Letteratura/ Marco Vichi e il suo eco-noir "Bloody Mary": "Racconto nel mio nuovo romanzo la parte più nera dell'Italia"
di Mariano Sabatini
Meritevole l’impegno delle Edizioni Ambiente nel proporre noir di ecomafia di notissimi narratori (Macchiavelli, Dazieri, Colaprico, De Cataldo, Vinci, Lucarelli), nella collana VerdeNero. Uno degli ultimi è firmato da Marco Vichi - creatore dell’amatissimo commissario Bordelli (le cui vicende sono ambientate nella Firenze degli anni Sessanta) - e da Leonardo Gori: “Bloody Mary” (213 pp., 10 euro), storia in gran parte parallela e poi, per un troppo breve tratto, convergente del giovane polacco Marek e della conturbante nigeriana Aleya.
Per ragioni diverse e lunghi tragitti agli antipodi, giungono entrambi nell’illusorio eldorado che sembra loro l’Italia. Il giovane destinato ai campi di raccolta di pomodori in Puglia e la ragazza, orfana e poco più che adolescente, pronta per il truce mercato del sesso, governato da aguzzini; che incutono terrore la violenza gratuita e la mancanza di qualsiasi scrupolo. Bellissima stangona dalla pelle di seta color dell’ebano, Aleya aveva già esperito la perfidia del maschio anche nel suo paese. Non meno tragica la situazione di Marek, tenuto come ai lavori forzati: sotto il sole a picco, sorvegliato, picchiato, nell’orda di disperati reclutati con l’inganno, sottomessi con la requisizione dei documenti d’identità e l’ignobile minaccia di violenza alle famiglie in caso di fuga. 
Come nasce VerdeNero?
"La collana nasce dall’idea di raccontare la parte 'nera' dell’Italia attraverso l’emozione del romanzo, nella speranza di farla rimanere più impressa. Le conferenze e le relazione spiegano le cose che succedono - un crimine contro l’ambiente ogni sei ore, ad esempio - mentre la narrativa le mette in scena".
Come ha accolto l’offerta?
"In realtà sono stato io a propormi, dopo aver visto un incontro pubblico dove un direttore di collana parlava del progetto. E so che molti altri hanno bussato alla loro porta per scrivere un romanzo per VerdeNero. Insomma l’idea di mettere la penna al servizio di una nobile causa ha entusiasmato chi scrive, e so che Edizioni Ambiente ha altre idee in merito".
Lei è il creatore per Guanda dell’amatissimo commissario Bordelli. Come si è trovato a scrivere in tandem “Bloody Mary” con Leonardo Gori? 
Marco Vichi
"Mi sono trovato benissimo. Un’esperienza che mi piacerebbe ripetere. Gori è un caro amico e un bravissimo scrittore, e insieme abbiamo lavorato con molta soddisfazione. Per 'Bloody Mary' ci siamo divisi i compiti: ognuno ha raccontato un personaggio e a tre quarti del romanzo i due si incontrano e vivono un’avventura d’amore piena di speranze".



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