Legge sugli sconti sui libri, i bibliotecari protestano: e interviene l'onorevole Levi...
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La legge che regola gli sconti sui libri continua a far discutere. Un intervento polemico pubblicato dal blog "Quaderno di un bibliotecario" spinge l'onorevole Ricardo Franco Levi, primo firmatario della legge, a difenderla in un commento ospitato dallo stesso sito: "(...) Lei lamenta la compressione al 15 per cento dello sconto a disposizione delle biblioteche che sarebbe stato introdotto dalla nuova legge sul prezzo del libro. (...) vorrei offrire a a lei, ai lettori del suo blog tutti gli elementi necessari per valutare la questione, correggendo subito il dato sullo sconto per le biblioteche, fissato non al 15 ma al 20 per cento". Levi poi argomenta: "Le biblioteche possono contare sulle seguenti tutele: grazie alla fine della guerra sui prezzi, vedono protetto il valore reale della loro spesa; avvalendosi in modo oculago delle promozioni degli editori, possono operare acquisti con riduzioni di prezzo fino 25 per cento; acquistando nelle librerie e negli altri punti di vendita al dettaglio con sconti fino al 20 per cento, cioè superiori di 5 punti percentuali a quelli a disposizione di qualsiasi altro acquirente, hanno la certezza di comperare alle migliori condizioni del mercato, cosa che non succede oggi. Sommando tutti questi elementi, credo onestamente di poter dire che la legge, nel puntare all’obiettivo primario di difendere la ricchezza dell’offerta culturale e il pluralismo dell’informazione – valori di interesse generale, tutelati dalla Costituzione italiana e dall’Unione Europea e sommamente condivisi, ne sono certissimo, da tutti i bibliotecari italiani – si sia fatta efficacemente carico delle giuste e sacrosante ragioni del sistema delle biblioteche".
Ma Gabriele, il bibliotecario 38enne che cura il blog, non è soddisfatto dalla risposta dell'onorevole. E gli risponde: "Le sue precisazioni non scalfiscono i dubbi miei e di tanti altri colleghi. Ho sentito dire da direttori di Sistema Bibliotecari che una limitazione agli sconti, intanto, toglie la dicitura di libero mercato a quello dei libri. Esiste legge che limita gli sconti sulle auto? E sui Pc? Sui mobili? Aggiungo, poi: noi, che lavoriamo a stretto contatto con la burocrazia, sappiamo che agli uffici addetti ai pagamenti dei comuni medio-grandi non è possibile seguire “mille fatture” proveniente da servizi, oltretutto esterni al palazzo, come le biblioteche. Ergo non ci rivolgiamo a librerie o case editrici singole ma a grossisti (che forniscono tutto o quasi tutto con sconti che erano superiori al 30%). Là dove riuscivamo a contattare i rappresentanti di case singole (sempre comunque “grosse”) gli sconti con bonus acquisto arrivavano al 35% tutto l’anno. Ora al massimo potremo arrivare al 25% purchè si acquisti solo nei tre mesi all’anno concessi per le promozioni. E il resto delle uscite negli altri nove mesi? I libri escono 12 mesi l’anno, non solo tre". (...) Penso che sarebbe stato sufficiente inserire nella legge un comma in cui si prevedeva l’esclusione dalla limitazione degli sconti, delle biblioteche. Avremmo, in tempo di magra, anche contribuito, seppur poco, a contenere la spesa pubblica".



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