No alla chiusura della biblioteca di Mendrisio
di Patrizia Gioia
"...si potrebbe paragonare la vita spirituale dell'epoca appendicistica con una pianta degenerata che si sprechi in esuberanze ipertrofiche... nelle università famosi e loquaci professori privi di autorità porgevano i resti della cultura superiore d' una volta.....si doveva imparare a rinunciare a tutti i beni che nei tempi anteriori erano parsi appetibili a intere generazioni di eruditi; rinunciare ai rapidi e facili guadagni, alla gloria, ai pubblici onori, agli elogi dei giornali, a sposare figlie di banchieri e di grandi industriali, a farsi viziare col lusso nella vita materiale". (Hermann Hesse, Il giuoco delle perle di vetro)
Rinunciamo a chiudere la Biblioteca cantonale di Mendrisio! Sono proprio le piccole Perle quelle che, una ad una come in un'armonica danza, vanno a formare "Il Gioco", quello che l'amato Poeta Hesse ha tentato allora e ancora oggi tenta a noi tutti di indicare, mostrandoci profeticamente nel suo testamento spirituale, quello che siamo diventati, un' "era appendicistica o della terza pagina", insomma un'era del pettegolezzo. Non si fa pettegolezzo in Biblioteca, come non lo si fa in un Bosco, in una Chiesa, in un Cimitero. Lì siamo veramente in una profonda relazione con l'Assoluto, in un dialogo che ci feconda. Chiudere una Biblioteca è sfregiare la Bellezza, amputare la Giustizia, imbavagliare la Verità.
Ma perché anche la Svizzera, mia tanto amata "Heimat", si vuole allineare ad altre vicine e sempre più doloranti e deliranti Patrie che, credendo di risanare le sofferenti finanze sopprimendo luoghi necessari robustamente energetici e mentendo alla parte più profonda e vera di loro stesse, lentamente si e ci uccidono, uccidendo Memoria e Natura e Cultura, inseparabili come mente e mano e cuore.
Amo la terra Svizzera, in maniera particolare il suo Canton Ticino, con lo stesso amore con cui la amò Hermann Hesse, "mio padre", fatti d'una consanguineità invisibile ma non per questo meno reale. Addomesticata dalla sua bellezza la porto nel cuore con i suoi cangianti colori, le sue piccole case, i suoi angoli unici ed introvabili, "casa", tra un bosco e un piccolo lago, un albero di Giuda e una mucca. Non è la megalopolis che ci fa umani, ma la piccola polis, dove la democrazia può essere davvero Patria, perchè può conoscere ogni suo cittadino e ogni suo cittadino può sentirsi, non minacciato, ma compreso e aiutato e protetto, affinché possano le sue radici affondare nella Madre Terra per innalzarsi gioiose e vigorose verso il Padre Cielo. Crescere nell'Amore, in responsabilità e servizio.



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