La Vera Editoria/ Riecco l'editor-blogger anonimo. Con un misterioso dialogo...

Giovedì, 9 settembre 2010 - 09:40:00

LO SPECIALE

Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, e-book, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

L'ultima apparizione (virtuale, trattandosi di un misterioso blogger) era datata 5 luglio. Ormai quasi nessuno più sperava nel suo ritorno, e si era ipotizzato che le troppe polemiche lo avessero spinto a preferire il silenzio agli attacchi al sistema editoriale. E invece, con il breve ma piuttosto incisivo botta e risposta qui di seguito, ha ripreso a colpire a modo suo La Vera Editoria, l'anonimo editor che con pochi post politicamente scorretti è riuscito a far parlare di sè la stampa e a spaventare gli addetti ai lavori dell'editoria libraria (per tutti i particolari sui suoi interventi e sulle sue "scomparse" leggi in fondo, ndr).

«Ciao A.I. hai letto il manoscritto di Mister X?»
«Non ancora».
«Secondo me è interessante».
«Quando lo leggerò ti saprò dire».
«Secondo me potremmo inserirlo per febbraio prossimo».
«Il calendario non era completo?»
«Tu non sai chi è Mister X?»
«No».
«E' il figlio della Signora A!»
«Il romanzo sarà sicuramente interessante allora».

Chi sarà "A.I."? E chi si nasconderà dietro a "Mister X", lo scrittore (raccomandato) figlio della potentissima "Signora A"? Si accettano scommesse. Di sicuro, il dialogo in questione appare assolutamente realistico...

 

TUTTI I PRECEDENTI  SU "LA VERA EDITORIA"
 

la vera editoria
Il logo del blog

LA LUNGA ASSENZA  ( pubblicato su Affaritaliani.it il 20 agosto 2010) - L'anonimo "editor scazzato che dice quello che pensa e pensa quello che dice", che il 25 aprile scorso ha dato vita al discusso blog "La vera editoria" (per tutti i particolari vedi gli articoli qui di seguito, ndr), non si fa più vivo ormai da un mese e mezzo circa, per la precisione dal 5 luglio scorso. Si sarà forse arreso definitivamente? Qui di seguito tutti i particolari sulla breve e "tormentata" vita di un blog letterario che stava cominciando a dare fastidio a certi ambienti editoriali raccontandone dall'interno vizi e contraddizioni, e che probabilmente ha scelto di "autocensurarsi" dopo che i suoi primi interventi hanno subito scatenato polemiche sulla stampa e sul web. Resta il mistero sull'identità del blogger, oltre alla speranza che decida di tornare a "colpire"... Magari l'editor senza peli sulla lingua è semplicemente andato in vacanza!

 LA PRIMA RIAPPARIZIONE - ( pubblicato su Affaritaliani.it il 6 luglio 2010)

LIBRI & WEB SU AFFARITALIANI.IT

iQuindici_si raccontano collettivamente ad Affaritaliani.it: "La rivoluzione è il copyleft, e gli editori non si sentano minacciati"

"Letteratitudine", dal blog alla radio. L'intervista di Affaritaliani.it a Massimo Maugeri

Biondillo racconta "Nazione Indiana": "A fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa...". L'intervista di Affaritaliani.it

Loredana Lipperini (Lipperatura): "aNobii? Una gara a chi 'urla' più forte... Gli scrittori su Facebook? Egocentrici... I blog letterari? Si stanno ripensando...". L'intervista di Affaritaliani.it

Palmas ('Sul Romanzo'): "Facebook mette in crisi i blog letterari...". L'intervista di Affaritaliani.it al blogger

'Scrittori in causa. Sui diritti degli scrittori' e delle case editrici: è nato un nuovo blog. Ed è subito polemica...

'La vera editoria', torna l'editor-blogger anonimo. Ed è arrabbiatissimo...
I PARTICOLARI

 A fine maggio 2010, a poche settimane dallo sbarco sul web con relative polemiche sulla stampa e tra gli addetti ai lavori, il misterioso editor fondatore del blog anonimo "La vera editoria" sembrava già essersi "arreso" (per i particolari leggi sotto). Troppe polemiche, meglio lasciar perdere con gli attacchi alle ipocrisie del sistema dell'editoria libraria. Ora, però, il nostro sembra aver ritrovato il coraggio e la sfrontatezza degli esordi, e nel post di lunedì 5 luglio se la prende a modo suo con le scelte che si fanno in questo periodo nelle case editrice. E' infatti il momento dei "calendari editoriali". Così il blogger: "Peccato che di 10 uscite mensili, ben 7 siano studiate a tavolino. Se quindi ho 4 esordienti da proporre, 1 andrà per forza di cose giù nel cesso". E ancora: "Al solito, eviterò nomi e cognomi. Ma non è difficile capire quando un autore è "spinto in alto" e quando viene messo da parte". La chiusura è netta: "Dubitate allora. Dubitate sempre, di tutto e di tutti. E' la sola cosa certa in questo mondo di merda".

