Civiltà aliene? Margherita Hack dice di sì. Leggi qui
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Lei, l'astrofisica più tranchante, che si oppone con forza agli oroscopi e alle teorie apocalittiche legate al calendario Maya per cui la terra si avvicina alla fine prevista nel 2012 non ha dubbi sulla vita aldilà della Terra: “Non è evento strano che civiltà extraterrestri ci abbiano visitato”.
Non in maniera esplicita come nella prefazione del libro del 2008 C’è vita nell’Universo? di Pippo Battaglia e Walter Ferreri, edizioni Lindai (che riportiamo integrale sotto), in Libera scienza in libero Stato, saggio che sta scalando le classifiche in questi giorni, oltre a ribadire l'importanza dell'autonomia scientifica ricorda tra le righe ai 'terrestri' di non essere così presuntuosi da credere di essere soli nell'universo. Cosa che, tra l'altro, fece anche Leopardi nelle Operette Morali...
ECCO LE PAROLE DI MARGHERITA HACK
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LE SETTE SATANICHE: Secrets Inside Bohemian Grove - Rituali a opera di importanti politici, criminali, banchieri, uomini d'affari, proprietari di media, giornalisti, uomini di spettacolo, sia americani che stranieri. La leggenda vuole che questi iniziati, famosi in tutto il mondo brucino e sacrifichino una "effigie" umana sotto il gufo. GUARDA I VIDEO SCONVOLGENTI 2012-mania, dal cinema alle librerie. Il fenomeno firmato Maya Ufo, in Usa ci credono duecentomilioni di persone. I presidenti? Tutti ne hanno visto uno |
C’è vita nell’universo? Una bella domanda e nel contempo problematica. Alla quale ancora oggi, è difficile dare una risposta certa. E chissà per quanto tempo ancora resterà un quesito insoluto. La nostra tecnologia ci permette di svelare i più intimi segreti delle cellule, nondimeno a ciò non ci consente ancora di comprendere come esse si sono formate. Non sappiamo se le cellule si possano generare unicamente in condizioni fisico chimiche esclusive come lo erano quelle che vigevano nella Terra dell’epoca Archeana, oppure in qualsiasi tipo di habitat. Anche in quelli in cui vi sono condizioni che noi giudichiamo estreme. Alcuni scienziati sostengono che la vita non sia un evento fenomenale e peculiare del pianeta Terra. Secondo questi ricercatori esistono elevate probabilità che si trovino esseri viventi, anche strutturalmente semplici come lo sono i batteri, in altri pianeti che orbitano a stelle simili al Sole nonché nei corpi celesti che orbitano attorno alla nostra stella. I batteri, in realtà, sono la forma di vita più semplice che si conosca nonché quella che meglio si adatta ad habitat terrestri estremi. In ogni caso tutte le possibili condizioni ambientali terrestri, anche quelle più disagiate, sono sempre e comunque meno critiche e avverse alla vita di quelle che si trovano nei corpi che formano il sistema solare.
E dunque l’affermazione che i batteri possano esistere e vivere anche in un oggetto celeste del nostro sistema planetario dove vi è un habitat estremo diviene un’ipotesi azzardata e dunque tutta da dimostrare. In ogni caso il Sole è una stella molto comune nell’universo. E queste stelle spesso hanno un sistema planetario, sicché è assai probabile che esista un pianeta simile alla Terra. E questi pianeti potrebbero ospitare forme di vita. Sicché la vita dovrebbe essere un fenomeno molto comune nel cosmo. Marte è stato sempre indicato come il pianeta che, più degli altri, qualche miliardo di anni fa abbia ospitato forme di vita. Basandosi su questa ipotesi si spera che ancora oggi sul pianeta rosso vi abitino dei batteri. Si pensa che in tempi remoti la superficie di Marte fosse in parte ricoperta d’acqua. E che il suo aspetto, visto dallo spazio, fosse in larghe linee simile a quello della Terra. Sappiamo che l’acqua è un elemento importante affinché si generino forme di vita complesse nonché quelle più semplici. La teoria più condivisa, che spiega l’origine della vita sulla Terra, pone la comparsa dei batteri dopo l’epoca in cui nel nostro pianeta si erano formati i primi mari. La vita non si sarebbe potuta generare sulla Terra se non vi fosse stata acqua. Da qui l’idea che l’acqua sia l’elemento necessario e fondamentale dove si possano generare gli organismi. Se questa ipotesi fosse confortata da prove inoppugnabili, l’acqua diverrebbe una discriminate importantissima per la ricerca della vita negli altri pianeti.
E difatti, pur non avendo prove certe sul ruolo che ebbe l’acqua nella genesi degli organismi si ritiene, a priori, che sia l’elemento necessario affinché in un corpo celeste si formino degli esseri viventi. Su queste basi si ipotizza che non vi può essere vita in tutti i corpi celesti in cui non è mai comparsa l’acqua allo stato liquido. Non sappiamo quanto sia grande l’universo e di conseguenza non possiamo quantificare quanti pianeti esistano. Sappiamo però che nella nostra Galassia ci sono almeno 400 miliardi di stelle, e l’Universo è popolato da almeno 100 miliardi di galassie, ciascuna formata da decine o centinaia di miliardi di stelle. Negli ultimi dieci anni abbiamo cominciato a scoprire pianeti extrasolari, e possiamo dedurne che i sistemi planetari sono un fenomeno assai comune nel cosmo. E’ quindi molto probabile che esistano miliardi di pianeti simili alla Terra. E’ ragionevole pensare che in quei pianeti in cui si istaurino le condizioni favorevoli allo sviluppo della vita questa si formi e si evolva dalle forme più semplice a quelle più complesse. Supporre che il nostro pianeta sia unico è un po’ come ritenere che la Terra sia il centro dell’Universo e che tutto ruoti attorno ad essa. Inoltre sappiamo che le leggi fisiche che conosciamo sulla Terra valgono in tutto l’universo osservabile. E’probabile che ciò avvenga anche per le leggi biologiche. Naturalmente quanto sin qui detto può benissimo essere smentito da future scoperte oggi inconcepibili. Possono esistere, dunque, forme di vita a noi sconosciute che per generarsi non hanno bisogno d’acqua. Questa affermazione può sembrare a primo acchito in contraddizione a quel sin qui detto; e lo sconfessi. In effetti non è così! In quanto indica soltanto che nessuno può affermare con certezza che un avvenimento, un fenomeno, un evento poiché è possibile in determinate condizione fisico-chimiche non possa verificarsi in altre condizioni per noi oggi impensabili. E siccome nessun ricercatore ha la scienza infusa da permettergli di poter affermare verità assolute è giusto che si puntualizzi che ignoriamo molti aspetti del cosmo e della materia. E forse di esse conosciamo così poco che, chissà quante volte, in futuro resteremo sbalorditi nello scoprire quanti eventi da noi ipotizzati impossibili, si realizzano in modo ordinario in remoti angoli dell’universo. E perché no! Anche nel sistema planetario più vicino al sistema solare. Su queste basi porsi il quesito: c’è vita nell’universo, diviene una domanda che richiede una risposta che tenga conto in maniera precisa di quel che non conosciamo della materia e delle leggi che la governano.
dal sito del Centro ufologico di Taranto



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