Da Genova a L'Aquila: ecco che fine ha fatto il movimento No-Global
Francesco Gesualdi (Rete Lilliput): "Il movimento ha sottovalutato la reazione del potere" Jovanotti scrive una lettera a Berlusconi: "L'Italia ritorni capofila nella lotta alla povertà" |
L'IMPORTANZA DEL WEB - E oggi? Che cosa è rimasto di quel vasto movimento, che coinvolse cattolici e laici, centri sociali e suore? Non è scomparso. In questi otto anni si è mobilitato più volte. Oltre alla piazza il movimento ha usato, per le sue campagne, internet. Contro la guerra in Iraq sono scesi per le strade di Roma, il 15 febbraio 2003, 3 milioni di manifestanti; in Val Susa per dire no alla Tav erano 80 mila.
IL G8 DE L'AQUILA - Oggi, alla vigilia del G8 de L'Aquila, il movimento si presenta più frammentato ed eterogeneo, come spiega Donatella Porta. La docente di Scienze Politiche a Firenze ed esperta di movimenti e partecipazione, inizia dal G8 di Genova del 2001: "Credo che abbia lasciato molto in eredità perché ci sono reti che si sono formate a partire da quella esperienza e alcuni modi di intendere e organizzare la protesta sono rimaste esperienze importanti. L'incontro fra diversi gruppi ha creato legami di reciproca fiducia e credo che tutto questo si mantenga.
![]() Jovanotti scrive al presidente del Consiglio sul G8 de L'Aquila |
Cose Nostre/ G8 di Genova, le verità nascoste
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"UN MOVIMENTO PIU' ETEROGENEO" - Forme di protesta portate avanti da gruppi in continua mutazione: "Il movimento è molto eterogeneo al suo interno e ha rappresentato una importante spinta al cambiamento in molte realtà storicamente presenti in Italia, tra cui l'Arci ma anche aggregazioni di area cattolica che hanno avuto “contaminazioni” con altre realtà del movimento. Tuttavia, quando l'azione di piazza finisce le differenze vengono a galla e c'è una minore pressione a realizzare una piattaforma comune, quindi si tende a tirare i remi in barca e a fare più leva sulla propria capacità organizzativa.
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Ma germi del cambiamento innescati dal movimento sono ancora attivi. Va osservato che, mentre i precedenti luoghi di protesta erano la politica istituzionale e i partiti, con questi fenomeni più recenti il canale della politica è stato chiuso o considerato come tale, anche perché la condizione del Pd e la frammentazione della sinistra non hanno certo facilitato l'ingresso di nuovi attivisti che, piuttosto, hanno preferito impegnarsi su fronti quali il commercio equo e solidale, la comunicazione alternativa, la formazione e la promozione di stili di vita e di consumo alternativi.



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