Smeriglio, lo scrittore esordiente di Vendola racconta la Roma violenta

Mercoledì, 1 settembre 2010 - 14:50:00

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nei prossimi giorni manda in libreria "Garbatella combat zone" dell'esordiente Massimiliano Smeriglio.
LA TRAMA - Valerio, trentenne precario, si porta dentro filamenti di memorie acide, inquietudini capaci di trasformarlo in un lupo solitario attratto dal profumo del sangue. Le storie della sua famiglia e quelle del quartiere si intrecciano con le velenose lusinghe del Garbatella combat zone, con violenze e rapine, ferite e tradimenti. Il sogno di un Messico idealizzato e poi perduto tra le nebbie del narcotraffico torna a essere una meta, un approdo dove ricominciare prima che sia troppo tardi. Una fuga rocambolesca, un viaggio senza ritorno. Ma il passato non si può cancellare tanto facilmente, e soprattutto nulla è mai come appare.

L’AUTORE - Massimiliano Smeriglio vive e lavora a Roma. Ha pubblicato saggi e articoli sulla politica, il sociale, la città e la cittadinanza, fra cui Se Henry Ford avesse risposto al telefono (Magma edizioni, 1999), Città comune, autogoverno e partecipazione nell'era globale (Deriveapprodi edizioni, 2006), Walter ego. Gli anni del principato romano (Liberazione edizioni, 2007). Collabora con la rivista Loop – culture linguaggi e conflitti dentro l’apocalisse.

L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT A SMERIGLIO

di Antonio Prudenzano

smeriglio voland
Smeriglio

Com'è nata l'ispirazione per scrivere "Garbatella combat zone"?
"Riflettendo su ciò che manca, sui vuoti a perdere, sugli interstizi neri e disperati della città e dei suoi quartieri. E’ una storia di luoghi in via di disfacimento e di una generazione senza futuro. L’ispirazione viene dunque dalla constatazione di come muta, in peggio, il paesaggio urbano soprattutto nelle grandi aree metropolitane". 

C'è tanta violenza nella Roma che racconta. E' così anche nella realtà?
"In realtà la violenza è un rumore di fondo, costantemente presente nel libro come nella città. E se devo essere sincero, a volte la realtà è peggio di quella che viene raccontata nel libro.  Autisti impazziti, branchi di adolescenti razzisti e omofobi. Il rancore diffuso è la cifra del nostro tempo: un 'tutti contro tutti' che mina la basi della convivenza civile. Nativi contro migranti, nord contro sud, vecchi contro giovani, imprenditori contro lavoratori, lavoratori dipendenti contro lavoratori a nero, uomini che odiano e uccidono le donne, uomini e donne contro i gay. E tutti  contro i Rom. Siamo immersi in una guerra civile molecolare a cui abbiamo fatto l’abitudine. Neanche ce ne accorgiamo. La violenza del protagonista al confronto è una melodia lieve".

Quali sono gli scrittori di oggi e di ieri a cui si ispira?
"Don Winslow, 'Il potere del cane' è un libro formidabile. Jean Claude Izzo, il suo modo di descrivere il quartiere popolare di Marsiglia in cui è nato e vissuto, il Panier, è commovente. Da quel luogo periferico parla una lingua globale".

Lei è assessore alla Formazione e al Lavoro della Provincia di Roma e membro di Sinistra e Libertà, il gruppo di Vendola. Pensa che il "modello Vendola", vincente in Puglia, sia esportabile a livello nazionale in vista delle prossime elezioni?
"Il centro sinistra appare come il pugile suonato di Gassman nei 'Soliti ignoti'. Non è normale che mentre il Paese va alla malora accompagnato dalla cavalcata trionfale dell’avanspettacolo di Gheddafi ci si accapigli per una legge elettorale che non è all’ordine del giorno né in Parlamento né nel Paese. Il modello Vendola è un modello vincente, di governo radicale del territorio. Non solo è esportabile, è l’unica speranza che io vedo. Nichi può essere l’Obama italiano".

A proposito, Vendola ha già letto o leggerà il suo romanzo?
"Ne ho parlato con lui a luglio, lo inizierà a giorni, appena terminato di scrivere il suo prossimo libro. E’ incuriosito, mi ha chiesto se somiglia alle cose di Carofiglio, gli ho risposto che non lo so e che comunque il mondo non finisce in Puglia! Un invito indiretto a scendere in campo per dare una speranza al Paese".


 

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