Musica/ Un software permetterà di riconoscere le stelle di domani

Domenica, 21 dicembre 2008 - 15:00:00


I Rolling Stones
I veri talenti musicali? Li scopre la rete aiutata dalla scienza: ricercatori israeliani hanno sviluppato un software in grado di “individuare” le “stelle” di domani senza neanche sentirle cantare. Il team dell’Università di Tel Aviv ha presentato un programma capace di trovare il famoso x-factor (quello che fa di un cantante una star in grado di scalare le classifiche)  non sulla base delle capacità vocali o della presenza “scenica”, ma sulla base dell’eco che ha un nuovo artista su internet. Monitorando infatti  i download sulla rete il software va in pratica a caccia di “talenti” “scovandoli” mesi anzi settimane o giorni prima che essi emergano. Per ottenere la nuova tecnologia i ricercatori hanno analizzato il network americano di file-sharing, Gnutella (che ospita tra le 30 e le 40 milioni di ricerche di file al giorno), trovando, negli ultimi nove mesi del 2007, le band in rapida ascesa nelle loro città. “L’algoritmo controlla quello che le persone per esempio stanno ascoltando nel Bronx e se trova un rapper emergente lo notifica automaticamente - spiega  Noam Konigstein, uno dei ricercatori- è come avere un talent scout in ogni città del mondo”. 

Il programma secondo i test risulta affidabile: “ha percentuale di successo intorno al 30 per cento e in alcuni casi intorno al cinquanta per cento”, dice Yuval Shavitt, che ha condotto la ricerca. Il docente dell’università israeliana è anche in trattative con alcune case discografiche per autorizzare l’uso del software che potrebbe anche essere modificato in modo da poterlo impiegare in programmi come X Factor e in modo anche da renderlo capace persino di pronosticare per quanto tempo i cantanti possano rimanere ai vertici delle classifiche. Ed in effetti l’invenzione potrebbe tornare estremamente utile all’industria discografica, che, in questo modo, sfruttando internet, potrebbe innovarsi. “Quello di individuare i talenti autentici è un grande problema per il business della musica”, sostiene sul Telegraph Matthew Salganik, sociologo alla Columbia University. Problema che forse scomparirà grazie appunto alla rete che scoverà e selezionerà i veri artisti, salvandoci da “fenomeni” non molto talentuosi.

Claudia Nuzzarello

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