Letteratura/ Marco Vichi e il suo eco-noir "Bloody Mary": "Racconto nel mio nuovo romanzo la parte più nera dell'Italia"
Attraverso la vostra storia entriamo in contatto con un mondo fatto di schiavitù e violenza, sconosciuto ai più.
"Credo che in fondo siano storie più che conosciute, ma si tende a ignorarle e a dimenticarle. Tutti vediamo le ragazze nigeriane sulle provinciali e sappiamo che sono schiave, così come tutti sappiamo che i pomodori – uno dei 'simboli' italiani – vengono raccolti con il sangue e il sudore di immigrati trattati come animali. Comunque ci siamo documentati con le notizie che ci sono state inviate dall’editore e da Legambiente".
La disillusione di Marek ed Aleya nei confronti del Belpaese va a braccetto con la nostra, ed in questo si realizza il piccolo, purtroppo solo letterario, miracolo della solidarietà e dell’indignazione. Le reazioni dei lettori?
"Conosco solo le reazioni dei lettori amici o conoscenti, e di qualche altra persona che mi ha avvicinato dopo una presentazione. A quanto sembra il libro sta piacendo... ma spero che serva anche a ricordare che a volte il medioevo è tra noi".
Sommo pregio di questo breve romanzo in cui predomina il colore rosso, in tutte le inquietanti variazioni. A quando invece la prossima avventura del commissario Bordelli?
"La sto scrivendo proprio in questo periodo, e dovrebbe uscire a maggio del 2009. Una storia molto dura attraversata dall’alluvione di Firenze del ’66".



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