Letteratura/ Isbn ripubblica l'opera di Luciano Bianciardi, profeta del postmoderno

Mercoledì, 18 febbraio 2009 - 11:00:00


Luciano Bianciardi
Di Antonio Prudenzano

Come (e in alcuni casi anche prima di…) Pasolini ha previsto con decenni di anticipo le perversioni della postmodernità. Come pochi altri autori italiani ha raccontato senza reticenze (e senza mai prendersi troppo sul serio, forse il suo più grande merito) il dopoguerra italiano e i mille limiti del nostro paese. Il grossetano-milanese Luciano Bianciardi, la cui opera (letteraria e giornalistica) è stata appena ripubblicata grazie al prezioso lavoro della casa editrice Isbn in due preziosissimi “Antimeridiani”, riscoperto troppo tardi a ormai 37 anni dalla sua morte, non aveva paura di sporcarsi le mani (non a caso, negli ultimi anni della sua breve vita, scrisse soprattutto di televisione e sesso, spesso in riviste che di letterario e serio avevano ben poco…). 

Morto poco prima di compiere 50 anni distrutto dalle depressione e dai conseguenti problemi con l’alcol, l’Intellettuale, scrittore, saggista, giornalista, critico televisivo e traduttore, nel terzo e ultime volume della serie portata in libreria da Isbn edizioni, è raccontato dai pochi che gli sono sempre stati vicino in un dvd + libro appena edito. “Bianciardi!”, questo il titolo dell’opera di recupero curata, con l’aiuto di Alberto Piccinini, dal filosofo-ex veejay Massimo Coppola (nell’occasione anche regista del film-documentario in questione), raccoglie interviste, immagini inedite, spezzoni tratti dalle sue (strambe…) apparizioni in quella tv che amava prendere come punto di partenza per manifestare tutto il suo odio-amore per l’Italia e gli italiani.

Nel dvd, ad esempio, parla la compagna di Bianciardi, Maria Jatosti, oltre a suoi amici, come il presentatore e autore tv Enrico Vaime (che, ignorando i suoi problemi con l’alcol, una volta donò a Bianciardi una cassa di champagne!). Si parla poi del funerale, dove purtroppo non c’era quasi nessuno. Parlano dell’autore della “Vita Agra” (1962), il romanzo “cult” che gli diede la notorietà, tra gli altri anche il pittore Furio Cavallini e l’ex direttore della Rizzoli Sergio Pautasso. Le immagini si muovono tra Grosseto (dove Bianciardi nacque il 14 dicembre 1922), Milano (dove l’intellettuale visse per anni e morì il 14 novembre 1971) e Sant’Anna di Rapallo, in provincia di Genova (dove a un certo punto decise di “rifuggiarsi”). Una vita, quella di Bianciardi, conclusasi davvero troppo presto.


 

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