Maria Bettetini ad Affari, chi guarda Sanremo o Amici ama il modello bravo ragazzo
di Virginia Perini
Il caso Valerio Scanu è sempre sulla cresta dell'onda. Sanremo non c'entra. Quello che emerge dal dibattito dei lettori di Affaritaliani.it è un fenomeno sociale, che racconta i gusti, le tendenze e le esigenze di questi anni. Tra chi lo indica come modello per i nuovi anni zero a chi è convinto che sia l'icona estetica di una nuova bellezza.
| Fenomeno Scanu: altro che 50enni, è un modello generazionale. LEGGI LA LETTERA DELLA LETTRICE RAMONA Capelli lunghi a cui proprio non vuole rinunciare, occhi neri, un bel sorriso, tratti femminili e look da colleggiale. E' di poche parole Valerio Scanu, ma ha fatto breccia nel cuore delle cinquantenni italiane. Sarà il suo viso da bravo ragazzo o l'atteggiamento da romanticone, ma dopo la pubblicazione della notizia sulla possibile inchiesta sui televoti a Sanremo le lettrici di Affaritaliani.it si sono scatenate. I commenti che intasano la casella postale della redazione sono quasi tutti firmati da donne di mezza età che si scagliano combattive contro chi ha accusato l'ex amico di Maria De filippi di non essere il vero vincitore. Ma l'amore per il diciannovenne sardo non è un fenomeno nuovo. Già dall'estate scorsa, a qualche mese dalla vittoria della Amoroso al talent show Amici, la coppia Valerio-Alessandra ha monopolizzato l'attenzione di milioni di affezionati, che li hanno seguiti in tour e hanno scatenato sul web, tra Facebook e i forum specializzati, un vero terremoto mediatico. Ma a chi si aspetterebbe tutte ragazzine... sbagliato! C'è chi è convinto che il pubblico di Amici sia prevalentemente di casalinghe, c'è chi invece sostiene che Valerio Scanu ricordi alle donne di mezza età il proprio figlio. Ma su una cosa la critica concorda: il suo modo di fare musica, l'impostazione della sua voce sono datati. Non hanno nulla di alternativo o d'avanguardistico in grado di appassionare i ventenni di oggi, amanti dei Baustelle, degli After Hours o dei Sud Sound System. |
E sull'estetica che sta cambiando? "Il bello e dannato come modello maschile continua a piacere, ma al popolo dei concerti, non alle casalinghe e alle mamme. Esistono due diversi e paralleli canoni estetici: uno è Kurt Cobain o Jim Morrison, l'altro è Tiziano Ferro o appunto Valerio Scanu e convivono proprio perché si rivolgono a pubblici diversi".
Poi aggiunge: "Anche Laura Pausini o Andrea Bocelli fecero successo per gli stessi motivi solo che nell'era di Youtube è più facile rendersi conto dell'entità di un fenomeno".
E SUL RAPPORTO TRA ARTE E SPETTACOLO... L'INTERVISTA
La televisione, il mondo dello spettacolo e dell'arte in generale, che cosa rappresentano?
"Rappresentano un mondo parallelo. Non necessariamente falso, ma un mondo ‘altro’, in cui la realtà viene letta e proposta in base a scelte che di volta in volta possono essere di diversa natura: politica, tecnica, dettata dalle leggi dell’auditel.
Come ogni rapporto estetico dovrebbe sempre presupporre un tacito accordo tra emittente e pubblico. Quando una ‘finzione estetica’ diventa menzogna? 
Maria Bettetini
"Si può parlare di ‘immagini menzognere’ solo quando quelle immagini e il mondo artistico parallelo vogliono esser fatte passare per la realtà. Il termine finzione ha un significato più ampio dal latino fingo, non significa soltanto 'far finta', ma vuol dire anche costruire, pensiamo a Leopardi “io nel pensier mi fingo”, costruire proprio il mondo parallelo del diletto, del piacere in senso estetico. Una finzione nell’estetica è necessaria e non assume una connotazione morale, al contrario la menzogna esiste solo quando c’è inganno".
La televisione attuale è menzognera?
"Ora, attraverso la televisione si porta all’estremo l’inganno originario, nato negli anni 50, che consiste nel credere che la tv sia una finestra sul mondo. Ancora oggi, nei dibattiti, si sente parlare in questo modo della tv, ma dagli anni 50 ad oggi sono stati fatti fior di studi per dimostrare che non è così. La tv racconta una parte di mondo e la racconta in un certo modo. Dall’onestà di chi decide come raccontare dipende se essa possa aiutare o meno a capire il mondo reale ".
Qual è dunque il rapporto che ha instaurato la televisione di oggi con la vita della persona?
"La televisione è diventata pervasiva, per la quantità degli spettacoli e per il genere che offre; è onnipresente, invade qualunque sfera della società. Basta vedere quello che sta succedendo. Se pensiamo al cinema o al teatro ci rendiamo conto che l'accordo è rispettato. Anche nei tentativi teatrali volti ad aumentare la partecipazione del pubblico, ponendolo a diretto contatto con gli attori, si pensi al Paradosso sull'attore di Diderot o al concetto rousseauniano di festa. La divisione era comunque chiara. Il piccolo schermo ha deviato il senso tradizionale del rapporto estetico, proiettando tutto e tutti al suo interno. Ci sta divorando. Dobbiamo assolutamente riuscire a ritrovare la 'nostra' realtà perduta! E uno spunto potrebbe essere proprio quello di aggrapparsi al teatro!"



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