Gli stilisti riscoprono il look borghese. E' finito il tempo delle provocazioni

Sabato, 19 settembre 2009 - 09:30:00

di Iskra Naydenova Cannizzaro

Basta con le provocazioni rock e le magliette di Che Guevara, i grandi marchi sono antirivoluzionari. Oramai è out lo stile trasandato alla Kate Moss, i big del panorama fashion puntano tutto sulla riscoperta dei valori borghesi. Tra le tante tendenze di passaggio e le poche mode che realmente si trasformano in fenomeni collettivi, a spuntarla è decisamente lo ‘slowear’. Si tratta di un nuovo modo di consumare che porta le fashion addicted a scegliere capi d’abbigliamento caratteristici di uno stile duraturo, convenzionale e particolarmente ricercato. Questi i tratti fondamentali della nuova moda della bourgeoisie, da sempre attenta a distinguersi, anche se con discrezione.

Ma come vestiranno le nuove ‘miss borghesia’? Dior, Prada, Chanel e persino i più stravaganti Dolce&Gabbana e John Galliano non hanno dubbi: la mise invernale sarà il tailleur. Se Galliano rivisita per Dior il modello ‘Bar’, la celebre giacca, e persino la gonna colorata, con linee più classiche, più rotonde e dai richiami orientali, Miuccia Prada propone un tailleur dai tessuti più spessi da abbinare con austeri cappotti. Dolce&Gabbana invece non manca di sottolineare le linee femminili della donna avvolgendola in giacche strettissime alle spalle. In poche parole l’ innovazione è concessa, purché faccia richiamo al basico e al ‘duraturo’.



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La moda borghese è discreta, perché minimale ed essenziale, ma questo non vuole certo dire che punta a passare inosservata. Tutt’altro. Fondamentali sono gli accessori, gli unici elementi ‘trasgressivi’ del genere ‘rich’ che completano il look della donna borghese. La borsa, pur ricordando le linee di una 24 ore, è rifinita a mano. Le scarpe sono ballerine piccole e comode, ma preziose. Oppure mocassini. E per le occasioni più impegnative non mancano i tacchi vertiginosi, stabili, come insegnano Bottega Veneta e Alberta Ferretti. Per il soprabito sono invece Marni, Ralph Laurent e Hermés a dettare tendenza.

La moda di questo inverno si rivela completamente antidemocratica. Il ritorno allo stile delle linee pure, alla materie nobili e alla cura del minimo dettaglio è decisamente un’espressione di conservatorismo alla ricerca di una classificazione elitaria: come dire ‘io valgo, perciò mi distinguo con classe dalla massa’. Il popolo qui si divide: il borghese resta attaccato ai segni di riconoscimento della sua classe sociale, mentre l’individuo qualunque si lascia sedurre dalle varie tendenze di passaggio, quelle che stanno bene un po’ a tutti, senza mai riconoscersi in uno stile che gli appartenga veramente.

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