La volta che mi sono perso, Pierpaolo Mittica

Martedì, 26 gennaio 2010 - 11:55:00

di Sonia Bianco

Pierpaolo Mittica

Odontoiatra e fotografo umanista friulano, nel 1990 consegue il diploma in Conservazione, tecnica e storia della fotografia indetto dal CRAF. Ha studiato fotografia con: Alfredo Fasan, Giuliano Borghesan, Charles-Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, allievo di Lewis Hine e Paul Strand, suo “padre spirituale” della fotografia e grande amico. Ha realizzato reportage sociali in Cina, Vietnam, Cuba, Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Serbia, Bielorussia, Ucraina, India, Indonesia. Dal 1997 al 1999 realizza un reportage sui Balcani , che culmina nel libro "Balcani, dalla Bosnia al Kosovo" (Interattiva) con la presentazione di Charles - Henri Favrod e l’introduzione di Predrag Matvejevic. Dal 2002 al 2007 si reca più volte in Bielorussia e Ucraina per realizzare un progetto sull´eredità lasciata da Chernobyl. Da questo lavoro, nel 2006, viene pubblicato in Spagna (Ellago Ediciones), un libro intitolato "Chernobyl la herencia oculta" e, nel 2007, in Inghilterra (Trolley LTD), con il titolo "Chernobyl the hidden legacy", con la prefazione di Naomi Rosenblum e testi di Rosalie Bertell e Wladimir Tchertkoff. La mostra "Chernobyl l´eredità nascosta" è stata scelta nel 2006 dal Chernobyl National Museum di Kiev in Ucraina come mostra ufficiale per le celebrazioni del ventennale del disastro di Chernobyl. Nel 2006 riceve il premio Friuli Venezia Giulia Fotografia.

Qual è la volta che ti sei perso?
"Credo la volta che è scomparso il mio grande maestro e amico Walter Rosenblum. Ho avuto un periodo di crisi nel campo della fotografia, poca voglia di andare avanti. Per me, Rosenblum era un punto di riferimento sia dal punto di vista fotografico che umano. Sono riuscito a ritrovare la mia strada, quella che mi aveva indicato lui (lasciandomi il suo insegnamento come eredità), solamente quando ho capito che, anche se lui non più presente fisicamente, rimaneva in ogni caso un punto di riferimento. L'ultima volta che lo avevo visto eravamo seduti su una panchina a parlare di fotografia. In quei frangenti, mi disse: “ormai ti ho insegnato tutto quello che so, adesso tocca a te continuare, andare avanti e trasmettere agli altri quello che io ho ricevuto da Paul Strand e Lewis Hine e che io ho dato a te". Ricordo che era molto affaticato e forse sentiva che quella era l'ultima volta che ci vedevamo. Quella frase mi ha aiutato a continuare…”


GUARDA LA GALLERY

Un tuo reportage fotografico è incentrato sul disastro di Chernobyl (Ucraina) accaduto nella notte del 25 aprile 1986, quando esplose il reattore nucleare che causò un´ecatombe. La memoria umana è spesso labile e finisce con l´archiviare anche le peggiori disgrazie a discapito delle nuove generazioni che, così, non ne percepiranno il ricordo. Cosa hai provato nel fotografare ciò che resta della città fantasma?
“Vivere e fotografare all'interno di queste città e villaggi evacuati è guardare il mondo dopo l'apocalisse, un'apocalisse che durerà più di 200 mila anni. Nel silenzio assoluto di questa città fantasma percepisci che cosa significa la stupidità umana, il senso di autodistruzione della razza umana e la grande capacità che ha nel farlo e nel continuare a farlo. Oggi è molto importante ricordare quello che è successo a Chernobyl,visto che in Italia si torna al nucleare: non investendo in un nucleare moderno di quarta generazione, ma in quel nucleare di terza generazione "avanzata", con tutte le problematiche che ha e gli alti rischi di eventi disastrosi. La memoria non è altro che informazione: se la popolazione è correttamente informata su quello che può comportare il nucleare civile e i suoi possibili risultati, sicuramente saprà astenersi da certe scelte. Consiglierei a tutti di farsi un giro a Pripyat, la città fantasma vicino alla centrale di Chernobyl, o nelle terre contaminate tra la Bielorussia e l'Ucraina. E ancora, di andare negli ospedali per capire cosa comporta un incidente in una centrale nucleare. Nel mio libro "Chernobyl the hidden legacy" denuncio la disinformazione attuata dall'AIEA sulle conseguenze del disastro di Chernobyl per continuare a "vendere" nucleare civile e dal veto che pone questa agenzia sull'OMS (sulla scorta della legge WHA 12-40) impedendo all'OMS di emettere studi che possano "parlare male" dell'effetto delle radiazioni, e quindi danneggiare il lavoro dell'AIEA”.

Nel 2009 l´Oscar è andato al film "The millionair", la cui trama s´articola tra le domande tipo della trasmissione di Gerry Scotti "Chi vuol essere milionario", alla vita negli slums, ovvero i quartieri più poveri dell´India. Per ragioni diverse, anche tu ti sei addentrato negli slums, scoprendo una realtà di raccoglimento dei rifiuti e riciclaggio che consente a molte famiglie povere di sbarcare il lunario. Potresti raccontarci questa tua esperienza e come sei riuscito ad entrare indisturbato in questo microcosmo? “Sono stato a Dharavi,dove è stato ambientato il film The millionaire, prima che lo girassero. Ho adorato quel film perchè rappresenta emblematicamente la maggior parte dell'India, un'India estremamente povera con molte ingiustizie, ed è quella che io ho visto e documentato. A Dharavi,infatti, ho realizzato un reportage sui riciclatori di rifiuti, una comunità di 30 mila persone che passa la vita a riciclare rifiuti in condizioni disastrose di lavoro e di vita per 2 euro al giorno. Ho avuto la fortuna di incontrare un ragazzo locale che abita a Dharavi, che conosce bene l'inglese, e che mi ha permesso di entrare in contatto con quella realtà. Nei miei lavori mi appoggio sempre a una persona locale che conosce bene, rispettivamente: la realtà, il posto, la gente. Questo mio approccio mi permette di entrare in "relativa" sicurezza nei luoghi dove l'illegalità regna sovrana, e di essere ben accettato dalla comunità che fotografo. Inoltre, solo così posso addentrarmi in profondità nella realtà, parlando con le persone ed entrando obiettivamente nelle loro vite”.

