Professione editor/ Maurizio Donati, editor di Chiarelettere, ad Affari
Venerdì, 3 luglio 2009 - 11:16:00
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Affaritaliani.it, nell’ambito della serie di interviste “Professione editor” (Mario Desiati, scrittore & editor, si racconta ad Affari) ha chiesto a Maurizio Donati, editor e figura imprescindibile fin dal primo giorno di Chiarelettere (la casa editrice fondata tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 da Lorenzo Fazio e da altri soci (Chiarelettere, storia di un successo inatteso), di fare un bilancio sui primi incredibili anni dell’avventura e, soprattutto, indicazioni sul futuro prossimo di una realtà capace di portare al grande pubblico i libri d’inchiesta.
![]() Maurizio Donati, editor |
"Non in queste proporzioni. Eravamo consapevoli che molti lettori sentivano l’esigenza di questi libri d’inchiesta. Prima di Chiarelettere, Lorenzo Fazio aveva già iniziato con la Bur una collana di successo simile. Da lì è nata l’idea di mettersi in proprio. C’è da dire che ultimamente l’Italia è cambiata, con l’ondata della cosiddetta ‘antipolitica’ che è praticamente nata con noi alla fine del 2006 (anche se è del maggio successivo il primo libro edito da Chiarelettere, ndr). Siamo arrivati al momento giusto, e questo ci ha molto aiutato. Per una realtà come la nostra la credibilità è fondamentale, e i nostri lettori ormai si fidano e apprezzano stile e sguardo di Chiarelettere, al punto da comprare tutti i libri che pubblichiamo, anche quando l’argomento di turno non li interessa particolarmente".
Qual è il vostro lettore tipo?
"Fedele, attento, abituato a leggere i giornali e a seguire certi siti e certi blog su internet. A questo proposito, sin dall’inizio la rete è stata determinante per noi: i blog degli autori di Chiarelettere sono seguitissimi, e per i nostri libri la promozione avviene soprattutto online. Di sicuro, di noi finora hanno apprezzato la coerenza".
Finora quali sono stati i bestseller Chiarelettere?
"Travaglio e Gomez, con ‘Se li conosci li eviti’ hanno venduto oltre 180.000 copie. A parte il nostro libro record, sono tanti i titoli che hanno superato ampiamente le 50.000 copie, tra cui il recente ‘Vaticano S.p.a.’ e ‘Il ritorno del principe’. In totale abbiamo portato in libreria 50 titoli, vendendo più di un milione di copie".
A questo punto, la sfida è conquistare anche “l’altro” pubblico, quello meno attento a certi temi…
"Siamo una casa editrice giovane e dobbiamo costruire delle basi solide prima di pensare a come allargarci ulteriormente. Ma proprio in queste settimane, immaginando il futuro prossimo di Chiarelettere, stiamo ipotizzando un possibile rinnovo della nostra cifra editoriale. Non più solo inchieste sull’attualità, ma anche temi più complessi: ricostruzioni storiche in grado di raccontare in modo definitivo il secondo ‘900 italiano. Libri più teorici, quindi. Un esempio è ‘Il ritorno del principe’ citato prima. Parallelamente, vorremmo aprirci a nuovi territori, come ad esempio la psicologia, per rovesciare tanti luoghi comuni sulla quotidianità. Non più solo giornalisti d’inchiesta, quindi, ma anche studiosi legati al mondo accademico. I rischi sono tanti: tra questi, il principale è tradire la fiducia dei lettori affezionati al nostro progetto. E poi non vogliamo ripetere ciò che altri già fanno, e bene, da molto tempo. Appunto per questo per ora stiamo lavorando sulla teoria".
![]() L'editore Lorenzo Fazio |
"Prima della pubblicazione ci sono due passaggi legali, per evitare problemi dopo visto che nei nostri libri si fanno spesso accuse pesanti con tanto di nomi e cognomi. Inevitabilmente, alcune querele sono arrivate".
E i dvd?
"Finora ne abbiamo portati in libreria tre. L’ultimo è ‘Miss little China” (Little Miss China, i giovani cinesi in Italia, il trailer su Affari). Il problema è che hanno alti costi di produzione, e poi non è facile vendere in libreria l’abbinamento dvd+libro".
Donati, qual è il compito di un editor davanti a un saggio d’inchiesta?
"E’ un lavoro diverso rispetto a quello che si fa con un romanzo. Il compito mio e dei miei collaboratori è di valorizzare i contenuti. Sono testi che contengono tantissime notizie. Noi cerchiamo di far sì che il tema del libro diventi una storia, dunque operiamo sul registro della narrazione. Nelle prime pagine, poi, cerchiamo di far emergere le parole chiave per aiutare i lettori, visto pure l’alto numero di pagine, che ci porta a dividere in capitoli il tutto. Chiarelettere, inoltre, punta molto sulla copertina, dal forte impatto visivo, incalzante e molto scritta".
Spesso i vostri titoli sono scritti a più mani. Come cambia in questi casi il suo lavoro di editor?
"Si fa più un’operazione di montaggio, ma la difficoltà è la stessa".
Cosa porterete in libreria nel prossimo autunno?
"Per ora pensiamo a chiudere l’estate con la visione dell’Italia di Camilleri in un libro-intervista. Riguardo all’autunno, siamo ancora in fase di programmazione. Di sicuro, prima di Natale avremo due libri con tanti spunti inediti su Fabrizio De Andrè. E certamente, tra settembre e ottobre pubblicheremo un volume sull’Opus Dei, con le testimonianze ‘da dentro’ di un gruppo di ex numerari dell’istituzione che circa un anno e mezzo fa hanno creato un forum privato online. Entreremo per la prima volta nella quotidianità del misterioso ‘sistema Opus Dei”…".



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