Libri/ I lati oscuri del fashion
Tutto ciò che volevate sapere sul mondo della moda e sui suoi lati oscuri nel libro di 
Imogen Edwards-Jones e Anonimo, edito da Zero91. Una giovane stilista inglese, all'indomani della sua sfilata londinese, è in trepida attesa delle recensioni/critiche della stampa. Viene massacrata. Lei e il suo assistente comunque non possono sicuramente stare a poltrire o a crogiolarsi nella disperazione, dal momento che tra sei mesi esatti, hanno una nuova sfilata da presentare. Quindi, a dispetto di ogni critica, dopo essersi goduti i vari festini e party dei dopo sfilata, devono rimboccarsi le maniche. Lei deve farsi venire in mente qualche idea per la nuova stagione. Cosa andrà di moda? Quale sarà il colore?
Il libro ripercorre sostanzialmente i sei mesi successivi. I due giovani (stilista e assistente), devono iniziare a recuperare i tessuti per l'inverno, girare per fiere del tessile, andare di stand in stand, acquistare e contrattare. Provano anche a scrivere a società produttrici di fragranze, perchè il mercato delle fragranze rende sempre tantissimo. Anche se quello che lei vorrebbe veramente fare, sono gli accessori (borse e scarpe) ma non c'è mai riuscita. Man mano la stilista racconta la sua giornata che si sviluppa attorno al tentativo di mettere sulla carta quelli che saranno i modelli di successo della stagione successiva, all’interno della storia vengono presi in esame alcuni punti fondamentali del mondo della moda:
- il problema dei falsi e del mercato parallelo del mondo degli accessori.
Ovvero, i falsi sono una specialità dell'estremo oriente, e approdano fin qui ma sono facilmente riconoscibili per la qualità scadente del materiale e perchè spesso sono modelli mai realmente esistiti. Il mercato parallelo invece, o quello che loro chiamano cabbage, è un problema serio contro cui lo stilista può fare ben poco. Dei prodotti veri ed autentici vengono sottratti alla sua società - magari quelli prodotti in più per garantirsi
un margine di errore - ed approdano sui mercatini di Firenze o Milano.
Sono proprio uguali ai prodotti veri, semplicemente per il fatto che sono proprio veri!!
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- il problema del rincaro dei prezzi.
Spesso gli stilisti utilizzano nelle loro sfilate e nelle loro vetrine anche dei pezzi non 'propriamente' loro, ma, al contrario, che recuperano nei mercatini dell'usato tipo Portobello's. Ripuliscono il capo, lo abbinano a qualcosa di loro, se è necessario levano l'etichetta originale per mettere la loro, et voilà. Il gioco è fatto.
- il fenomeno del seeding, ovvero quando gli stilisti mandano merce in omaggio in quantità industriale ai vari vip di turno, con la speranza che vengano fotografati con i capi dello stilista - abito o borsa che sia. Una forma di pubblicità occulta che pare funzioni molto bene perchè mentre nel caso di una modella il pubblico ha la percezione che essa sia pagata per indossare un certo abito, nel caso di un'attrice tipo Sienna Miller invece, la percezione è che se lo sia scelto di sua spontanea volontà.
- la politica che si cela dietro la formazione della prima fila di una sfilata:
chi deve stare in prima fila, chi vicino a chi.
- la politica che si cela anche dietro l'uscita delle modelle:
l'importanza di chi apre o chiude una sfilata.
- il problema delle diete rigidissime e delle anfetamine:
le droghe e le 'torture' a cui le modelle vengono sottoposte per essere così ... eteree
come sono.
Comunque, tornando al filo conduttore della storia, dopo tante peripezie, la stilista riesce a fare un abito per Vanessa Tate, un'attrice in erba che verrà poi nominata all'Oscar e per l'occasione indosserà appunto l'abito della stilista. Vincerà l'Oscar, e il giorno dopo la cerimonia, tutti i giornali immortaleranno in prima pagina la ragazza con l'abito che, nemmeno a farlo apposta, andrà a ruba. Non soltanto, ma il suo assistente riesce non si sa bene come, ad assicurarsi uno slot per la sfilata di New York - opportunità che, dice lui, è da cogliere al volo perchè, sebbene se dovesse andare male i due si ritroverebbero praticamente rovinati, se invece andasse bene, sarebbe il loro trampolino di lancio sulla scena internazionale.
Non solo, ma un'eventuale approvazione o cenno di consenso da parte di Anna Wintour -
riconosciuta come l'autorità per eccellenza nel mondo della moda newyorchese e che è solita presenziare alla prima sfilata in assoluto di ogni stilista emergente - sarebbe un ulteriore conferma del loro successo. Detto questo, iniziano i preparativi per la sfilata di New York: i modelli su carta iniziano a prendere forma 'in carne e ossa', le sarte e i modellisti che lavorano giorno e notte, i dubbi della stilista, il casting delle modelle che calcheranno la scena, la scelta del truccatore e del parrucchiere... e la distruzione dell'amicizia con Lydia,
la sua migliore amica, che a New York non viene scelta come modella di apertura ma solo di chiusura per la sua sfilata - in quanto ormai superata. Il momento della sfilata è quello più frenetico ed è anche l'ultima parte del libro. Il caos del backstage, le modelle capricciose, i team di truccatori e parrucchieri che lavorano in sintonia, le vestieriste e la sfilata che dura 8 minuti.
Sei mesi di duro lavoro per arrivare a 8 minuti di adrenalina pura. Poi le interviste e il libro si chiude con la fatidica domanda di un giornalista, subito dopo la sfilata 'quali sono le idee per la prossima collezione?'



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