Le copertine dei libri al tempo della crisi? "Sobrietà, iconografie che si ripetono e..." Parlano i grafici
L'INCHIESTA/ Fa discutere un blog gestito da una libraia anonima che scova copertine che si somigliano troppo. E fa venire il dubbio: in tempi di crisi nell'editoria si risparmia sulla creatività? In realtà, come spiegano tre grafici editoriali intervistati da Affaritaliani.it, dietro gran parte delle somiglianze non c'è la volontà di copiare, ma...
Più in generale, poi, abbiamo chiesto a Riccardo Falcinelli (grafico di Minimum Fax), Francesca Leoneschi (art director per la Rizzoli) e ad Alice Beniero di Isbn edizioni, di spiegare quali sono le nuove tendenze nel mondo delle copertine. Anche per capire se si stanno consolidando determinate iconografie... E se per Falcinelli è interessante il fatto che "spesso a ripetersi sia un motivo iconografico (...)", e quindi "l'iterazione di un'iconografia non è segno di povertà o di poca inventiva, ma è indice di un gusto, di una moda o di un'epoca", per Francesca Leoneschi in tempi di rallentamento del mercato librario "non si risparmia sulla creatività, ma sulla cartotecnica... e dopo gli effetti speciali di certe copertine degli anni '90 un ritorno alla sobrietà non è da accogliere negativamente". L'art director Rizzoli nota "un ritorno alla sobrietà e alla tradizione", e sottolinea l'attenzione alle lettrici ("oggi le donne non vogliono essere stupite e aggredite, e neppure incupite. Ma hanno bisogno di sognare"). Alice Beniero, che nel 2011 ha vinto l’European Design Award, ci spiega a sua volta: "Con l'avvento degli e-book il libro cartaceo deve trovare nuovi punti di contatto con il lettore e lo spazio di intervento nella progettazione si fa più attento, ricercato. I veri pionieri della creatività sono gli editori indipendenti". LE INTERVISTE
di Antonio Prudenzano
"Mi diverte quando arriva un libro nuovo in negozio e quella copertina l’ho già vista da qualche parte…". Si presenta così l'anonima "investigatrice di copertine di libri", ideatrice del blog http://copertinedilibri.wordpress.com. Una libraia "di provincia" che individua e segnala da mesi decine e decine di copertine assai simili tra loro. Scorrendo l'archivio si trovano praticamente tutte le case editrici italiane, grandi e piccole. Del blog ultimamente si è spesso parlato sui social network. Ma prima di far partire la caccia a chi copia chi, va ricordato che i diritti delle immagini non vengono venduti in esclusiva (a parte casi particolari, e molto rari). E soprattutto, va specificato che i diritti scadono dopo pochi anni. Di conseguenza più editori possono comprare una stessa immagine. Quasi mai, dunque, si può parlare di "plagio".
Piuttosto, in un momento di crisi economica generale (e di "rallentamento" del mercato librario) si investe meno sulle copertine in termini di creatività? Il dubbio viene, immergendosi nel blog della libraia-investigatrice. Ma soprattutto, in questi mesi di crisi, quali sono le tendenze in atto nel mondo delle copertine dei libri (che, secondo alcuni addetti ai lavori, in molti casi farebbero vendere quasi da sole i libri...)? Ci sono, e si stanno consolidando, determinate iconografie? Se sì, quali? Affaritaliani.it lo ha chiesto agli art director di Minimum Fax, Rizzoli e Isbn edizioni.
RICCARDO FALCINELLI (MINIMUM FAX) - Riccardo Falcinelli è grafico di Minimum Fax (e non solo) e co-autore di "Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice" (qui l'intervista a Falcinelli pubblicata da Affaritaliani.it lo scorso 14 dicembre in occasione dell'uscita del volume pubblicato dal marchio indipendente romano, ndr). Sulle evoluzioni in atto nel suo ambito professionale Falcinelli ha le idee chiare. E intervistato da Affaritaliani.it riflette: "Il più delle immagini che vengono usate per le copertine provengono da grandi archivi nazionali e internazionali e molte sono immagini senza diritti di esclusiva, quindi può capitare che alcune si ripetano. Più interessante è però il fatto che spesso a ripetersi è un motivo iconografico. Di sicuro l'iconografia più di moda la momento è il ritratto, o meglio 'la faccia che ci guarda', ma anche le figure di spalle che si allontanano da noi, che camminano verso l'orizzonte...".

