Viaggio nel “peggior manicomio del mondo”
Venerdì, 29 gennaio 2010 - 18:15:00
TRIESTE – Bambini aggrappati alle sbarre di una cella, donne in lacrime, sguardi di dolore. Sono immagini sconvolgenti quelle che condurranno lo spettatore in un viaggio fotografico tra i peggiori manicomi del mondo e della storia. Si chiama “Leros. Anche il nulla ha un nome”, ed è il primo reportage per immagini su quello che è stato il “peggior manicomio del mondo”, commenta Antonella Pizzamiglio, l’autrice degli scatti, che nel 1989 vi passò qualche giorno. Costruito su un’isola greca, l’ospedale psichiatrico di Leros fu al centro di uno scandalo internazionale per le condizioni disumane in cui vivevano gli oltre 3 mila pazienti. Poi intervenne la Comunità europea, con un programma (Misura 813) per la riforma complessiva dell’organizzazione psichiatrica in Grecia, e adesso le cose sono cambiate. Ora quell’esperienza rivive in un’esposizione.
All'interno della rassegna NADIR | nodi appunti domande immagini riflessi, dal 29 gennaio al 27 febbraio, allo Spazio Rosa del Parco culturale di San Giovanni di Trieste (in via Bottaccin 4), la mostra “Anche il nulla ha un nome” viene presentata per la prima volta al pubblico nonostante alcune delle immagini siano già state premiate con riconoscimenti nazionali ed internazionali. L’inaugurazione è prevista per venerdì alle 18.30, mentre successivamente l’orario di apertura sarà da martedì a sabato dalle 17 alle 20. “Sono andata lì, per aiutare quell’uomo quello che non si riteneva tale, quello che viveva lì e non lo si voleva far sentire e vedere – scrive Antonella Pizzamiglio nelle note di presentazione –. Allora ho voluto denunciare cose che non pensavo mai di vedere: ammassi di gente, odori insostenibili, gemiti che i sensi non avevano mai udito”.
La mostra, voluta per iniziativa della provincia di Trieste con l’apporto dell’Azienda per i servizi sanitari triestina n. 1 e a cura di Artestudioarte, viene proposta nell’ambito dell’incontro internazionale “Trieste 2010: che cos’è ‘salute mentale’?”, promosso dal Dipartimento di salute mentale e in programma nel Parco San Giovanni dal 9 al 13 febbraio. L'incontro sarà un crocevia di storie, azioni, esperienze, studi e ricerche – non, quindi, un tipico convegno psichiatrico –, con l’obiettivo di costruire una rete mondiale per la salute comunitaria. Al centro i diritti umani, l’economia sociale, l’inclusione, la memoria del passato, la documentazione e la rappresentazione della “pazzia” sui media.
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