Lagioia ad Affaritaliani.it: "Zalone? Bravo, ma può migliorare. Se 'rischia' di più..."
LO SPECIALE

Lagioia
di Antonio Prudenzano

E' il fenomeno cinematografico del momento: Checco Zalone, nelle sale in questi giorni con la commedia politicamente scorretta "Che bella giornata", sta ottenendo risultati da record storico al botteghino. Il comico pugliese ha definitivamente conquistato il grande pubblico italiano, ma in queste ore sta dividendo i fan della sua regione. Sui blog e sui forum in rete, infatti, non sono pochi gli spettatori che criticano l'immagine stereotipata della Puglia e dei pugliesi che emerge dal film. Di sicuro, Zalone è diventato un caso, che merita anche l'attenzione del mondo intellettuale. Nicola Lagioia, scrittore ed editor tra i più apprezzati della sua generazione, è barese come Checco. Con Affaritaliani.it commenta il successo di "Che bella giornata" e il dibattito che si sta scatendando: "Di Zalone non ho visto i film (a parte qualche spezzone) ma ho visto le sue performance televisive. Mi sembra bravo. Ne penso bene. Anche perché non si spaccia per Carmelo Bene, ma per Checco Zalone. Il suo è semplice dignitosissimo intrattenimento popolare. Non sarà arrivato a ciò che riuscì a fare Villaggio negli anni Settanta con la maschera di Fantozzi. Però, rispetto ai Cinepanettoni, c'è una differenza abissale - i comici di Neri Parenti mi sembra abbiano proprio una difficoltà clinica ad articolare pensieri e parole, mentre Zalone non ha di questi problemi. Il pubblico lo ha premiato perché forse è stanco di ridere sul canovaccio della lobotomia frontale, fosse anche in trasferta a Miami o in Sud Africa. Però Zalone può migliorare".
In che senso, Lagioia? 
"Sarebbe bello fosse così ambizioso da considerare ciò che ha fatto fino ad ora come la riuscita anticamera di qualcos'altro (quello che per i vari Tognazzi e Sordi fu l'avanspettacolo prima della commedia all'italiana, o per Villaggio i varietà televisivi prima di Fantozzi). Non dimenticherei però la capacità di sperimentare delle tv private pugliesi il cui frutto più evidente fu Toti e Tata, che per stessa ammissione di Zalone sono stati i suoi maestri virtuali (nel senso che li guardava in tv e imparava, anche se Zalone è la versione più soft e normalizzata di Toti e Tata al culmine della loro parabola creativa)".
E cosa pensa delle polemiche sull'immagine deteriore della Puglia?
"Non credo si ponga il problema, visto che l'offerta è tanta: dal cinema popolare a quello impegnato, dalla narrativa di genere alla letteratura".
IL TRAILER DEL SECONDO FILM DI CHECCO ZALONE



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