Quindi Falcinelli argomenta: "Più difficile generalizzare il discorso per la saggistica, ma anche lì la crisi si manifesta nell'abbondanza di immagini di tono giornalistico". E cioè: "Dollari che bruciano, dirupi, metafore del Titanic. Ma dal mio punto di vista questo è secondario, l'iterazione di un'iconografia non è segno di povertà o di poca inventiva e invece indice di un gusto, di una moda o di un'epoca. Quello che conta davvero è come quel tema o quella foto vengono montate, tagliate, composte. Nel '400 tutti i pittori dipingevano Madonne col bambino ma ognuno a suo modo, pur nella rigidezza dei vincoli. In fondo la situazione è molto simile, anzi dalle iconografie di successo possiamo capire la temperatura emotiva di un determinato periodo storico. Spesso le immagini delle copertine a cui lavoro sono originali ed esclusive, le facciamo apposta per quel libro. Eppure anche qui capita di vedersi imitati. Dolo o specchio dei tempi?".

FRANCESCA LEONESCHI (RIZZOLI) - Francesca Leoneschi è art director per Rizzoli e co-fondatrice dello studio The World of DOT di Milano. "In effetti in questi giorni tra gli addetti ai lavori si parla spesso del blog sulle copertine dei libri che si somigliano. Naturalmente per noi grafici è difficilissimo avere una visione globale di tutte le copertine pubblicate negli anni, e una volta ottenuta l'autorizzazione dell'uso delle immagini dalle agenzie, a volte può capitare di scegliere, spesso senza saperlo, una foto già finita in passato su un'altra copertina. Accade molto raramente, comunque". Fatta questa premessa, l'art director si dice convinta che anche in tempi di crisi "sulla creatività in editoria non si risparmia, mentre lo si fa sulla cartotecnica, e dopo gli effetti speciali di certe copertine degli anni '90 credo che un ritorno alla sobrietà non sia da accogliere negativamente, anzi...". Quindi Francesca Leoneschi nota: "Negli ultimi mesi nella grafica editoriale si assiste a un ritorno alla tradizione - se così possiamo definirlo -, sia nella scelta dell'immagine sia in quella tipografica. Si recuperano stili che sono 'nostri' e che avevamo dimenticato, magari ripresi da vecchie scatole di biscotti... D'altronde tutti sentiamo l'esigenza di essere rassicurati, ed è naturale che questo bisogno di familiarità influenzi le scelte grafiche". L'art director, dopo aver ricordato che in questo momento l'editoria guarda soprattutto "al pubblico femminile, il più attento", sottolinea a questo proposito che "oggi le donne non vogliono essere stupite e aggredite, e neppure incupite. Ma hanno bisogno di sognare, anche con le copertine, oltre che con le storie narrate dai romanzi". In ogni caso, "un libro non deve mai ingannare il lettore, e quindi la copertina deve essere strettamente legata alla storia. Anche per l'editoria, infatti, non si può prescindere dalla moralità e dall'onestà".

ALICE BENIERO (ISBN EDIZIONI) - Alice Beniero è l’art director della casa editrice indipendente milanese Isbn, che l'anno scorso, con la collana "Special Books", ha vinto l’European Design Award nella categoria dedicata alle copertine di libri (qui i dettagli e le immagini - nella foto a destra uno dei titoli più riusciti della collana, ndr): "La cosa che mi diverte nelle indagini della nostra 'investigatrice di copertine di libri' è che spesso sono i grandi gruppi editoriali a 'strizzare l'occhio' ai diretti concorrenti, o a 'riciclare' un'idea per i progetti di copertina più disparati. Non voglio entrare nel merito di questa comparazione, ma mi interessa sottolineare come in qualsiasi caso l'immagine, il progetto grafico della singola copertina, venga utilizzata come ambientazione per l'identità visiva della casa editrice". E analizza: "Credo che oltre un certo livello il mercato editoriale smetta di chiedersi quanto investire in creatività e ragioni piuttosto sulla lunga distanza, in modo lungimirante e investendo le risorse creative in progetti specifici". A questo punto la grafica di Isbn edizioni allarga il discorso: "Con l'avvento degli e-book il libro cartaceo deve trovare nuovi punti di contatto con il lettore e lo spazio di intervento nella progettazione si fa più attento, ricercato. I veri pionieri della creatività sono gli editori indipendenti, che per restare al passo con le logiche di mercato, rendersi visibili nella distribuzione, coltivare un pubblico di affezionati lettori e aprirsi al nuovo, investono molto di più in risorse creative rispetto ai grandi gruppi editoriali".


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