Caro direttore.../ Di certo Marx non si rivolterà nella tomba...

Mercoledì, 28 gennaio 2009 - 10:04:00

di Fausto Lupetti

E la Rcs dimenticò Marx

Rcs/ "Marx fuori dai "Classici del pensiero"? Decisione sorprendente". Carlo Sini ad Affari

Rcs/ "Perchè abbiamo escluso Marx? La necessità di scegliere solo 16 volumi ha comportato tagli dolorosi...". Dario Antiseri ad Affari

Forum/ Marx è superato o il suo pensiero oggi è fondamentale?

Caro direttore,
vedo che hai la capacità di cogliere il sentire e il pensiero delle masse. Infatti gli ammiratori del vecchio di Treviri sono davvero molti in Italia penso molto più numerosi  dei lettori del Corriere e di Affari, bisogna ammetterlo.

Di certo Marx non si rivolterà nella tomba per questa elusione-esclusione, tanto il suo pensiero il mondo lo ha cambiato davvero: due rivoluzioni quella d’ottobre e quella cinese che hanno  coinvolto la maggioranza dell’umanità non sono cosa da poco, anche per la cultura che di altro si occupa. Rivoluzioni che non avrebbe mai voluto, ma questo è un altro discorso.
Ma  i professori sono come le aquile, a volte volano basso vedono gli alberi e non la foresta. Non c’era possibilità per "Il Capitale", un’opera di troppe pagine, potevano allora optare per i profetici Grundrisse, gli appunti per scrivere "Il Capitale", leggeri solo di pagine. La cultura a cosa serve se non alla conoscenza ? Ma in questo sono ancora un po’marxiano, un giovane studioso italiano Francesco Masci ha scritto un libro, "Supertitions", Editions Allia, Paris, inedito da noi, con questi inquietanti incipit:

“La cultura è un doppio interessante del mondo  che tuttavia non si sostituisce ad esso. Stato delle cose mai definitivo la cultura deve essere percepita non tanto come una topografia che  una volta per sempre ricopre il mondo con esattezza, ma come un insieme mutevole di atti di credenza  che la riattualizzano continuamente. Essa costituisce il luogo dove nel rinnovarsi degli eventi, l’individuo divenuto inutile alla società può continuare a sopravvivere come soggetto fittizio. Per il funzionamento della società moderna l’uomo non è necessario. È importante piuttosto che si verifichino eventi culturali, indipendentemente dal loro significato, e che avvengano come esterni ad essa. Devono consumare uno spazio che la circonda. In questo spazio vuoto gli eventi ricompongono il soggetto come un aggregato di sintomi, perché “ in ogni modo non esiste più affatto l’uomo, ce ne sono soltanto i sintomi”.
( G. Benn “Nietzsche cinquant’anni dopo”)
La collana Rcs si potrebbe chiamare “Sintomi dell’uomo”.

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