Agnelli (Afterhours) ad Affaritaliani.it: "Faremo un disco abrasivo, ardito. Con Xabier". E su Pisapia...
| IL TOUR ESTIVO: 02/07 NAPOLI – Acciaieria Sonora 03/07 BARI – Fiera del Levante 06/07 ROMA – Rock in Roma 09/07 MILANO – Arena Civica (+ guests) 21/07 RECANATI (MC) – Lunaria 22/07 SCHIO (VI) – Schiolife Festival 24/07 SIMAXIS (OR) – Mraxani Rumor Fest 29/07 PIOMBINO (LI) – Piazza Bovio 30/07 POPPI (AR) – Casentino Love Affair 31/07 SANT’ARSENIO (SA) – Voci dal Sud 02/08 SPILIMBERGO (PN) 12/08 GALLIPOLI (LE) – Cube Festival 16/08 LA SPEZIA – Giardini Centro Allende
LA DISCOGRAFIA DEGLI AFTERHOURS: 1990 - During Christine's Sleep - Vox Pop 1993 - Pop Kills Your Soul - Vox Pop 1995 - Germi - Vox Pop 1997 - Hai paura del buio? - Mescal 1999 - Non è per sempre - Mescal 2001 - Siam tre piccoli porcellin - Mescal 2002 - Quello che non c'è - Mescal 2005 - Ballate per piccole iene - Mescal 2008 - I milanesi ammazzano il sabato - Universal |

LA BAND - Foto di Giulio Mazzi
di Antonio Prudenzano
Della scena rock italiana, o di quel che ne resta, Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, rimane il punto di riferimento. Un padre artistico per intere generazioni di musicisti italiani. La band milanese sta lavorando al nuovo album di inediti e si appresta a cominciare il tour estivo (le tappe nel box a destra, ndr).
"La libertà d’azione possibile con Artist First è divertente, stimolante, creativa e quindi semplicemente necessaria. Abbiamo trovato qui tutto quello che sostanzialmente manca alla grande discografia in questo momento storico: l'anima”. Agnelli, lei ha commentato così la decisione degli Afterhours di autoprodurre in toto il prossimo disco. Com'è maturata questa scelta?
"Nell'inverno 2008 abbiamo lasciato la Universal, una major. Quella di Artist First, quindi, è stata una decisione meditata. Per due anni abbiamo cercato di capire quale fosse la situazione ideale per noi. Non si tratta di una scelta etica o di campo, ma essenzialmente professionale. Oggi come oggi gli Afterhours hanno bisogno di una struttura molto agile intorno, e non satura di quei filtri che poi vanno a 'mangiare' tutte le risorse che un gruppo come il nostro può produrre. In piena crisi dell'industria discografica si sono aperti spazi creativi enormi, che prima non c'erano. E quello degli Afterhours, che è un progetto di libertà, non può non approfittarne".
Ma oggi ha ancora senso parlare di dischi?
"Per me sì. Il disco in sè ha un forte valore affettivo. E poi rappresenta un biglietto da visita, un modo per veicolare la propria musica non solo virtualmente. Ma resto innamorato non tanto dell'oggetto fisico, quanto del concetto di album".
E allora parliamo del vostro prossimo disco. Quando uscirà? E come si evolverà il vostro sound?
"Puntiamo a farlo uscire nella prima parte del 2012, il titolo ancora non c'è. Sarà musicalmente sorprendente, diverso dal passato. Un album abrasivo, ardito, composto da pezzi complessi. Lo stiamo registrando in giro per il mondo, ma non sarà un album 'a ospitate'...".
Ci sarà Xabier Iriondo? Il suo ritorno negli Afterhours è da considerarsi definitivo? 
