Obama la politica nell'era di Facebook/capitolo2
Venerdì, 3 ottobre 2008 - 17:53:00
Capitolo 2
Il senso civico elettronico
Dopo la caduta del Muro di Berlino, le premonizioni apocalittiche hanno vissuto una stagione di grande popolarità. Giunto al termine della loro parabola ideologica, i nostalgici del Secolo Breve hanno immaginato che, con esso, sarebbe tramontato anche tutto il resto: il lavoro', lo spaZio e, beninteso, la storia'.
Tra questi aspiranti becchini si inseri anche un sociologo autorevole, Robert Putriam, che, in un articolo citatíSSiMo 4 poi trasformato in libro, annunciò solennemente il collasso della vita civica americana. Uidea, in pratica, era che il capitale sociale, fatto di associazionismo e di volontariato, che aveva accompagnato lo sviluppo degli Stati Uniti fin dal primordi, fosse agli sgoccioli. Ci sono sempre più giocatori di bowling - ruminava Putnam - ma sempre meno associazioni di giocatori di bowling. Ergo, la società si sta índividualizzando e nessuno ha più voglia di perdere tempo per unirsi agli altri senza guadagnarci nulla. A supporto della sua-tesi, oltre al caso del bowling, Putnam citava tutta una serie di altri casi di declino del capitale sociale, attribuendone la causa - tra gli altri fattori - alla televisione, a Intemet e alle tecnologie della solitudine.
A dieci anni di distanza, i becchini della storia hanno fatto la fine dei testimoni di Geova: costretti a rinviare di anno in anno la data dell'apocalisse. E lavoro, più che finire, si è moltiplicato: i livelli di disoccupazione sono dappertutto più bassi di quanto non lo fossero dieci anni fa. La geografia ha avuto un revival legato alla riscoperta del genius loci e alle teorie di Richard Florida sulle città creative. La storia è tutt'altro che finita, perfino nel senso filosofico in cui la intendeva Fukuyama: la democrazia liberale di stampo novecentesco non è certo l'approdo definitivo del pensiero politico globale.
Putnarn non è scampato alla sorte delle cassandre novecentesche. Se ci si guarda intorno, nell'America di oggi, i circoli di ricamo e le gare di corsa al sacco saranno pure scomparsí, ma al loro posto si è aperta una nuova stagione di collaborazione di massa. Certo, è sempre più facile registrare la scomparsa di qualcosa che c'era, piuttosto che accorgersi della nascita di qualcosa che non esisteva. Putnarn ha contabilizzato accuratamente il declíno delle bocciofile, ma non si è accorto che, nel frattempo, sorgevano milioni di comunità di videogamers; ha versato lacrime amare sul tramonto dell'Esercito della salvezza, e non ha visto nascere TakingITGlobal: centomíla volontari registrati in duecento paesi, impegnati a promuovere progetti globali per l'educazione e la riduzione della povertà. Il suo errore è stato di non tener conto dell'ideogramma cinese che, insieme alla fine di qualcosa, indica sempre anche l'inizio di un'altra.
Il senso civico elettronico
Dopo la caduta del Muro di Berlino, le premonizioni apocalittiche hanno vissuto una stagione di grande popolarità. Giunto al termine della loro parabola ideologica, i nostalgici del Secolo Breve hanno immaginato che, con esso, sarebbe tramontato anche tutto il resto: il lavoro', lo spaZio e, beninteso, la storia'.
Tra questi aspiranti becchini si inseri anche un sociologo autorevole, Robert Putriam, che, in un articolo citatíSSiMo 4 poi trasformato in libro, annunciò solennemente il collasso della vita civica americana. Uidea, in pratica, era che il capitale sociale, fatto di associazionismo e di volontariato, che aveva accompagnato lo sviluppo degli Stati Uniti fin dal primordi, fosse agli sgoccioli. Ci sono sempre più giocatori di bowling - ruminava Putnam - ma sempre meno associazioni di giocatori di bowling. Ergo, la società si sta índividualizzando e nessuno ha più voglia di perdere tempo per unirsi agli altri senza guadagnarci nulla. A supporto della sua-tesi, oltre al caso del bowling, Putnam citava tutta una serie di altri casi di declino del capitale sociale, attribuendone la causa - tra gli altri fattori - alla televisione, a Intemet e alle tecnologie della solitudine.
A dieci anni di distanza, i becchini della storia hanno fatto la fine dei testimoni di Geova: costretti a rinviare di anno in anno la data dell'apocalisse. E lavoro, più che finire, si è moltiplicato: i livelli di disoccupazione sono dappertutto più bassi di quanto non lo fossero dieci anni fa. La geografia ha avuto un revival legato alla riscoperta del genius loci e alle teorie di Richard Florida sulle città creative. La storia è tutt'altro che finita, perfino nel senso filosofico in cui la intendeva Fukuyama: la democrazia liberale di stampo novecentesco non è certo l'approdo definitivo del pensiero politico globale.
Putnarn non è scampato alla sorte delle cassandre novecentesche. Se ci si guarda intorno, nell'America di oggi, i circoli di ricamo e le gare di corsa al sacco saranno pure scomparsí, ma al loro posto si è aperta una nuova stagione di collaborazione di massa. Certo, è sempre più facile registrare la scomparsa di qualcosa che c'era, piuttosto che accorgersi della nascita di qualcosa che non esisteva. Putnarn ha contabilizzato accuratamente il declíno delle bocciofile, ma non si è accorto che, nel frattempo, sorgevano milioni di comunità di videogamers; ha versato lacrime amare sul tramonto dell'Esercito della salvezza, e non ha visto nascere TakingITGlobal: centomíla volontari registrati in duecento paesi, impegnati a promuovere progetti globali per l'educazione e la riduzione della povertà. Il suo errore è stato di non tener conto dell'ideogramma cinese che, insieme alla fine di qualcosa, indica sempre anche l'inizio di un'altra.



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