Margarita GarcÌa Robayo, narratrice dei dettagli

Martedì, 19 ottobre 2010 - 10:05:00

margarita garcÌa robayo marcos y marcos
Il libro in uscita il 21 ottobre

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Libri

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"Ci sono cose che una non può fare scalza" è il  libro d'esordio di Margarita GarcÌa Robayo in uscita il 21 ottobre per Marcos y Marcos  
    
 IL LIBRO - Un giorno nella vita di nove donne in una città del mondo.  Julia, Beatriz, Sofía, Mary, Lili, Miriam, Susy, Diana e Rina: donne che si chiamano, si osservano dalla finestra, si prestano il marito senza saperlo, si passano il testimone nella corsa a ostacoli quotidiana.
Ciascuna guarda con occhi diversi la stessa scena, ciascuna ha un modo tutto suo di togliersi le spine.  Julia si sente bellissima, ama mostrarsi nuda alla finestra e fa l’amore con Arturo; Beatriz, moglie di Arturo, va in banca a chiedere un mutuo e incontra Carlos, l’amante di una notte. Fugge, si rompe un tacco e finisce, per riconciliarsi con la realtà, a bere whisky di prima mattina con il barista del Flowers, nero e sensuale.  Sofía, in attesa che Rodrigo torni dall’Africa, fa sentire al barista nero e sensuale del Flowers quant’è morbido il suo golfino, dimenticando l’appuntamento con l’amica Mary. Mary, dopo una giornata tutta in salita, si maledice perché vorrebbe soltanto addormentarsi tra le braccia di Carlos, l’ex marito, e rimbocca le coperte a suo figlio tra i supereroi.  Lili vede Julia nuda alla finestra, e vorrebbe invitarla a prendere un tè e raccontarle che quel giorno ha fatto sesso con il suo capo, che l’orgasmo è molto sopravvalutato e che ci sono donne più sole di loro.  Miriam… Mani che si tendono, si ritraggono, si allacciano, intrecciando i fili di un universo intero.     

L'AUTRICE -

margarita garcÌa robayo marcos y marcos
L'autrice
Blogger dirompente fin dall’adolescenza, donna bellissima, Margarita García Robayo ha appena compiuto trent’anni e parla con l’accento intrigante dei Caraibi.  È nata e cresciuta in Colombia, a Cartagena (al mare, dice, tutto è più aperto, più accogliente, tutto ti viene incontro), e a venticinque anni si è trasferita a Buenos Aires, “città straordinaria, impressionante, l’unica città latinomericana che guarda all’Europa anziché agli Stati Uniti”, per proseguire la sua carriera di giornalista professionista per il quotidiano «Crítica de la Argentina». Ama scrivere in casa, circondata dagli alberi, immersa nel proprio silenzio. I suoi lettori le riconoscono da sempre una straordinaria sensibilità nello scoprire e narrare i dettagli. Nel suo esordio narrativo, Ci sono cose che una non può fare scalza, approfitta della libertà offerta dalla finzione per mettere pienamente a frutto questa sua virtù. 

