Falcinelli: "Così il digitale ha rivoluzionato (e migliorato) la grafica dei libri". L'intervista
"Sull'e-book si raccontano molte storie false. E' perfetto per certi utilizzi, ma ci sono libri che rimarranno di carta o di materiali sfogliabili. Infatti non tutti i libri sono un filo che si srotola come nei romanzi dell'Ottocento". In occasione dell'uscita di "Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice", il grafico della Minimum Fax Riccardo Falcinelli parla delle prospettive del book design al tempo dell'editoria digitale. E offre risposte per nulla ovvie: "Il digitale ha amplificato le potenzialità e ha reso molto più sofisticato anche il lavoro con supporti tradizionali. Chi dice che oggi la qualità è scaduta non conosce il livello medio dell'editoria del passato. I libri dell''800 erano pessimi, meglio i tascabili di oggi...". Poi parla della copertina di cui va più orgoglioso ("Italia de profundis" di Giuseppe Genna), di quella che l'ha messo più in difficoltà e di quella che più l'ha colpito da bambino. Quindi Falcinelli prova a definire il proprio stile e... L'INTERVISTA
di Antonio Prudenzano
A uno sguardo frettoloso l'operazione può apparire autocelebrativa. Raccontare (e mostrare) in un volume ricco di (belle) immagini (e copertine, o "prove" di copertina) "Dieci anni di grafica in casa editrice" (e la casa editrice in questione è la Minimum Fax, fondata nel 1994 da Marco Cassini e Daniele Di Gennaro), invece, offre spunti interessanti, e fa scoprire al lettore comune alcuni "segreti" del book design. Il meta-libro curato da Riccardo Falcinelli, artefice della grafica che da anni contraddistingue il marchio indipendente romano, dimostra quanto oggi, in un momento di transizione e di crisi per l'editoria libraria "tradizionale", la grafica giochi un ruolo fondamentale. Forse più che in passato. Del libro e delle prospettive della grafica legata ai libri al tempo dell'editoria digitale Affaritaliani.it ha parlato con Falcinelli.
ALCUNE IMMAGINI TRATTE DAL VOLUME EDITO DA MINIMUM FAX - Guarda la gallery
Falcinelli, in "Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice" racconta l'evoluzione della grafica delle collane (e delle sottocollane) della Minimum Fax, e fa capire quanto sia difficile trovare l'equilibrio perfetto. Ma se tra 10 anni l'e-book probabilmente si sarà affermato anche in Italia, cosa resterà della cura che case editrici come Minimum Fax dedicano alla grafica dei propri libri cartacei?
"Sull'e-book si raccontano molte storie false. L'e-book è perfetto per certi utilizzi come alcuni tipi di romanzo, per i quotidiani o per la consultazione ma ci sono altri libri che rimarranno di carta o di materiali sfogliabili. Non tutti i libri sono un filo che si srotola come nei romanzi dell'Ottocento. L'e-book è un tipo di libro che si affiancherà ai tipi che già conosciamo. E noi grafici progetteremo entrambi. In fondo basta pensare a un colosso dell'editoria come Taschen per rendersi conto che quel tipo di libro (illustrato, fisicamente importante) non teme l'editoria elettronica. L'e-book anche negli Stati Uniti, dove è molto diffuso, ha invaso il mercato della fiction, ma solo quello. Ma i libri non sono tutti romanzi. E non tutti i romanzi sono Balzac, un'esempio tra i più chiari: Tristram Shandy è illegibile su Kindle senza stravolgerne la struttura profonda. E comunque il futuro dell'e-book è nei monitor tattili e nella carta elettronica che faranno esplodere ancora di più le mille vite del libro".
Più in generale, la svolta digitale come ha cambiato il suo mestiere?
"Ne ha amplificato le potenzialità e ha reso molto più sofisticato anche il lavoro con supporti tradizionali. Per dirne una, oggi abbiamo un controllo sul colore impensabile vent'anni fa non solo negli artefatti on-line ma soprattutto sul cartaceo. Per non parlare delle accuratezze tipografiche che consentono su una piccola scrivania di progettare libri complessi. Manuzio o Baskerville avevano bisogno di molti metri quadri e di molta più fatica. Chi dice che oggi la qualità è scaduta non conosce il livello medio dell'editoria del passato. I libri dell''800 erano pessimi, meglio i tascabili di oggi. E Bodoni pare fosse zeppo di refusi".
Pensa che tra qualche anno la stessa attenzione che si ripone oggi nei confronti della grafica dei testi cartacei si riporrà nei confronti di quella dei libri elettronici, che per il momento (in gran parte dei casi) dal punto di vista grafico sono piuttosto semplici?
"Se per libro elettronico si intende I-pad e Kindle, allora le cose sono ancora molto rozze. Ma già ci sono i pdf dove sono possibili lavori di estrema raffinatezza. E poi non dimentichiamo che dell'editoria digitale fanno parte anche pagine web e blog dove ci sono lavori molto sofisticati. Il sito del nostro studio, www.falcinelliand.co, è stato curato graficamente con la stessa attenzione che mettiamo nei progetti cartacei ottenendo anche nelle versioni per dispositivi mobili un'estrema precisone tipografica. La verità è che i committenti parlano tanto di elettronica ma al dunque stanziano più soldi per il cartaceo che per l'elettronico".
Qual è la copertina che ha realizzato di cui va più orgoglioso?
"Una fra tante: Italia de profundis di Giuseppe Genna, dove ho realizzato anche l'illustrazione. E poi il mio manuale di design Guardare Pensare progettare dove ho progettato tutto dal testo, alla copertina, alla posizione del codice a barre fino al tipo di colla e legatura. C'è chi crede che il libro non vada giudicato dalla copertina ma se la grafica è onesta e ben fatta è consustanziale al tutto. Solo quando di un libro fai davvero tutto (incluso scriverlo) ti rendi conto di come la copertina non decori il libro ma gli aderisca profondamente".
In sintesi, come definirebbe il suo stile grafico? Cosa contraddistingue, al di là dei singoli casi, le sue copertine e i testi da lei curati?
"Difficile definire il proprio stile. Anche se molti lo considerano pop o postmoderno io cerco sempre una misura classica. Però ovviamente per me il classico è Disney e Hitchcock non Bodoni. Lo stile non è qualcosa che uno cerca, è la conseguenza di un metodo e di un gusto. Il mio metodo è documentarsi tanto, studiare, fare molti tentativi. Come diceva un mio vecchio professore di disegn: 'Practice makes perfect'. Sottoscrivo".
In "Fare i libri" lei parla dei tanti problemi che ha dovuto affrontare e mostra le relative soluzioni trovate. Qual è il libro la cui copertina l'ha messa più in difficoltà?
"L'unica difficoltà sono i clienti indecisi che non sanno cosa vogliono e gli autori con velleità artistiche. È il committente ansioso a mettermi in difficoltà non la copertina. Poi il resto dei problemi sono divertenti da risolvere".
E invece, da lettore, qual è la copertina che più l'è rimasta impressa, magari da ragazzino?
"Da ragazzino: la copertina di Topolino giornaletto n.1 del 1949. Rossa, formato piccolo (la stampavano con le rotative del Reader's Digest) con Topolino in veste da parata. Un vero feticcio da collezionisti. Invidiavo i fortunati che lo possedevano. In fondo la grafica ha poco valore in sé, vale e funziona se ha la capacità di caricarsi di valore simbolico. In generale però rimango più legato alla grafica di intere collane che di singoli titoli e forse tra i progetti più belli c'è la collana 'bianca' di poesia Einaudi disegnata da Munari".


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