Modelle e modelli in un mondo di bellezza stereotipata
di Maria Teresa Melodia
Non è solo un punto di vista quello che Emanuela Del Vecchio propone nella mostra milanese MY POP – POINT OF YOU. Dopo le personali a Barcellona e all’Ars Italica di Milano la giovane artista continua la sua serie pop di visi di personaggi famosi e non. Volti e corpi espressione di un mondo dominato dalle apparenze, ma scalfito con la lama pungente dell’ironia. Un equilibrio precario tra immagine e finzione che racconta una realtà popolata da simulacri di pura fiction.
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E’ il mondo che la Del Vecchio, diplomata allo Ied ed ex collaboratrice presso l’atelier della stilista Vivienne Westwood, conosce bene: il grande circo della moda e dello spettacolo truccato dagli effetti di Photoshop e rimodellato dagli artifici chirurgici. Un mondo riprodotto nei quadri a grande formato dove modelle si impongono a modello come nel caso della celebre Kate Moss che nel dipinto Hungry Kate ha gli occhi pieni di Big Mac (che forse sogna ma addenta assai raramente). Così come l’eterea ed esile Audrey Hepburn, che in Hungry Audrey tiene in mano un succulento hot dog avvolta nel classico tubino con guanti neri e filo di perle.
![]() LE IMMAGINI |
Donne schiavizzate dalle promesse delle chirurgia plastica fino a diventare ridicole e caricature di se stesse come si vede in Baloons che riproduce una seducente mora con due palloncini rossi a mo’ di seno prorompente. O come appare nella tela Pneumatici, dove un’altra femmina fatale, simile a una showgirl televisiva, indossa un paio di labbra ipertrofiche che portano impresse la scritta Pirelli. Donne che colmano le loro insicurezze e fragilità psicologiche aderendo a uno standard di bellezza. Donne alle quali viene chiesto di pensar poco o quasi nulla come suggerisce il dipinto Not thinking, dove campeggiano pensieri privi di sostanza o ancora donne bambola come quella raffigurata in Dummy Model, una modella giocattolo tanto simile a una vera se non fosse per le giunture delle mani e della spalla.
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Un universo femminile a tinte forti che strappa un sorriso finchè non si scontra con l’immagine della società di cui è specchio, dove la gara contro il tempo è racchiusa in un pacchetto di Botox sul quale l’artista scrive “nuove gravemente alla salute (mentale)”. Per fortuna, la bellezza è anche altro, come ci ricorda il quadro Beauty is not perfection.



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