Arte della Seta/ 'Mediterraneo culla di Love difference'. Michelangelo Pistoletto ad Affari
di Ariela Baco
![]() Michelangelo Pistoletto |
Lui – l’artista - che ci ha invitato a sedere lì dentro, e noi, lì accanto, è innanzi tutto questo che confermiamo. “L’arte interagisce sempre con i diversi settori della vita sociale: con l’economia, la politica, il lavoro, l’educazione e la spiritualità.” Pistoletto parla e niente altro può rubare la nostra attenzione. La sua voce chiara ci porta il messaggio e i suoi occhi – che hanno perso qualsiasi segno d’età – sono più profondi del mare evocato dagli specchi. Sono chiari come le calme acque, e aperti per cogliere e trattenere tutta la luce d’intorno, rendendola poi a noi in uno sguardo che prima ci circonda e poi dentro ci trafigge, come avesse un corpo tutto suo.
“Il Mediterraneo è il luogo in cui le differenze hanno un significato fortissimo. Vi sono tante culture e tanti conflitti che viviamo o a cui assistiamo. Le differenti culture non devono subire appiattimenti ma i conflitti nascono perché non abbiamo la capacità di valorizzarle, tali differenze. Invece questo continente è pieno di elementi dinamici di scambio, di propulsione. E’ composto da un tessuto multicolore e multiforme su cui far crescere una politica di trasformazione sociale responsabile. Tutte queste sedie sono come un Parlamento ideale.
E in realtà una Carta del Parlamento culturale del Mediterraneo sta circolando anche a Strasburgo.” Una Carta che sottende proprio al significato di quest’opera. Michelangelo Pistoletto ha costruito la Fondazione della Città dell’Arte e il suo percorso artistico e filosofico si esprime anche attraverso le azioni di questa. I suoi pensieri, le sue opere, come lui stesso ci dice, hanno una vita lunghissima. “Alle radici di questi ultimi lavori ci sono i miei primi Quadri specchianti. Lì il ritratto dell’artista o dell’individuo era quello del mondo, entrato nel quadro e restituito poi allo sguardo degli altri filtrato da tutte le idee. E infine specchiato.
Nelle foto c’era la coincidenza del passato e del presente. La foto scattata era già un atto di memoria.” L’attimo fissato diventa vivo per sempre, testimoniato. E concreto. “Non può esistere un futuro senza memoria. Così anche le mie forme scultoree sono come tratte da un archivio dell’arte del passato. Non possono portare l’originario messaggio che la scultura dava nell’antichità. Ma un’idea di commistione di diversi linguaggi artistici.” Il suo e quello della storia. Attraverso un linguaggio che affonda radici anche nella teatralità, unendo parole, spazio o musica.
Dentro i suoi occhi che ci guardano e non si muovono vorremmo catturare la luce che lo porta a dar forma concreta al suo pensiero. “Le mie idee nascono nella notte. Sono spesso la soluzione del problema che mi sono posto la sera prima. Quindi la notte è già una gran parte della mia giornata.”



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