Come hai concluso il 2009?
“Ho appena finito due lavori: il primo commissionato dal CRO (centro di riferimento oncologico) di Aviano sulla cura dell'anziano, il secondo in Indonesia. Il tema affidatomi dal Cro era molto distante da quelli che ho sempre trattato. Il punto fondamentale che mi ha fatto aderire a questo progetto è la considerazione che il CRO ha dell´anziano, una "categoria" spesso discriminata nella nostra società. Diciamocelo onestamente: quante volte abbiamo sentito la frase “una persona di 80 anni ha già fatto la sua vita, e quindi è inutile fare terapie per curare un cancro"? Ma una persona che è arrivata a 80 anni al giorno d´oggi può benissimo arrivare a 90 - 95 anni o più! Perché negare loro la possibilità di altri 15 anni di vita? Questo è un segno di grande civiltà per una società moderna: dare le stesse possibilità a tutti, senza nessun genere di discriminazione”. Rispetto al progetto sull’Indonesia, mi sono soffermato sulla presenza, a sud dell’isola di Java, del vulcano Ijen. All’interno del vulcano in questione, c’è un cratere usato come miniera di zolfo e dove lavorano circa 400 minatori in condizioni spaventose. Ogni giorno, fanno tre ore di cammino per arrampicarsi sul vulcano. Lavorano in condizioni estreme, soffocati e bruciati dai fumi dello zolfo. Una volta raccolto lo zolfo, si caricano dai 60 ai 100 kg di zolfo sulle spalle, risalgono il cratere e lo portano giù per il vulcano a piedi per 3 km: due volte al giorno di sali e scendi che frutta loro una paga quotidiana di 6 euro. Nella mia vita di fotografo umanista ho sempre cercato di raccontare storie di emarginati, indifesi, di soprusi, di violazione dei diritti umani. Questo per cercar di far capire a noi fortunati del "primo mondo" come nel resto del mondo odierno, quello globalizzato, ogni gesto che noi facciamo nella nostra vita quotidiana è spesso legato al sangue e alla fatica di molte persone che si trovano altrove. Si pensi allo zucchero raffinato: esso viene raffinato con lo zolfo, estratto spesso in condizioni di lavoro disumane. A molti sfugge che la nostra società del benessere si basa spesso sul sangue del Terzo mondo. Non possiamo depredare il Terzo mondo e poi anche lamentarci, perchè siamo invasi dagli immigrati."

Dal 2007 le sue foto sono distribuite a livello internazionale dalla Trolley di Londra. Nel 2009 vince l'EIUC Photography Competition. Le sue foto sono state esposte in Italia, Europa e Stati Uniti e fanno parte di varie collezioni e musei tra le quali:
Collezione Auer, Hermance (Svizzera)
Collezione Favrod, Saint Prex (Svizzera)
Collezione Rosenblum, New York (USA)
Chernobyl National Museum, Kiev (Ucraina)
J. Paul Getty Museum, Los Angeles (USA)
Libri:
"Balcani, dalla Bosnia al Kosovo", Interattiva, Italia 2000
"Chernobyl la herencia oculta", Ellago ediciones, Spagna 2006
"Chernobyl the hidden legacy", Trolley LTD, Gran Bretagna 2007
Mostre recenti:
Ucraina, Kiev, Chernobyl National Museum, aprile 2006
Svizzera, Nyon, Galerie focale, giugno 2006
Italia, Cesano Maderno (MI), foto&photo festival settembre 2006
Inghilterra, Londra, Maverick Showroom and Trolley Gallery aprile 2007
Francia, Montpellier, Photo-Visions ottobre 2007
Italia, Roma, Festival Internazionale di Fotografia, Galleria ST, Aprile 2008
Stati Uniti, Boston, Cambridge Multi-Cultural Arts Center, maggio 2008
Stati Uniti, New York, Abrons Center for the Arts, Settembre 2008
Italia, Spilimbergo, "India la Grande Madre", novembre 2008.
Inoltre, le sue fotografie sono ospitate in vari musei e collezioni, per esempio:
Collezione Auer, Hermance (Svizzera)
Collezione Favrod, Saint Prex (Svizzera)
Collezione Rosenblum, New York (USA)
Chernobyl National Museum, Kiev (Ucraina)
J. Paul Getty Museum, Los Angeles (USA)

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Europei nuoto/ Oro di Magnini nei 100 stile libero
Crisi/ Vertice a Roma tra Monti, Hollande, Merkel, Rajoy dopo 17 giugno
Euro/ Chiude sopra quota 1,25 dollari
Fiat/ Sospende rapporti commerciali con Iran, anche Fiat Industrial
Rifiuti/ Alemanno, competenza su scelta siti spetta a province
P.A./ Bonanni, ministro incita al licenziamento? Non si e' mai visto
Fiat/ Marchionne parlo di possibili alleanze con chiunque
Rifiuti/ Polverini a Monti, scenari imprevisti e preoccupanti
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

La casa ideale?

Trovala subito fra 700.000 proposte di immobili
Scopri ora

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso