Cappellani, scrittore con la passione per il cinema. E un futuro da regista? L'intervista

IL PERSONAGGIO/ Ottavio Cappellani, 42enne scrittore siciliano molto apprezzato negli Usa, ha da poco pubblicato per Mondadori il romanzo "L'isola prigione", una riflessione letteraria sulla spettacolarizzazione del male da parte dei mass media. Cappellani ne parla con Affaritaliani.it, e racconta il suo rapporto sempre più stretto con il mondo del cinema: nel 2011 ha scritto il soggetto e la sceneggiatura di "My name is Sid" (un cortometraggio presentato in concorso all'ultima Mostra di Venezia) e ha lavorato alla sceneggiatura di "Il coraggio di dirlo", ("una commedia corale che racconta la 'trasversalità' dei social network"). Inoltre, l'attore Antonio Catania per la sua prima regia ha acquistato i diritti per il cinema del romanzo d'esordio di Cappellani, "Chi è Lou Sciortino?"... Lo scrittore poi anticipa la possibilità di passare dietro alla macchina da presa in futuro: "Sto pensando a un horror low-budget ambientato sull'Etna. Spero che il progetto si realizzi...". L'INTERVISTA

Martedì, 6 dicembre 2011 - 10:04:08

 

 

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di Antonio Prudenzano
 
 
OttavioCappellani

 

Ottavio Cappellani, quest'anno lei è stato spesso a contatto con il mondo del cinema: ha infatti scritto il soggetto e la sceneggiatura di "My name is Sid", un cortometraggio presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia (nella sezione Controcampo Italiano), e ha anche lavorato alla sceneggiatura di "Il coraggio di dirlo", il primo "film 2.0" realizzato con il contributo del "popolo dei social network" (prodotto da "Facciamo cinema"). Di cosa si tratta? Lo vedremo nelle sale? Quando?
"Il coraggio di dirlo è una commedia corale che racconta la 'trasversalità' dei social network, la possibilità che persone di diverso ceto sociale, e di diversa età, si incontrino e abbiano la possibilità di comunicare. E' l'aspetto dei social network che più mi intriga, una sorta di livellazione virtuale laddove la realtà, invece, costruisce, a volte, stupide barriere. Mi hanno detto che la sceneggiatura è piaciuta molto a una società di distribuzione (sono loro che fanno arrivare il film nelle sale) e che a marzo dovrebbero cominciare le riprese".

E non è finita: l'attore Antonio Catania ha acquistato i diritti per il cinema del suo primo romanzo, "Chi è Lou Sciortino?"...  A che punto è il progetto?
"Mi dicono a buon punto. Sono felice che Antonio Catania abbia scelto un mio libro per la sua prima regia. Sono un suo fan dai tempi della sit-com Zanzibar. E' davvero un animale da spettacolo, i suoi 'tempi' sono magnifici. Non vedo l'ora di vederlo in azione su un mio testo".

Molti suoi colleghi scrittori sono passati dietro la macchina da presa. Le piacerebbe cimentarsi con la regia in futuro?
"E' una cosa alla quale sto lavorando proprio in questi giorni. Un horror low-budget ambientato sull'Etna. Mi sembra una location perfetta per utilizzare tutti gli stilemi del 'redneck horror' (da Non aprite quella porta a Deliverance a Venerdì 13 a Cabin Fever), senza tralasciare tutto il portato 'horror' della mitologia vulcanica, dai ciclopi, a Vulcano, il dio zoppo che abita dentro il vulcano e forgia le saette di Zeus. Mi sembra curioso che nessuno ci abbia pensato prima: si tratta di una di quelle idee 'facili' che stranamente non vengono in mente a nessuno. C'è molto entusiasmo intorno a questo progetto, e questo mi fa sperare che si possa realizzare presto".

ottavio cappellani mondadori

Mondadori ha da poco pubblicato il suo nuovo romanzo, "L'isola prigione", un noir ambientato a Catania. La sua Sicilia fa da sfondo a una vicenda al limite, in cui lei immagina che la popolazione venga fatta  evacuare per colpa di un gruppo di cannibali. Il libro ha una struttura cinematografica, potrebbe venirne fuori un thriller d'avventura di grande impatto... ci sta pensando?
"Ci stanno pensando alcuni registi che stimo molto, sia italiani che tedeschi. Vedremo...".

"L'isola prigione" è anche una riflessione letteraria sulla spettacolarizzazione del male da parte dei mass media: com'è nata l'idea del romanzo?
"Al momento ci sono parecchi autori che si interrogano sulla capacità dei mass media di anestetizzarci nei confronti del male grazie alla sua spettacolarizzazione. E' una riflessione parecchio interessante alla quale va il mio plauso. A me, però, piace sporcarmi le mani. Così mi sono detto: ok, siamo nel nostro salotto, guardiamo la televisione, e vediamo tanto di quel male da non riuscire più a distinguerlo da una televendita di materassi. Se abitassi in un salotto, ok, inorridirei. Ma io non abito in un salotto. Così mi sono chiesto: cosa succederebbe se mi trovassi, all'improvviso, dall'altra parte dello schermo? Cosa succederebbe se all'improvviso l' 'ipnosi' di abitare in un salotto svanisse? Mentre scrivevo il romanzo è capitato che una nazione tra virgolette 'normale', che intratteneva rapporti economici con il mondo dei 'salotti', il cui capo di Stato veniva ricevuto con tutti gli onori dai capi di Stato dei paesi più industrializzati, si sia ritrovata dall'oggi al domani in mezzo a una guerra civile, e che il suo 'capo' sia stato sodomizzato con un bastone sul cofano di una jeep prima di essere giustiziato ed esposto, morto, alla folla in un ex-macello. Sto ovviamente parlando della Libia. Ma mi sembra che anche al Cairo si siano materializzati scenari 'bestiali'. Io mi sono domandato: siamo sicuri che l'illusione nella quale viviamo da parecchi decenni, ossia quella di essere al di fuori dalla guerra, sia ancora solida? Faccio un esempio pratico: uscita dall'euro, il Nord Italia lascia il Sud al suo destino e si annette a un Centro-Europa dalla moneta solida. Cosa accadrebbe in Sicilia? Il romanzo racconta uno scenario di questo genere...".

Sta già lavorando al prossimo libro?
"Sì. Uno è già pronto: un romanzo che parla di libri e di editoria. Ma ci sono altre due storie sul tavolo. Una molto breve, e una fluviale. Più una cosa che dovrebbe andare in teatro ad aprile. Suppongo sia l'età, ho 42 anni, sono un anziano scrittore, quello che c'è da scrivere è meglio scriverlo adesso...".

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