Milanesiana: terzo appuntamento al Teatro Dal Verme
![]() Fleur Jaeggy |
Questa sera, per il terzo appuntamento de la Milanesiana, andrà in scena al Teatro Dal Verme "Città Invisibili". Fleur Jaeggy, Boris Pahor, Charles Simic, Predrag Matvejevic', Paolo Mauri, Michele Campanella, Anna Bonaiuto, gli artisti coinvolti. Prologo letterario Fleur Jaeggy. Letture Boris Pahor, Charles Simic (Premio Pulitzer 1990), Predrag Matvejevic’. Concerto Storie di apparizioni, spettri e fantasmi, per una voce e un pianoforte Michele Campanella, Anna Bonaiuto (David di Donatello 1995).
Fleur Jaeggy, scrittrice tradotta in 21 paesi, autrice del recente “Vite congetturali” (uscito da poco presso Adelphi), apre l’incontro con un prologo letterario. Prosegue poi Boris Pahor, scrittore sloveno, deportato durante la seconda guerra mondiale in campi di concentramento tedeschi e francesi, e autore del pluripremiato Necropoli: un pellegrinaggio sui luoghi della sua prigionia, nel solco della tradizione di Primo Levi e di Imre Kertész.
Con loro Charles Simic (Premio Pulitzer 1990), poeta americano nato a Belgrado, autore del celebrato Club Midnight – un poeta che, con uno stile drammaticamente ma anche ironicamente breve e spezzato, racconta il territorio incerto fra sonno e veglia, patria invisibile, che scaturisce dall’inconscio. Infine Predrag Matvejevic’, autore bosniaco, di madre croata e padre russo, attualmente docente di Slavistica a Roma, che nelle sue opere si pone come indagatore di un’“altra” Europa, quella che i drammi dell’ex Jugoslavia hanno sconvolto.
Introduce il dialogo a quattro voci Paolo Mauri, direttore del supplemento domenicale di “Il Sole 24 Ore”.
La parte musicale della serata vede il ritorno di Michele Campanella che, accompagnato dalla voce di Anna Bonaiuto (David di Donatello 1995), ci offre un melologo espressamente preparato per la Milanesiana: “Storie di apparizioni, spettri e fantasmi, per una voce e un pianoforte”, con una scelta di musiche di Liszt, Strauss e Schumann accompagnate da testi “popolati” di fantasmi. 
Michele Campanella
Come ogni sera, saranno proiettati quaranta secondi dal film Ghiro ghiro tondo, del regista di origine armena Yervant Gianikian e di Angela Ricci Lucchi, che hanno dato vita a una “cinepresa analitica” in grado di riesplorare in profondità le inquadrature offerte dal normale scorrimento della pellicola sullo schermo. Le immagini proiettate mostrano una serie di giocattoli ammaccati, risalenti all'epoca delle guerre mondiali, che compongono una specie di mondo miniaturizzato da cui emerge l'ombra dei fascismi.



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