SU AFFARITALIANI.IT IN ANTEPRIMA L'INCIPIT DEL ROMANZO

Rina comprò pastelitos de dulce, li dispose a S su un vassoio rotondo e li appoggiò sul tavolo del soggiorno con la tovaglia a farfalline viola. Lei si era messa il vestito lungo blu, che era come nuovo; l’aveva usato solo una volta, a un matrimonio, molti anni prima; da allora l’aveva sempre tenuto da conto in una custodia inamidata. Rina pensò che questa occasione, per quanto potesse apparire casalinga al massimo, meritasse bene un po’ di lusso. Tra breve avrebbero proclamato il vincitore del telequiz “Abbasso gli ignoranti” e la concorrente su cui puntava lei, Susy,
era arrivata trionfalmente in finale. Solo una volta Susy aveva rischiato di perdere, ed era stato quando le avevano posto una domanda di Genetica avanzata. Volevano farla perdere, altro che storie. La povera Susy era ammutolita, aveva chiuso gli occhi, serrato le labbra, si era presa la testa tra le mani e quando mancavano tre secondi al campanello – il campanello della sconfitta – aveva gridato freneticamente la risposta: “Dolly, la pecora Dolly!” Era stato il momento di massima tensione di tutte le puntate, ma questa sera Susy partiva con il piede giusto. Aveva potuto scegliere la sua materia preferita, Grammatica castigliana, mentre quella del suo avversario sarebbe stata scelta dal programma. Rina aveva invitato la sua amica Carmen ad assistere alla sfida finale. Entrambe si erano iscritte al “Concorso per non concorrenti”, che consisteva nello scommettere su un giocatore e, se questo avesse vinto la finale, andare in televisione e partecipare a una puntata straordinaria del programma che metteva in palio un frigorifero doppia porta. Abbasso gli ignoranti la-la-la! Partì la sigla e spuntarono le ballerine in bikini rosso. Carmen
era in bagno, e Rina le gridò “Vieni!” Quella sera il pubblico in sala era formato dagli anziani della casa di riposo Jardín Sombrío, che applaudivano e cantavano in coro, rochi: Abbasso gli ignoranti! Sul set c’erano sfere a specchio appese a ogni angolo del soffitto e una torta formato gigante dietro il podio del presentatore, Jimmy solo Jimmy. All’inizio il presentatore si chiamava Jimmy, punto e basta, ma poi, quando era diventato famoso, era comparso in quella pubblicità del dentifricio e il suo nome era cambiato. Nella pubblicità una voce femminile chiedeva “Chi ha un sorriso così?” E denti bianchi occupavano tutto lo schermo; poi si allontanavano a poco a poco finché appariva il viso di Jimmy per intero, e lui diceva: “Jimmy, solo Jimmy”. Rina sospirava ogni volta che vedeva la pubblicità e da allora comprava quel dentifricio. Però non era per questo che guardava la trasmissione, lei l’aveva sempre seguita. E la irritava la gente che adesso parlava del quiz e dello stesso Jimmy come di una sua grande scoperta. Che diceva “Jimmy solo Jimmy” senza averlo prima chiamato Jimmy. «Sono un po’ asciutti i pasticcini, cara». Carmen spostò il vassoio sul tavolino in mezzo al soggiorno. Rina aveva pensato che fosse più comodo lasciare tutto sul tavolo grande, ma non era in vena di discutere con Carmen. «Non sono asciutti, sono quelli che mangiamo sempre». Rispose. La S dei pasticcini si era scomposta, ormai era un ghirigoro confuso. «Sono asciutti, ti dico. Scommetto che il panettiere ha cambiato burro. Quel che non farebbero per risparmiare, è da non credere…» Rina faceva il tifo per Susy dalla prima puntata, e si era comprata il Sapientino, il gioco che la trasmissione aveva messo in commercio per l’ultimo anniversario. Tutti i giorni si studiava almeno dieci schede. Ultimamente, quando guardava il quiz, faceva finta di essere lei a giocare. Ascoltava la domanda e poi abbassava il volume del televisore. Quasi sempre sapeva le risposte: a volte era persino più rapida di Susy. Rina non si considerava una persona presuntuosa, quindi non l’aveva raccontato a nessuno – neppure a Carmen – ma lei sapeva la risposta della pecora Dolly senza doverci nemmeno pensare. Carmen, invece, si era decisa a scendere in campo solo quando Susy aveva superato alla grande la prova più difficile: Valutazione del paniere familiare. I punti che aveva accumulato Carmen potevano fruttarle soltanto un elettrodomestico di seconda categoria. Uno spremiagrumi, a dir tanto. La valletta bionda suonò la campana. Il quiz stava per cominciare, i vecchietti sorridevano pieni di aspettativa, alcuni tossivano. Jimmy solo Jimmy portava un vestito scarlatto, accennava lenti passi di danza e sfoggiava il suo sorriso. Effetti
di fumo colorato si alzavano dal pavimento. A volte Rina sognava di essere sul set del programma, e Jimmy le faceva domande sugli attori. Lei non perdeva un colpo, in quella materia. Nel sogno Jimmy indossava un vestito dorato e lei il suo abito blu. Andava tutto a gonfie vele, e lei si aggiudicava il frigorifero. Ma appena fuori dal set si rendeva conto che il suo abito blu in realtà era un bikini, come quello rosso delle ballerine però blu. Allora apriva il frigorifero per nascondersi e nel cassetto della verdura trovava Carmen, che la additava e rideva. Rina aveva confidato a Carmen che si sarebbe messa quel vestito, il giorno che fosse andata in trasmissione. Carmen obiettò che le sembrava troppo formale e le disse che si sarebbe resa ridicola, considerando che Susy a malapena si pettinava. Rina era abituata alle critiche di Carmen: la sua amica criticava qualsiasi cosa. Una volta si erano tenute il broncio per quasi due settimane, Carmen l’aveva accusata di aver cambiato modo di parlare per colpa delle telenovelas straniere che guardava sempre. Su questa storia del vestito però avrebbe fatto finta di niente, se lo provava tutte le settimane e avrebbe avuto bisogno dell’aiuto di Carmen per chiudere la cerniera. Era una bella sfida, le andava molto stretto, però iniziava a cedere. Rina stava seguendo una dieta ferrea a base di carciofi. Va bene, Susy avrebbe dovuto curare un po’ di più il suo aspetto, che scoperta. Rina però non l’avrebbe mai detto in pubblico. Invece Carmen aveva avuto la faccia tosta di criticare Susy al circolo del cucito davanti a tutte le altre donne, e Rina l’aveva giudicato un gesto di pessimo gusto. “C’è chi esercita la mente, e chi la lingua”. Le disse quella volta, e se ne andò lasciando a metà il suo uncinetto. (continua in libreria)

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