino alla fine. Con i libri è diverso: non credo di essere un grande scrittore, ma non nascondo che sarei ben lieto di partecipare al Premio Strega. Quando di mezzo c'è la competizione... è più forte di me... finisco per venirne attratto".

A quanto risulta ad Affaritaliani.it, Sorrentino 'rischia seriemante' di essere nella cinquina finale del Premio. D'altronde, questo nella nostrana letteratura è l'anno degli esordienti, di tutte le età...

paolo sorrentino

Qual è il suo rapporto con la lettura?
"Ho sempre letto molto, sin da ragazzino".

Le piace la letteratura italiana contemporanea?
"Molto. Mi vengono in mente i nomi di Ammaniti (Sorrentino ha scritto la sceneggiatura tratta dal romanzo 'Ti prendo e ti porto via', che prima o poi potrebbe diventare un film..., ndr), Francesco Piccolo, Diego De Silva, Giuseppe Montesano, Giuseppe Ferrandino, lo stesso Arbasino. E poi tanti altri".


IL DIVO - TRAILER

Come mai nei suoi film (e nel suo libro) i protagonisti non sono mai adolescenti? Solo perché sarebbe impossibile ringiovanire il 'suo' Toni Servillo?
"La verità è che faccio fatica a raccontare i giovani. Finora è sempre stato così. E poi mi stanno anche un po' antipatici. Sarà l'invidia, visto che sto invecchiando".

E veniamo al suo attesissimo prossimo film. Con la firma di Sean Penn a che punto siamo?
"Manca poco, almeno spero. La sceneggiatura c'è. Il film si dovrebbe chiamare 'This must be the place' (le riprese della prima pellicola girata in inglese di Sorrentino dovrebbero iniziare ad agosto, ndr). Il protagonista è un divo del rock che, una volta ritiratosi, va alla ricerca dell'uomo che durante la guerra aveva torturato il padre in campo di concentramento...".


LE CONSEGUENZE DELL'AMORE - TRAILER

Le piacerebbe girare un film in 3D?
"Prima dovrei sapere cosa significa... Non è per snobismo, sia chiaro, ma non ho ancora visto un film in 3D. 'Avatar', ad esempio, non so perché ma i miei figli non sono voluti andarlo a vedere... al più presto ci andrò senza di loro. Mentre 'Alice' di Tim Burton avrei voluto vederlo con mia figlia adolescente, ma lei ha preferito andare al cinema con le amiche...".

Nelle interviste, le attrici italiane sempre più spesso dicono di sognare di essere dirette da lei...
"E io cerco di non esaltarmi perché so che prima o poi passerò di moda e altri prenderanno il mio posto. Ma leggere ad esempio che Anna Falchi, tanto per citare, non a caso..., l'ultima che l'ha detto, vorrebbe fare un film con me... beh, non può che farmi piacere e divertirmi. E poi la Falchi e la Falchi...".

Quindi il suo ideale femminile è lei?
"Non è male, c'è poco da dire. Ma nel romanzo cito Meryl Streep, che trovo decisamente arrapante. L'attrice americana appartiene a una categoria di donne che non piacciono a tutti, ma io adoro quel suo pallore, simile a quello di Domiziana Giordano...".


L'AMICO DI FAMIGLIA - TRAILER

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