Amazon "divide" l'editoria italiana. Su Affaritaliani.it l'analisi di Tarò (Gems): "Non è uno spettro, ma..."
Approvata la legge sul prezzo dei libri. Polillo (Aie) ad Affaritaliani.it: "Ora va regolamentata l'Iva sugli e-book" Il Senato ha approvato la discussa Legge Levi "che regolamenta finalmente gli sconti sulla vendita dei libri". Affaritaliani.it ne ha parlato con Marco Polillo, presidente dell'Associazione Italiana Editori: "Questo è il miglior compromesso possibile. Per i librai questa legge rappresenta una boccata d'ossigeno". La legge Levi, tra l'altro, pone un freno ai super-sconti del colosso Amazon: "Il web è un canale di vendita come gli altri, non può essere né avvantaggiato né penalizzato, ed è per questo che è stata regolamentata la vendita online". E sul problema dell'Iva sugli e-book aggiunge: "Gli stessi editori sono contrari a un'Iva sui libri digitali al 20%, mentre quella per i libri cartacei è al 4%. Si tratta dello stesso prodotto, non sono giustificabili questi 16 punti di differenza". E sulla crisi del mercato del libro in Italia... L'INTERVISTA COMPLETA QUI
di Antonio Prudenzano

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Amazon
, la compagnia americana di commercio elettronico, è sbarcata anche in Italia il 18 novembre dell'anno scorso, imponendosi subito tra i "big" del mercato e cambiando, tra gli altri, anche quello della vendita online dei libri. Il mega-distributore (grazie ai super-sconti proposti) fa paura a una parte degli addetti ai lavori dell'editoria libraria italiana perché, come ha scritto Repubblica l'altro giorno, presto Amazon potrebbe diventare un "colossale editore, dal momento che in America sono cominciate le assunzioni di editor e sono iniziati i contatti con gli agenti europei per tradurre direttamente i titoli più venduti (si parla di editoria digitale; ndr)". Ma non tutti sono spaventati, come vedremo.Nel frattempo, la tanto discussa legge Levi sugli sconti sui libri - approvata stamattina al Senato - intervenendo anche nella regolamentazione del commercio online dei testi i cartacei (il mercato degli e-book non è coinvolto, ndr), va a porre un freno all'avanzata della compagnia statunitense. Basterà? E quali sono le reali prospettivo del mercato dei libri cartacei e digitali (online e non solo)?
Marco Tarò è il direttore generale del Gruppo Mauri Spagnol (va ricordato che Messaggerie e Giunti sono i proprietari di Ibs, la prima e più grande libreria italiana online dal 1998, ndr). Con Tarò abbiamo parlato di Amazon e delle prospettive del mercato in Italia e non solo. 
Tarò
Con l'approvazione della legge Levi Amazon non rappresenterà più uno "spettro", come da molti viene definito?
"Io non lo definirei uno spettro ma un nuovo operatore, importante, con cui ci dovremo confrontare esattamente come facciamo quotidianamente con gli operatori storici del nostro paese. La legge Levi avrà l’effetto di spostare la competizione tra retailer sui servizi e non sul prezzo. Questo può essere un piccolo vantaggio per gli operatori italiani perché toglierà un’arma importante a un colosso che, operando in vari paesi, potrebbe permettersi il lusso di rimetterci per qualche anno al fine di conquistare velocemente quote di mercato in un nuovo paese".
Ma Amazon le fa paura o no?
"No se penso al mercato del libro fisico. Come dicevo prima, Amazon rappresenta un player in più e quindi probabilmente una nuova opportunità per gli editori, sta a loro sfruttarla al meglio. Semmai si devono preoccupare i retailer, in particolare quelli che operano sull’online, perché hanno un concorrente nuovo e importante. Vedremo che succederà in futuro, ad oggi però mi risulta che da quando è sbarcato in Italia Amazon, Ibs, leader italiano dell’online, è continuato a crescere in doppia cifra. Poi mi sento di rincuorare gli amici retailer italiani, è giusto preoccuparsi ma non è il caso di fasciarsi la testa prima di essersela rotta… mi risulta infatti che in Francia, dove come da noi c’è una legge sul prezzo dei libri e un player forte sull’online (Fnac), Amazon, malgrado sia presente da vari anni, non è ancora riuscito a diventare il leader. Diverso può essere il discorso sul mercato degli e-book, che siccome in Italia è un mercato nascente e ancora da sviluppare oggi vede tutti i player allo stesso livello e in questo caso l’esperienza fatta soprattutto in Usa da Amazon può risultare determinante. In quest’area specifica devo confessare che Amazon può creare qualche preoccupazione anche agli editori, oltre che ai retailer… Però noi tutti abbiamo un piccolo vantaggio...".
