E Le nubi che fermano il mondo in un libro Rubbettino
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I maitre a penser e vaticinatori televisivi che hanno visto nella nube che avvolgeva i cieli d’Europa un segno chiaro della catastrofe che si sta per abbattere sul nostro pianeta si sono avvicendati nei salotti di molte trasmissione scomodando perfino antiche profezie maia.
Il pensiero tuttavia, assieme a un leggero brivido lungo la schiena, è corso alle immagini della fine del mondo evocate da Don DeLillo in Rumore Bianco o a quelle, molto più reali delle nubi di polvere che si innalzavano dalla Torri Gemelle. In fondo, stando all’ipotesi nota come “ipotesi di Kant e Laplace” ed elabroata per la prima volta dal giovane filosofo di Konigsberg (aveva appena trentun anni) nella Storia universale della natura e teoria del cielo il mondo stesso ha avuto origine da una nuvola. Nulla di straordinario pertanto se dovesse dissolversi in un batuffolo di nubi e sparire così com’è apparso…

L'eruzione vulcanica
LE IMMAGINI
Le nubi in fondo hanno sempre avuto uno stretto rapporto con l’uomo, affascinando scrittori e filosofi, mistici e poeti. È da una nube che Dio parla a Mosè sul monte e sono sempre le nubi i luoghi di apparizione dei demoni nel medioevo. Le nubi hanno inquietato perfino Popper che definiva le nubi orologi e gli orologi novole.
All’affascinante storia delle nuvole e alle nuvole come origine e fine del mondo è dedicato il bel libro di Tonino Ceravolo, Storia delle nuvole, edito recentemente da Rubbettino.
Il libro prende l’avvio dall’ipotesi nebulare di Kant-Laplace sull’origine del mondo a partire da una nuvola e si conclude con tre ipotesi letterarie sulla fine del mondo collegata a una nuvola. Viste “da vicino”, le nuvole mostrano la loro ambivalenza costitutiva: da un lato rinviano a un modo d’essere distratto e stralunato, lontano dalla realtà ordinaria, ma dall’altro pongono l’uomo proprio di fronte a quella realtà dalla quale sembrerebbero distoglierlo. Come il dio della filosofia eraclitea le nuvole sono duplici, non temono la contraddizione, sopportano gli opposti. Alla fine, siano esse le minacciose nubi dell’apocalisse o l’oggetto di sublimi immaginazioni poetiche, le nuvole è di noi che “parlano”.
Tonino Ceravolo è direttore di «Rogerius» (rivista dell’Istituto della Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro) e socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Ha collaborato con il Centro Antropologia e Letterature del Mediterraneo –Dipartimento di Filologia dell’Università della Calabria. Si occupa, in prevalenza, di storia e antropologia religiosa. Tra le sue pubblicazioni: Gli spirdati. Possessione e purificazione nel culto calabrese di San Bruno di Colonia, Monteleone, 1999; Vita di San Bruno di Colonia. La ricerca di Dio nel silenzio del deserto, Qualecultura – Jaca Book, 2001; In forma di poesia. Materiali in versi sulla vita di San Bruno di Colonia, Monteleone, 2004 e I monaci di clausura, Rubbettino.



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