A Napoli tante piccole Noemi crescono

Martedì, 30 giugno 2009 - 10:00:00

porno ogni giorno
La copertina

Noemi è solo una delle tante. Non è l'eccezione, è la normalità. Per molte ragazze del Sud, in particolare per quelle delle periferie campane, infatti, tutto è apparenza, tutto è televisione, e l'unico sogno di queste adolescenti ha un nome terribile: velina. C'è una città che meglio di altre rappresenta cosa sta diventando il nostro paese, ed è Napoli.

A sostenere questa tesi è un libro appena uscito, capace di radiografare con lucidità e argomentazioni ineccepibili  un fenomeno sociale da incubo. Si tratta di "Porno ogni giorno. Viaggio nei corpi di Napoli", del 30enne Massimiliano Virgilio (nella vita è un assistente sociale), appena uscito per la collana Contromano di Laterza.

Tra cocaina che scorre a fiumi, centri commerciali ipertrofici, cantanti neomelodici, ragazzi obesi che vestono come i tronisti di Maria De Filippi e tonnellate di spazzatura in decomposizione, oggi Napoli è la capitale pornografica della nazione, laboratorio di un capitalismo fallimentare.

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La verità è che, sotto gli occhi di tutti, Napoli sta deteriorandosi, dissipando il suo patrimonio culturale, rovinando il suo dialetto, abitata com'è da masse quotidianamente pornografiche, abbrutite dalla "tivvù", cui spesso mancano gli strumenti basilari della comunicazione.


(Foto Novella 2000)
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Così l'autore: "Quando parlo di città quotidianamente pornografica non mi riferisco all'etimo greco della parola pornografia. Mi riferisco alla manifestazione esplicita e di routine da parte di masse di napoletani - non necessariamente di atti sessuali, né di nudità - di comportamenti sociali corrivi, che ammiccano all'atto sessuale e alla nudità, senza distinzione di genere".

E Massimiliano Virgilio prosegue la sua spietata analisi: "Quando è iniziato tutto ciò? Quando Napoli ha iniziato a essere un luogo di mille pornografie di contorno alla monnezza e alla criminalità, considerate i principali film a luci rosse che da decenni vengono proiettati in città? Quando abbiamo iniziato a separare il nostro immaginario da quello del resto del paese? Ripenso a tutto e nonostante mi sforzi di trovare una risposta complessa mi viene da pensare che Napoli, in fondo, è una città semplice."

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