Quale?
"Quello di aver visto cosa è successo negli Usa e di poter sfruttare al meglio l’esperienza che hanno fatto i nostri colleghi americani. -, capisce che per chiunque avere un cliente così importante in un settore può destare qualche preoccupazione. Inoltre in questo caso la legge Levi non ci viene in soccorso perché non riguarda il prezzo dei libri digitali, quindi ritengo importante che in Italia la determinazione del prezzo al pubblico dei libri elettronici rimanga prerogativa dell’editore e non una leva di marketing in mano ai reatiler, anche in questo caso sarà bene che la competizione si giochi sul livello di servizio. Da parte nostra stiamo lavorando in questo senso con tutti gli operatori che ci chiedono di vendere i nostri e-book".
Nel frattempo, negli Usa Amazon diventa anche un produttore di contenuti editoriali digitali...
"Beh avremo un concorrente in più, però in questo caso l’esperienza gioca a nostro favore... Credo che comunque ci vorrà ancora molto tempo prima che ciò accada...".
SU AMAZON INTERVENGONO ANCHE GIUSEPPE GENNA, GIANLUCA FOGLIA, RAFFAELLO AVANZINI E GIULIO MILANI...
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GENNA -
Nei giorni scorsi, a sua volta, anche lo scrittore Giuseppe Genna (consulente editoriale de Il Saggiatore), in un'intervista ad Affaritaliani.it (qui la versione completa, ndr) ha parlato di Amazon e dei problemi della distribuzione in Italia: "Le grandi catende distributive, da Messaggerie a Feltrinelli a Mondadori, immagino che siano preoccupate di quanto accade nel mondo della distribuzione. Intendo anzitutto la svolta digitale. Per anni immobili a fronte di un'onda anomala che si stava delineando all'orizzonte, queste catene distributive hanno lasciato vacante il ruolo naturale, che spettava loro ricoprire, di propositori di contenuti. Non dico che sia imminente l'avvento, che so?, di Amazon in Italia come produttore di contenuti - però, imminente o meno che sia, immagino che avverrà, prima o poi. Il mercato editoriale è in spaventosa contrazione e questo è dovuto alle politiche che i grandi gruppi hanno scelto di perseguire".FOGLIA - Gianluca Foglia, direttore editoriale Feltrinelli, in un'intervista nell'ambito del dibattito sulla "decrescita felice" (qui) concessa ad Affaritaliani.it, ha detto la sua su Amazon. E ha spiegato: "Non so se Amazon sia uno spettro, sicuramente è una realtà che nei prossimi anni vedrà aumentare esponenzialmente il suo peso anche in Italia. Ed è vero che di fronte a un tale colosso, la distinzione tra editori grandi e piccoli, così come siamo abituati a concepirla, tende quasi a scomparire. Quello che so, per la qualità del lavoro editoriale che si svolge oggi in Italia in tante realtà, è che tutti – grandi e piccoli – di fronte al colosso venderemo ben cara la pelle".
AVANZINI - Mentre, per Raffaello Avanzini di Newton Compton, "Amazon è un problema per i grandi gruppi e per i loro negozi online, che già ne subiscono la concorrenza. Ben venga Amazon, dico invece io: ora c'è più concorrenza e si riduce lo strapotere dei portali di vendita delle grosse catene". Nell'intervista ad Affaritaliani.it, Avanzini poi aggiunge: "Certo, ci deve essere una regolamentazione sullo sconto. La concorrenza deve essere equilibrata, i super-sconti di Amazon vanno fermati. Serve una tutela". 
Avanzini
MILANI - Giulio Milani, editore di Transeuropa, su Amazon offre il punto di vista di un piccolo editore indipendente. E ci spiega: "Non è giusto fare di Amazon un capro espiatorio di tutti i mali, magari per annullare le differenze tra le quattro concentrazioni editoriali (e distributive) che in Italia detengono il 91 % del mercato librario (Mondadori, Rcs, Gruppo Gems, Feltrinelli), e il nuvolo di piccoli e medi editori che rappresentanto – in migliaia quanti siamo – il 9 % residuo. Tutto al contrario, a parte il problema dei sovrasconti (che non riguarda soltanto l’online ma la GDO in generale e per la cui risoluzione sarebbe indispensabile una legge diversa da quella approvata recentemente), in una situazione del genere l’online rappresenta per moltissimi editori una grossa fetta del proprio fatturato: poiché è vero, se determinati libri non arrivano in libreria o non ci stanno più di un mese, chi li vuole acquistare li trova soltanto online. Magari persino su Amazon".



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