Nuovi archivi del futurismo

Mercoledì, 9 dicembre 2009 - 13:14:00

di Massimo Guastella

Un anno di celebrazioni del centenario del Futurismo hanno registrato in ogni dove della penisola mostre di mera divulgazione, all’incirca informate, approssimativamente motivate e una miriade di mostriciattole minori di nessuna utilità filologica. Nelle iniziative istituzionali – su tutte la mostra importata dal Beaubourg alle Scuderie del Quirinale – e private, sono stati non di rado strombazzati, con accortezza da marketing della politica, eventi legati al movimento più importante che l’Italia abbia prodotto nel ‘900 assegnandogli significati smisurati se non addirittura risalti pirotecnici affatto di valore modesto: persino esposizioni con falsi o futuristi fuori epoca. Insufficienti le attività in cui prevalesse un’attenzione alla ricerca, che ponessero arricchimenti delle conoscenze storiche e della riflessione critica, ad esempio sulle connotazioni locali e capillari e sulle ricadute internazionali di un movimento la cui cronologia corretta va dal 1909 anno della pubblicazione del Manifesto su “Le Figaro” al 1944 l’anno della morte di Marinetti.


Fortunato Depero , Campanelli (tavola parolibera) , 1916, tempera su carta, cm 46x32, MART -
Museo d ’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, particolari

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E pur tuttavia l’iniziativa più intelligente che si auspicava da tempo per il 100° del Futurismo si tiene a battesimo a conclusione d’anno: il grande progetto editoriale promosso dalla Quadriennale di Roma con la pubblicazione dei Nuovi Archivi del Futurismo per i tipi di De Luca Editori d’Arte e la direzione scientifica di Enrico Crispolti, tra i massimi studiosi di storia dell’arte contemporanea e il più profondo conoscitore ed esperto del futurismo. Il piano editoriale in sei volumi recupera l’idea dei vecchi Archivi del Futurismo, i due volumi del 1958 e del 1962 ordinati da Maria Drudi Gambillo e Teresa Fiori, oggi reperibili solo nelle grandi biblioteche nazionali e internazionali.

I Nuovi Archivi sono considerati una sorta di “tappa volante” che ambisce a ulteriori mete conoscitive e divulgative e soprattutto si orienta a una duplice impostazione: sottolineare che il Futurismo non è soltanto la pittura, sia pur centrale nella vicenda del movimento, e non è soltanto Boccioni, la cui morte non preclude gli sviluppi successivi; e di conseguenza che l’esperienza del movimento non si ferma agli anni dieci, ma a partire dalla metà del decennio, con il manifesto di Giacomo Balla e Fortunato Depero, La Ricostruzione futurista dell’universo del 1915, tocca l’asse plastico-visivo, tanto quanto quelli di architettura, letteratura, musica, fotografia, cinema, teatro, spettacolo, moda, design, grafica, del costume in genere, proponendo un mutamento di arte e vita così da avanzare nell’Italia sonnacchiosa di inizio secolo un cambiamento del mondo reale, del vissuto e non di quello ideale – come accadeva per altri manifesti avanguardistici.

Su questa traccia scorre una pianificazione editoriale in un novero di pubblicazioni non solo di contenuti sull’ampio patrimonio di conoscenze acquisito nell’ultimo cinquantennio ma metodologicamente utili per orientarsi nella ricerca delle molteplici diramazioni del Futurismo.  Dunque un progetto importante per la cultura italiana tanto più che oltre agli abstract e alle didascalie del corpus iconografico in inglese si pensa alla diffusione del database a livello planetario attraverso le tecnologie innovative dell’informazione e della divulgazione in rete e a un settimo volume da titolare Futurismi che focalizzerà l’esperienze fuori dall’Italia.  
 
ALTRE INFORMAZIONI SUL PIANO DELL’OPERA

I primi due volumi le prime due dedicate ai Manifesti programmatici (pp.640) a cura di Matteo D’Ambrosio e ai Cataloghi di esposizioni  (pp.640) a cura di Enrico Crispolti, saranno pubblicate nei primi mesi del 2010; i successivi 4 volumi sono dedicati il terzo e il quarto alla Ricostruzione Futurista dell’Universo rispettivamente con sottotitoli Pittura,Scultura Disegno (pp.480) a cura di Enrico Crispolti e Antonello Negri e Architetura, Design, Moda, Spettacolo, Fotografia,Cinema (pp.480) a cura di Ezio Godoli, Enrico Crispolti, Antonello Negri;  il quinto volume Letteratura, Parolibere, Musica, Periodici (pp.320) a cura di Matteo D’Ambrosio, Enrico Crispolti e Daniele Lombardi e infine il sesto volume vero e proprio dizionario Regesto, Bibliografia,Fondi Archivistici, Indice analitico Generale (pp.320) a cura di Enrico Crispolti, Matteo D’Ambrosio, Ezio Godoli, Daniele Lombardi, Antonello Negri. 

PARTNER DELL’INIZIATIVA

All’organizzazione della Quadriennale di Roma e del presidente Gino Agnese si affiancano i numerosi partner che rendono praticabile l’iniziativa: tre Direzioni Generali per Beni Librari, per gli Archivi e per l’Organizzazione-Innovazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. A loro si uniscono il CNR, la Fondazione Roma, la Fondazione Banco di Napoli e il Comitato per le Celebrazioni del Centenario del Manifesto futurista. Inoltre partner irrinunciabile è il Ministero degli Affari Esteri impegnato nella la diffusione dell’opera editoriale all’estero, soprattutto attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura.

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