Foto di Alessandra Di Gregorio
"Non c'è niente di ufficiale. Non abbiamo fatto comunicati quando ha lasciato la band, e non ne faremo adesso. Xabier in questo momento è sicuramente un collaboratore continuativo del progetto. Dal punto di vista personale tra me e lui c'era ben poco che non andasse, le divergenze erano a livello musicale. Poi abbiamo ricominciato a frequentarci di persona, e il suo ritorno nel gruppo è stato una conseguenza. Abbiamo ritrovato la voglia di fare delle cose insieme, nella musica e non solo. E' una sorta di 'nuova primavera' nel nostro rapporto, che si riflette anche negli Afterhours".
Da quanto non sente Mina (con cui gli Afterhours hanno collaborato in passato e che stima molto la band di Manuel Agnelli, ndr)? Ci sarà anche lei nel nuovo album?
"Non sento Mina da qualche mese e no, non è in programma un duetto con lei nel prossimo disco. L'ammirazione degli Afterhours nei suoi confronti è sconfinata. E abbiamo una grandissima voglia di tornare a collaborare con lei. Speriamo accada in futuro. Ma deve essere una cosa 'speciale', non programmata".
Il presente della nuova scena rock italiana la rende ottimista o pessimista?
"Ho sempre sostenuto le nuove scene. Allo stesso tempo mantengo un certo scetticismo. In Italia, non sempre per colpa dei musicisti, purtroppo si matura tardi... Ma la verità è che anche il pubblico deve maturare".
Lei ha 45 anni. Si vede negli Afterhours ancora a lungo o nei suoi progetti c'è la carriera solista? 
Il leader degli Afterhours
"Non lo so, non faccio programmi a lungo termine. Per il momento continuo a fare tutto ciò che voglio e questo per me è fondamentale. Ho anche ricominciato a studiare pianoforte... E a dirla tutta, già da tempo sto conducendo la mia carriera solista parallelamente agli Afterhours".
La paternità ha cambiato il suo approccio alla musica?
"No. Ma un pensiero così bello e importante mi fa risultare ridicole tutte le pressioni che ruotano intorno al mondo della musica".
A Milano il vento è cambiato. Ad amministrare la città ora c'è Pisapia, che gli Afterhours hanno sostenuto pubblicamente durante la campagna elettorale. Cosa si aspetta, da milanese e da musicista, dal nuovo sindaco?
"E' stata una delle poche volte in cui ci siamo schierati politicamente. Per noi era fondamentale che a Milano cambiassero le cose. Il modello di 'città-azienda' imposto prima da Albertini e poi dalla Moratti andava fermato. Nel nostro piccolo siamo quindi contenti di aver portato fortuna al nuovo sindaco. Adesso, però, viene il difficile, perché le belle intenzioni vanno messe in pratica. Mi ha fatto piacere che Pisapia abbia chiesto subito la commissione antimafia per l'Expo. Credo sia partito col piede giusto".
Nel 2000 Mondadori ha pubblicato la raccolta di racconti "Il meraviglioso tubetto", ad oggi la sua unica prova letteraria. A quando un altro libro di Manuel Agnelli?
"Continuo a scrivere, ma lo faccio per me. Voglio mantenere questo ambito della mia creatività lontano dalla professionalità. Mi basta la musica... In questi anni molte volte degli editori mi hanno chiesto di pubblicare un altro libro, ma finora ho sempre risposto di no. In futuro chissà... Ad ogni modo, anche il mondo letteratura mi ha deluso, così come quello della musica. In entrambi domina l'approssimazione".
Quale lettura l'ha più colpita ultimamente?
"'Il soccombente' di Thomas Bernhard".
E qual è lo scrittore italiano contemporaneo che stima di più?
"Michele Mari, un mostro a livello letterario".
Veniamo al teatro. Dopo la positiva collaborazione con Antonio Rezza, ci sono altri progetti in vista?
"Con Rezza ci siamo rivisti per caso a Parigi proprio poco tempo che fa. In futuro ci piacerebbe tornare a collaborare, non solo con lui, ma anche con altri artisti che stimiamo, come Filippo Timi ed Elio Germano, ad esempio".
E il cinema?
"Probabilmente lavoreremo alla colonna sonora di un film italiano, ma è presto per parlarne...".



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