Ecco il post completo (da http://laveraeditoria.splinder.com/) per scoprire il suo ragionamento (più che condivisibile...). Resta il dubbio: chi è l'autore?

Spinte
Le ultime settimane sono state infernali. Tremende. Mi sono ritrovato a combattere contro un gruppo di burocrati dementi che di narrativa ne sa quanto il mio cane. Come vi ho già detto, giugno è il mese dei "calendari editoriali", in cui si fissano le date per le uscite del prossimo anno. Peccato che di 10 uscite mensili, ben 7 siano studiate a tavolino. Se quindi ho 4 esordienti da proporre, 1 andrà per forza di cose giù nel cesso.

Al solito, eviterò nomi e cognomi. Ma non è difficile capire quando un autore è "spinto in alto" e quando viene messo da parte. Un autore mediamente produttivo pubblicherà un romanzo all'anno. Se ne pubblica di meno o non è rimasto soddisfatto del suo lavoro (raro) o non ha agganci ai piani alti. E per "mediamente produttivo" intendo sempre all'interno della narrativa di massa, non quella vera, che richiederebbe dai due ai cinque anni solo per una stesura di base.

Guardiamo il genere thriller o noir. Ci sono autori promettenti che pubblicano un romanzo ogni due, tre anni; stessa cosa nel fantastico, con la differenza che in questo caso il problema è grave, legato al bisogno bastardo di dividere i romanzi in saghe. "Come posso far uscire il volume 3 nel 2011 se il secondo è uscito nel 2008? Chi lo leggerà?" E' stato un mio autore a chiedermelo e io non ho potuto fare altro che scuotere la testa. Certe decisioni non spettano a me, ma ai piani alti.

Capite allora la mia frustrazione? Ho preso in simpatia quattro autori, due di genere fantastico, uno di genere noir e uno di genere storico. Scrivono bene, anche se si può sempre fare di più, e hanno una discreta immaginazione. Cosa mi viene detto però dagli editori? Che solo due dei quattro verranno pubblicati nel 2011. Gli altri dovranno aspettare un anno e mezzo ancora per vedere i loro lavori sugli scaffali.

Dubitate allora. Dubitate sempre, di tutto e di tutti. E' la sola cosa certa in questo mondo di merda.

SEMBRAVA ESSERSI ARRESO SUBITO... (pubblicato su Affaritaliani.it il 24 maggio 2010) - Nelle ultime settimane gli addetti ai lavori dell'editoria libraria non hanno parlato d'altro: il caso del momento è il blog La Vera Editoria, ideato e curato da un anonimo "editor scazzato che dice quello che pensa e pensa quello che dice". Stampa e siti internet si sono occupati del caso-La Vera Editoria, ma il rischio è che le polemiche che sono seguite abbiano stancato a tal punto il blogger da spingerlo all'abbandono della sua (oggettivamente interessante) creatura. Per ora "l'editor scazzato" si limita ad annunciare un abbassamento dei toni...

Qui di seguito il post di lunedì 24 maggio con cui l'anonimo editor annuncia e motiva la sua scelta:

(da http://laveraeditoria.splinder.com/)


Una voce troppo alta

Non pensavo che un piccolo blog potesse avere una voce così alta. Non era questo il mio obiettivo. Se avessi voluto creare "un caso" mi sarei firmato, questo è chiaro. Cercavo solo un modo per sfogarmi, per denunciare molte delle cose che accadono sotto agli occhi di tutti.

Mi sbagliavo.

Sono usciti molti articoli, su testate importanti. E gli articoli hanno portato contatti, tra cui editor ed editori. I primi hanno dimostrato solidarietà, i secondi sono passati alle minacce. Sia ben chiaro, ad oggi, nessuno ha mai contestato quello che ho detto, anzi. Gli addetti ai lavori hanno confermato ogni mia parola. Paradossalmente le critiche sono arrivate da alcuni lettori o da presunti profiler.

E io sono stanco.

Da semplice stumento di sfogo, questo blog è diventato una mania. Decine di messaggi al giorno, decine di risposte da dare, decine di minacce, decine e decine e decine e decine. Sta diventando un lavoro. Ma io un lavoro ce l'ho già ed è fin troppo estenuante. Mi sono sempre premurato di non fare nomi e cognomi, di mantenermi sul vago per tutelare la mia identità ma anche quella degli editori. Perché cinque mele marce non rendono marce tutte le altre.

Di nuovo, mi sbagliavo.

Non è servito a niente. A niente di niente. Credo sia quindi giunto il momento di abbassare la voce, di ridurla ad un sussurro, almeno per il momento. Cosa significa? Una chiusura? Non proprio. Diciamo che gli articoli, se ci saranno, verteranno su questioni più superficiali. Mi dispiace ma è una decisione definitiva. I piedi pestati sono troppi, il popolo bue ha parlato. Spero solo di avervi dato, anche se per poco, qualche elemento su cui riflettere.

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