Letteratura ed erotismo, i sedici racconti piccanti di 'Nella tua carne'
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Dai libertini Vivant Denon e De Sade, ai decadenti Barbey d'Aurevilly e D'Annunzio, al surrealista Mandiargues, alla narrativa del secondo Novecento di Brodkey e Cortázar: un repertorio della narrativa erotica breve che regalerà ogni tipo di piacere.
Storie di seduzioni, di specchi che riflettono e amplificano l'atto amoroso, di accoppiamenti multipli, di schiavitù psicologica e sessuale, di scambi di partner, di amori giovanili e senili; storie di travestimenti e di feticismo, di equivoci e di tradimenti; storie di amplessi consumati in palazzi nobiliari o in treno; storie di vendette e di rimpianti, di sguardi o sottintesi, di dolcezze e brutalità; storie che descrivono i piaceri del corpo e arrivano al piacere del testo.
L'unico autore italiano presente nella raccolta di Nella tua carne, è Gabriele D'Annunzio. L'autore scrisse molte lettere a Letizia Giupponi De Felici, una delle fanciulle che più ha amato, soprannominata affettuosamente 'Melitta'. Le lettere, che cambiando stile acquistano il linguaggio tipico dell'epistola familiare, confermano l'immagine di un uomo che riusciva a legare indissolubilmente a sé le persone, entrando nel profondo della loro anima, prima di possedendone il corpo.
Mèlitta, un estratto del racconto
4 gennaio 1916, martedì
![]() Gabriele D'Annunzio |
"Dall’aspetto del gondoliere vedo che l’ombra di Mèlitta viene finalmente per la calle. Ho qualche brivido pensando che viene «senza pantaloni», come mi ha promesso. Difficoltà nel discendere. Mi levo. La prendo nelle mie braccia e nel mio mantello grigio. È leggera, pieghevole, felina. Ha un buon odore d’acqua nunzia. Si raggomitola contro di me. Ha il viso freddo, la bocca fredda come un frutto rimasto alla guazza, i denti freddi, la lingua tiepida, l’alito caldo, il cuore palpitante. È poco vestita, sotto la pelliccia. È nuda dalle ginocchia in su. Mentre la gondola si muove e danza, ella esce da una maglia di lana – da una maglia di maschietto – esce con tutto il torso nudo, mentre i capelli su la nuca le si sciolgono.
Ella forza così la mia passione assente. La bacio tutta, la mordo tutta. Ella dice: «Fammi male, fammi male!» È quasi tutta nuda ormai, contro di me, che ho nudo soltanto il centro del corpo. Follia di pochi minuti, spasimo, tristezza, nella gondola che balla, nel buio del felze incomodo ove le ginocchia mi dolgono... "
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