Medicina/ Addio al gesso: in caso di frattura, arrivano le "ossa liquide"
di Deborah Moleri
Rompersi un braccio o una gamba? Una vera tragedia, almeno fino a oggi. Ma le cose potrebbero cambiare in meglio, grazie ad alcuni ricercatori inglesi che hanno inventato nientemeno che delle “ossa liquide”, in grado di rinsaldare le fratture senza controindicazioni e lunghi mesi di convalescenza. In pratica, un’iniezione al posto del gesso. La notizia è di quelle succose, e arriva dall’università di Nottingham. Una scoperta in grado di rivoluzionare il mondo della medicina e migliorare nettamente la qualità della vita di milioni di persone ogni giorno alle prese con stampelle e affini.
In effetti, quante volte nel bel mezzo di una partita, di un allenamento o semplicemente per una brutta caduta capita la fatidica frattura? E sono dolori, oltre che nel verso senso della parola, anche per colpa dei lunghi tempi di recupero, tra visite, ingessature e conseguenti difficoltà motorie. Per non parlare di tutte quelle persone affette da osteoporosi o che devono ricorrere a vari tipi di protesi ossee. Insomma, l’”osso liquido” potrebbe diventare la soluzione a molti problemi.
Qual è il trucco? In realtà si tratta di uno speciale polimero messo a punto in laboratorio e che agisce in modo simile al cemento. Questo materiale innovativo, di consistenza gelatinosa, iniettato nei tessuti si solidifica e produce una struttura di sostegno tridimensionale (detta scaffold) sulla quale le cellule possono aderire favorendo in breve tempo la rigenerazione dell’osso fratturato. Controindicazioni? A quanto pare nessuna.
Questa sostanza, a differenza di altri tipi di cemento, non emette calore durante il processo di solidificazione e quindi non provoca la morte dei tessuti circostanti. In più sarebbe completamente biodegradabile e può essere iniettata solo dove serve, senza bisogno di ricorrere ad un intervento chirurgico. Insomma, un prodotto “miracoloso”. A detta degli studiosi, il suo utilizzo potrebbe evitare per molti pazienti anche l’uso delle protesi. Di fronte a queste ottime premesse c’è però da chiedersi se questa nuova tecnica sarà veramente affidabile. I presupposti ci sono tutti, e il valore scientifico dello studio britannico alimenta ulteriormente le speranze. Per noi, anche quella di affrontare una frattura più a cuor leggero…e buttare il caro vecchio gesso alle ortiche.



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