Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax
| L'EDITORE
AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...
SPECIALE LAGIOIA LA RECENSIONE Lo tsunami anni '80 in un grande romanzo, "Riportando tutto a casa" (Einaudi) di Nicola Lagioia LA LETTURA 1/ LA LETTURA 2/ L'ESORDIO Lagioia torna a "sbarazzarsi di Tolstoj". Con una copertina d'autore. Firmata Alessandro Gottardo
LO SPECIALE
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Dopo che Einaudi lo scorso autunno ha pubblicato il suo ultimo romanzo, "Riportando tutto a caso", uno dei più importanti (aggettivo abusatissimo, ma in questo caso inevitabile) usciti in Italia nel 2009, il 36enne scrittore barese Nicola Lagioia è entrato oggettivamente a far parte della ristrettissima cerchia di autori italiani contemporanei degni di tale definizione. Ma il protagonista dell'esordio "Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)" è anche un noto editor, responsabile dal 2005 di Nichel, la collana di culto dedicata alla narrativa italiana di Minimum Fax (che, tra l'altro, nel 2001 ha pubblicato il suo primo libro, appena citato). E non solo: dall'11 gennaio scorso (fino al 5 febbraio) quella di Lagioia, dal lunedì al venerdì, è stata la voce di Pagina 3 (nei finesettimana il suo posto è stato preso da Elena Stancanelli), della rassegna stampa culturale della rinnovata Radio 3 (Leggi qui l'intervista di Affaritaliani.it al nuovo direttore Marino Sinibaldi, in cui si parla anche di 'Pagina 3'). Ritornerà a condurre il programma tra pochi mesi, visto che viene affidato a rotazione ad alcuni 'giovani' scrittori italiani...
Lagioia, cominciamo dalla radio. Oggi qual è il senso di un programma come 'Pagina 3', nostalgico sin dal titolo?
"Non abbiamo scelto il titolo 'Pagina 3' per nostalgia delle terze pagine di una volta, ma semplicemente per far capire subito agli ascoltatori di cosa si parla. Premetto che per me quella in radio è stata un'esperienza nuova e positiva. La radio non c'entra quasi nulla con la scrittura, infatti in una diretta radiofonica non si può correggere quello che si è appena detto... E poi è emozionante percepire il rapporto strettissimo che si crea con l'ascoltatore. Arrivano tanti messaggi durante la diretta: il feedback è immediato, a differenza di quello che mi accade quando scrivo. Venendo al programma in sè, ho cercato di mischiare le carte, altrettando temi marginali e popolari".
Nella sua rassegna stampa si è 'aperto' anche a siti, riviste e quotidiani online (Affaritaliani.it compreso). Un'operazione di 'sdoganamento' importante...
"Oggi, nonostante le pagine culturali di Corsera e Repubblica abbiano ancora il loro 'peso', nel senso che sono in grado di 'smuovere' un libro come a internet per ora non succede, è in rete che molto spesso si trattano in modo più creativo i temi culturali".
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E veniamo alla sua attività di editor. Cosa dobbiamo aspettarci quest'anno dalla collana che dirige per Minimum Fax?
"Le novità dovrebbero essere sei o sette. La prima è già uscita: si tratta dell'antologia 'Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio'. Quindi a marzo sarà il turno di Giuseppe Genna con 'Assalto a un tempo devastato e vile - Versione 3.0', un'edizione rivista e ampliata di un suo libro di culto. Poi avremo 'La battuta perfetta' di Carlo D'Amicis e 'Fare scene. Una storia di cinema' di un autore affermato come Domenico Starnone. Arriviamo così all'esordiente di quest'anno, Stefano Iorio. Il titolo ancora non c'è, ma si tratta di un romanzo ambientato alla Farnesina, con un giovane che entra in contatto con il tragicomico mondo del potere italiano. Per la fine del 2010 probabilmente avremo la riedizione de 'Lo spazio sfinito' di Tommaso Pincio, già uscito per Fanucci e che era stato dimenticato dall'editoria italiana, ma non dai tanti fan dello scrittore. Sempre nella seconda parte dell'anno, o comunque all'inizio del 2011, dovrebbe arrivare un altro esordiente, almeno a livello di narrativa: è Gianluigi Ricuperati, torinese classe '77, e il suo primo romanzo si chiamerà 'Il mio impero è nell'aria'...".
Un passo indietro. Com'è arrivato a dirigere Nichel?
"I miei primi passi nell'editoria li ho fatti da redattore prima per Castelvecchi e poi per Laterza. Ma volevo occuparmi di narrativa, e non di saggistica. Così sono passato a Minimum Fax, l'editore del mio primo libro. E sono diventato il responsabile di Nichel per 'sfinimento'. Spiego in che senso: mi ero innamorato pazzamente di un manoscritto di Leonardo Pica Ciamarra, 'Ad avere occhi per vedere'. Ruppi così tanto le scatole ai miei due editori (Daniele Di Gennaro e Marco Cassini, ndr), che alla fine decisero di pubblicarlo e, in seguito, nel 2005, di affidarmi Nichel, che non aveva ancora un responsabile definito".
(segue...)



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