"Thomas", se il romanzo è illustrato

Lunedì, 16 gennaio 2012 - 10:33:00

Crimini
Art. 18°

 

di  Lucilla   Noviello

Thomas
Il libro di Michele Lazzaro e Luca Brandi, Thomas, edito da Freeboks non è una grafic novel, anche se sembra esserlo. Non è un fumetto – ovviamente - e neppure una lunga sequenza di immagini. E’ quello che i due autori dichiarano: semplicemente un romanzo illustrato. Il testo è essenziale come quello di un racconto; i disegni sono belli come le tavole di un quadro. Le citazioni si rincorrono continuamente: non solo Salvator Dalì o Duccio da Boninsegna, ma anche il tratto duro degli espressionisti e persino di Munch. Eppure la citazione più interessante e inattesa, sicuramente la più esplicativa – in maniera addirittura  epifanica - appare quella iniziale in cui il protagonista  parla e si presenta: “Chiamatemi Thomas”. Lui è il giostraio, il guerriero zen, il viaggiatore e l’osservatore. Lui è l’eroe che rimanda a Melville o a tutte le Odissee. Ci fa pensare alle avventure straorinarie e alle storie interessanti ma straordinariamente semplici di tutti coloro che, pur supponendo di soccombere, procedono comunque e consapevolmente, come gli artisti: combattere vuol dire morire, ma combattere è necessario comunque, perché significa vivere. E come potrebbe esistere una vita di energia e movimento senza l’impegno della costruzione di un sé? Lungo tutto il percorso della storia di Thomas, da San Giovanni Valdarno in Toscana – un borgo ricco economicamente, patria natale di Masaccio, ma monotono e banale, e quindi contraddittorio come molti luoghi italiani - fino a Chicago, non compaiono tra i vari personaggi che popolano la storia, sostanziali differenze di ceto, di cultura o di sesso. Le donne e gli uomini, i ragazzi e persino i bambini sembrano essere tutti uguali. Nessuno è bello – sebbene i disegni lo siano. E il male – presente nell’immagine stilizzata di un gatto in origami – è ovunque. Non dentro, non sopra, ma inaspettatamente poggiato accanto a tutte le cose. Come un piccolo oggetto – e tale è -  i cui occhi apparentemente innocui, sono vuoti, come due buchi bianchi, come il piano di un foglio privo di scrittura e di colore. Un leviatano, una balena, un mostro, che nessun arpione può individuare e  ferire a morte, le  cui coordinate vitali sono date dallo spazio bidimensionale e piatto della pagina. Ripiegata oppure no. Eppure, dalla stessa pagina in cui, all’interno di in un mare di colore avevamo percepito la sconfitta e la morte, restiamo come in attesa di un altro evento: dallo stesso mare di carta – quello su cui è scritta la parola e su cui si tracciano i disegni – aspettiamo che Thomas risorga, come tanti eroi prima di lui.

Michele Lazzaro e Luca Brandi, Thomas, Freebooks editore. Pagg. 152. Euro 50,00



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